Il Buio – L’Oceano Quieto

GENERE: punk, post-punk, hardcore

PROTAGONISTI: Francesco Cattelan (voce); Nicola Cioffi (chitarra); Andrea Grigolato (chitarra); Alberto Zordan (basso); Mattia Bardin (batteria).

SEGNI PARTICOLARI: si è parlato un gran bene de Il Buio negli ultimi anni, soprattutto dopo la loro esibizione nel 2011 al MiAmi festival di Milano, in apertura dei Verdena. La band vicentina, nata nel 2009 dall’unione di ex membri di La Piovra, A New Silent Corporation, RRRN e Speedjackers, torna oggi con un nuovo full lenght, “L’oceano quieto”, successore dell’omonimo album d’esordio “Il Buio”. Il disco è stato registrato nel luglio 2012 all’Outside Inside Studio e vede al mixer Mojomat Bordin e al mixaggio la collaborazione di Maurizio Baggio (Hate Studio). Il mastering è stato poi affidato a Carl Saff (Dinosaur Jr, Guided By Voices e molti altri) presso i suoi studi di Chicago.

INGREDIENTI: mettiamo in chiaro subito una cosa: non fate l’errore di approcciare “L’oceano quieto” come se fosse un altro disco noise-punk scanzonato all’italiana stile Il Teatro degli Orrori. Qui c’è molto di più e lo potete capire solo ascoltando più e più volte le 10 canzoni che compongono l’album. C’è l’urlo di un’intera generazione stanca, arrabbiata e insoddisfatta di una situazione troppo statica e politicamente infangata; ci sono le storie, i racconti di personaggi che rappresentano quello che noi vorremmo o non vorremmo essere. C’è tanto punk-hardcore, stile Fugazi, The Bronx o At The Drive-In, ma anche tanto cantautorato che fa molto De André che recita sulle note dei Refused. L’album appare come un insieme di pensieri tormentati, frutto della mente di personaggi a volte stravaganti, che devono essere raccolti e ricostruiti nella loro interezza. Un viaggio crudo e amaro nel nostro io più profondo, un travagliato navigare in mari agitati atto a far fuoriuscire la rabbia, forse per troppo tempo repressa, presente in noi stessi.

DENSITA’ DI QUALITA’: questo è un disco denso di significati e di suoni che vanno assaporati lentamente ascolto dopo ascolto. Già dalle prime tracce si intuisce il mood dell’intero lavoro: voce aspra e cruda, chitarre veloci, basso marcato e batteria pronta a spazzar via tutto. ‘Parole alla polvere‘ ne è un classico esempio con le sue melodie veloci intervallate da arpeggi di chitarra che stringono l’occhiolino al folk-rock. I primi personaggi presenti nel disco iniziano ad affiorare nelle tracce successive; c’è Mario, protagonista disilluso di ‘Marionette‘, c’è il pazzo mezzo nudo di ‘Via dalla realtà ‘ e ci siamo noi, rappresentanti di una generazione depressa, in ‘West‘. Ogni personaggio ha la sua storia da raccontare: le emozioni e gli stati d’animo di ognuno di essi vengono riprodotte perfettamente dalla band attraverso un muro di strumenti in sottofondo alla voce di Francesco, il narratore senza troppi peli sulla lingua. In perfetto mood politico a metà dell’album troviamo ‘Da che parte state?‘, disincantata ballata che descrive l’immobilismo del popolo italiano richiamandolo alla rivoluzione popolare. E via così, si prosegue con nuovi personaggi e nuove storie: Edonè, il clochard della traccia sette, che trova sopra un binario il suo calvario e Sam, protagonista dell’ultimo brano del disco e paziente osservatore della vita altrui.
“L’oceano quieto” è un disco organico e coeso, anche se a un primo ascolto può sembrare poco immediato e difficile da digerire per la complessità dei testi. Con questo lavoro si può dire che Il Buio sia riuscito a dare nuova linfa al genere punk italiano, condendolo con influenze folk e cantautoriali come in pochi c’erano riusciti finora nel “Bel” Paese. Non ci resta che godercelo fino in fondo, assaporando ogni singolo istante di questo concept maturo e convincente.

VELOCITA’: Come un’automobile che sfreccia via all’impazzata di notte, nel buio più profondo.

IL TESTO: C’è del marcio in un’aria già insalubre / Schivi chiunque più in fretta che puoi / Qui la gente muore, ma no non sei te / non sei ancora te / E speri che poi ti dicano che tutto finirà / Un conato non è altro che un sintomo / Ne distingui diversi e ora sai / che quell’odore di morte proviene da te / Ed ecco perché ti dicono che tutto finirà da ‘West‘.

LA DICHIARAZIONE: “L’urgenza era quella di raccontare com’è vivere in Italia, quando hai 27/29 anni e non guardi la TV e di ritornare alle istanze originarie del punk e dell’hardcore: il mettere in discussione lo status quo, il raccontare ciò che accade con occhio critico e disilluso“ dal comunicato stampa ufficiale della band.

UN ASSAGGIO: Il Buio ““ ‘Da Che Parte State’

IL SITO: facebook.com/ilbuioregnasovrano

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