L’Officina Della Camomilla – Senontipiacefalostesso Uno
GENERE: Pop-rock
PROTAGONISTI: il nucleo principale ruota attorno a Francesco De Leo e a Claudio Tarantino, a cui si sono aggiunti Marco Amadio, Anna Viganò e Ilaria Baia Curioni.
SEGNI PARTICOLARI: Prima prova su lunga distanza per la band che, vedendo il loro myspace, dovrebbe essere milanese.
INGREDIENTI: Un pop-rock innocuo che alcune volte si tinge di power, in altre occasioni é bagnato in ingredienti più soft e, in alcuni sprazzi di bontà (‘Pegaso disco bar), all’inizio danno l’impressione di voler toccare i synth. In genere si gioca con riferimenti musicali inglesi della sfera indie-rock dell’epoca recente con molto Doherty. Paradossalmente i risultati migliori si hanno alla fine, con la titletrack, dove si gioca per sottrazione con una chitarra acustica e lievi accenni di orchestrazione.
DENSITA’ DI QUALITA’: Quando scelsi di occuparmi di questo disco ero stato attratto dalle coordinate musicali declamate dall’ufficio stampa. In realtà ho sufficiente esperienza da ricordare che per qualsiasi responsabile di marketing la band per la quale lavora é seconda soltanto ai Beatles e che con ogni probabilità nel disco in questione vi é una irripetibile ed unica miscela di influenze adattate al meglio dal verbo di una band in stato grazia.
Bene, non é questo il caso. Non é che a mancare (o meglio a non interessare) siano le canzoni o quel singolo capace di ridare un senso ed un lustro all’intera raccolta. Ad essere del tutto non pervenuta é la personalità , un seppur minimo concept musicale preso dall’inizio e portato alla fine. I toni sono incerti e vanno dallo scanzonato al finto ribelle, passando per quella che dovrebbe essere ironia (ma a tratti risulta pedante) fino ad una crepuscolarità che perde di consistenza a fronte di una intepretazione molto poco credibile. Le idee a tratti appaiono discrete, ma la realizzazione concreta é troppo pretestuosa per giustificare un coinvolgimento da parte dell’ascoltatore (‘La tua ragazza non ascolta i Beat Happening‘ é un esempio). In generale l’impianto sonoro, seppur propedeutico a una pesante revisione, non é esageratamente pericolante, ma a mio modesto parere se il disco fosse stato strumentale avrebbe guadagnato due decimi in più. Un esempio? ‘Agata Brioches‘. Credo che la pochezza dei testi, con eccessive velleità poetiche, e del cantato zoppicante, rovinino alla grande un piano ritmico che musicalmente ha nel suo andamento sghembo una buona ragion d’essere. Ed é, questo, un discorso che si potrebbe allargare al disco intero. I ragazzi non suonano male ed alcuni riferimenti (più Babyshambles che Libertines, più prime b-side degli Oasis che Arctic Monkeys) potrebbero essere gustosamente strani, ma il flusso delle parole già di per se privo di spessore sia linguistico che- come già detto “ poetico (dove per poesia non si intende un sonetto secondo i dettami classici, ma anche qualcosa di più metropolitano e dissonante) é cantato in maniera che si potrebbe definire snervante e asettica. L’eccessiva somiglianza con alcune pose spavalde de Il triangolo e un’attenzione mirata ad un nonsense che vorrebbe riproporre l’algido cinismo de I Cani , sono aggravanti nel conto dell’originalità . Non abbiamo neanche voglia di riproporre la questione dello Stato Sociale (ospiti in un pezzo) e sulla loro insulsa e apocrifa attitudine “indie” che in qualche modo pare aver “benedetto” questo disco. In loro, come in questo album, di indie c’é solo l’etichetta e anche su quello, forse bisognerebbe discutere.
VELOCITA’: Tredici pezzi che non superano il classico minutaggio della pop-song
IL TESTO: “Ho fatto esplodere il mio condominio di merda” (In loop) da ‘Ho fatto esplodere il mio condominio di merda‘
LA DICHIARAZIONE: “L’unico media é internet. Internet é un mezzo libero, l’Officina é un gruppo libero. In un mondo dove se qualcuno ti ascolta ti fa un favore perché ci sono milioni di gruppi, non é che ci mettiamo a fare una demo da duemila euro e a farti pagare ogni canzone un euro.” Claudio Tarantino a ImpattoSonoro
UN ASSAGGIO: ‘La tua ragazza non ascolta i Beat Happening’
IL SITO: www.officinadellacamomilla.com



