MYSS KETA – PAPRIKA

L’angelo dall’occhiale da sera, uno spettacolo di donna, regina indiscussa della nightlife milanese, arma di distruzione di maschi: la formidabile MYSS KETA, dietro la cui maschera si nasconde uno studiatissimo progetto di Motel Forlanini, torna oggi alla ribalta con un nuovo piccantissimo album, PAPRIKA, per Island/Universal. Due giorni fa ha accolto la stampa nel suo territorio di Porta Venezia per presentare, tra un calice di Lambrusco e un panino con la mortadella, il disco che segue a UNA VITA IN CAPSLOCK, esordio con la major risalente ad un anno fa. Vestita interamente di (latex) rosso, come nel video del singolo PAZZESKA, la MYSS si è sottoposta alle più varie domande con la serietà di una vera donna che conta. Nel momento in cui le viene fatto notare che, diversamente da un anno fa, risponde alle curiosità senza troppa ironia, ma anzi esaltando nel dettaglio il lavoro che sta dietro a PAPRIKA, afferma di tenere particolarmente alla spiegazione del lavoro che sta dietro alla creazione artistica. Complice anche l’evoluzione che ha coinvolto gli ascoltatori che, se con il successo di UVIC erano ansiosi di sapere chi si nascondesse dietro la maschera e chi fosse effettivamente MYSS KETA, ora hanno accettato il mistero, rivolgendo l’attenzione verso ciò che conta davvero: la musica.

I riferimenti di PAPRIKA sono sempre quelli tipici trash-myssketiani della peggior televisione e del mondo milanese: mai abbandonati ma anzi arricchiti da un’esplorazione sonora che chiama in causa r’n’b, rap old school e influenze avant pop, il tutto con un occhio (o forse dovremmo dire orecchio) particolare per il panorama internazionale. È la stessa MYSS a dichiarare che, rispetto all’oscuro viaggio interiore di UVIC, PAPRIKA è il suo lato positivo, solare, che guarda a ciò che sta fuori. Con 14 brani (11 inediti e 3 remix), questo secondo disco crea un nuovo mondo di suoni, che vedono la MYSS protagonista accanto alle svariate personalità con cui collabora. PAPRIKA si apre con la voce non proprio piacevole ma iconica di Elenoire Ferruzzi, moderna Nietszche in ALSO SPRACH ELENOIRE, ovvero venti secondi di insulti alla MYSS. Tra i remix troviamo UNA DONNA CHE CONTA e BOTOX, che vedono i featuring con Wayne Santana e Gemitaiz, e la più vecchia LE RAGAZZE DI PORTA VENEZIA, vero e proprio inno femminista à la MYSS KETA, rinforzato dalla presenza tutta al femminile di Elodie, Priestess e Joan Thiele. Immancabile la produzione di Populous (CLIQUE), che ha sfornato alcuni tra i più grandi successi della MYSS sin da quando era ancora in erba. Featuring più riusciti sono LA CASA DEGLI SPECCHI con Gabry Ponte, che ha fortemente voluto MYSS KETA per un beat uscito direttamente dagli anni ’90, e FA PAURA PERCHE’ E’ VERO, traccia che chiude l’album con una nota malinconico-emotiva e la voce di Mahmood, registrata prima del suo successo sanremese. Emerge in PAPRIKA un nuovo lato di MYSS KETA evidente soprattutto in B.O.N.O., con una linea vocale melodica cantata che toglie un po’ di spazio al rap, con un risultato piacevolmente inaspettato. Ulteriore nota di merito va sicuramente a Riva, partner artistico della MYSS, che produce e scrive assieme a lei tutte le tracce: l’impegno e l’entusiasmo della creazione artistica (“io e Riva quando sentiamo un beat riusciamo a immaginarci fisicamente il pezzo”, dice lei) è racchiuso in ogni traccia di PAPRIKA, che vede la maturazione sonora di MYSS. Voleva BATTERE IL FERRO FINCHE’ E’ CALDO? Sarà rovente ancora per un bel po’ di tempo.

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