Bohèmien – Bohèmien
GENERE: post-punk, dark-wave
PROTAGONISTI: Alessandro Buccini (voce, percussioni), Luciano Liberatore (chitarre, cori), Gian Paolo Cesarini (basso), Valentina Larussa (batteria)
SEGNI PARTICOLARI: i Bohémien nascono nel 1985, con la pubblicazione del demotape ‘Sangue e Arena’, esponenti romani della fiorente scena post-punk e dark italiana. Seppur sui palchi da molto tempo, le loro produzioni si possono contare sulle dita di una mano: praticamente inattivi negli anni 90, riprendono l’attività nel 2002 pubblicando ‘Danze Pagane’. L’improvvisa morte nel 2006 del batterista storico Walter Vincenti provoca un comprensibile rallentamento nella loro attività , costringendo Buccini e Liberatore ad affidarsi alla drum machine per i live, fino all’ingresso nella band nel 2010 di Valentina Larussa.
INGREDIENTI: una buona miscela fra dark-wave e post-punk, con una discreta dose di componente goth; il tutto senza trascurare una piccola, ma decisiva componente cantautorale. Le tracce si snodano e diffondano restando fedeli a quell’immaginario steampunk che da sempre caratterizza i lavori dei Bohémien.
DENSITA’ DI QUALITA’: per quanto possa essere un’opera alquanto ambiziosa e densa di significato, questo disco é altrettanto diretto e penetrante, grazie alle ritmiche incisive che lo caratterizzano. Chitarre taglienti, che assumono spesso e volentieri il ruolo di protagonista, come nella suite post-punk ‘La Diagnosi del Dr. Bleuler‘ o nella variante punk ‘Natura Morta‘, la fanno da padrone. Impossibile poi, sfuggire alle fascinazioni retrò che pervadono l’album, ai suoi testi in bilico fra l’analisi sociale (‘Un Altro Sabato Ancora‘) e liriche più “alte“, con il cantato sghembo di Buccini che sembra provenire da una dimensione parallela. C’é un qualcosa di cinematografico in questo disco, spesso si ha l’impressione di avere a che fare con la colonna sonora di un film oscuro e claustrofobico, immerso nella nebbia e saltuariamente squarciato da lampi di luce: significativo, in tal senso, é il dipanarsi della melodia del singolo ‘Gli Occhi Degli Amanti‘ oppure il brano strumentale ‘Le Foglie Tremule‘, che potrebbe accompagnare ottimamente alcune scene girate dai migliori maestri dell’horror. I Bohémien riescono nell’intento di riportare in auge un genere, fatto di citazioni e riferimenti, con grande onestà e con la piena consapevolezza di chi é riuscito, nel corso degli anni, a non svendere la propria arte.
VELOCITA’: 13 tracce per quasi un’ora di musica, con buone accelerazioni.
IL TESTO: ‘non so perché / nemmeno tu / spiegartelo non puoi / perché il volo degli amanti / non muore mai‘ da ‘Gli Occhi Degli Amanti‘
LA DICHIARAZIONE: ‘I nostri testi sono molto narrativi, sono storie spesso ispirate a temi letterari, artistici o cinematografici, e sono quindi soggetti, al pari delle parti musicali, a sbalzi di umori, emozioni e suggestioni, a seconda della trama‘ Alessandro Buccini a sound36
UN ASSAGGIO ‘Un Altro Sabato Ancora’
IL SITO: www.bohemien.net

