Giorgio Ciccarelli – Bandiere

Etichetta: XXXV Label

Genere: Cantautorale sperimentale / Alternative Rock

Protagonisti: Protagonista indiscusso è Giorgio Ciccarelli, l’ex Afterhours. Una mente compositiva al secondo album da solista.

Segni particolari: Bandiere è il secondo disco di Giorgio Ciccarelli e rappresenta una prova di carattere e qualità, un vero e proprio incanto tra luce e buio. Un cantautore cosciente, maturo ed irresponsabile musicalmente.

Ingredienti: Prendete una mente visionaria come quella di Giorgio Ciccarelli e calatela in un mondo digitale, rarefratto e composto da suoni campionati ed anche tanta, ma tanta voglia di suonare ancora alla vecchia maniera. Bandiere è questo, una visione, una piccola consolazione ed una condizione umana. Come per il primo disco si possono notare tutti gli elementi che caratterizzano l’artista in questione ma, con “Bandiere” si è cercato di andare un po’ oltre, di scoprire ancora nuovi mondi e nuovi spazi e così è stato veramente.

Densità di qualità: Spesso si ascoltano dischi scritti velocemente, frettolosamente, con l’unico scopo di arrivare ad un determinato target per poi scomparire dopo qualche anno. Bandiere invece è il frutto di scoperte, esperienze, metodi, sperimentazioni durate un’intera vita artistica e probabilmente è di questo che abbiamo bisogno adesso, di musica esperiente perché a causa della rivoluzione digitale fare musica è accessibile a tutti, meritevoli e non. Giorgio Ciccareli ci spiega per bene come si compone, come si scrive e come si arrangia a prescindere dai gusti personali che ognuno di noi può avere. Alta qualità, garanzia assoluta.

Velocità: andante, veloce ma non troppo, riflessivo, tagliente, pungente.

Il Testo: “Voltarsi indietro, un buon affare, guardarsi dentro, quello fa male sai

La Dichiarazione: “Bandiere è un disco che affronta temi etici e politici ma è un disco che sembra essere anche alla ricerca di comunicazione. È così? – Siamo nell’era della comunicazione, tutti inglobati più del necessario dalla tecnologia e da tutto quello che essa porta con sé: cose belle e utili ma anche tanta distrazione dai rapporti reali. E questa questione delle relazioni, della comunicazione tra persone che si guardano negli occhi mentre parlano, perché sono davvero interessate a quello che si dicono, è uno dei temi fondamentali del nostro tempo e che io e Tito Faraci (autore dei testi) affrontiamo spesso nelle canzoni. Per cui, sì, è un disco che è alla ricerca della comunicazione nel senso che tratta e sonda questo tema e, nel contempo, la richiede a gran voce. (Fonte: Inside Music)

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