Interview – Frammenti

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Frammenti, band che porta la firma di Matilde Dischi (la stessa etichetta dei Legno), che ha di recente pubblicato un nuovo singolo dal titolo Senza Di Te, un brano sull’assenza per chi ogni tanto è finito a chiedersi come sarebbe la vita senza la cosa a cui tiene di più. Ecco cosa ci hanno raccontato!

  1. Com’è la scena musicale a Treviso?
    Qualche realtà local che dovremmo assolutamente conoscere?

Purtroppo negli ultimi anni la scena trevigiana è andata limitandosi per la chiusura degli spazi dedicati a farla crescere: i locali rimasti saranno 5 in tutta la provincia e ci suonano prevalentemente artisti provenienti da fuori. Nonostante ciò le realtà artistiche sono sbocciate come funghi. La scena rap vede il fiorire di diversi validi esponenti come Lee Odia e Derrot, Will Buse o Fure Boccamara. Ci sono poi gli assassini Liverpool alligator park e la dolcissima Acqua distillata, Alessandro Furlan con il quale abbiamo collaborato e La trou electronique, avanguardisti sfrenati. Ma tanti ragazzi ultimamente ci stanno inviando materiale e siamo sorpresi da quanta sensibilità e voglia di fare sia qui diffusa. Una scena diffusa ma nascosta che, quando troverà il giusto modo di esprimersi, potrà emergere agli occhi di tutti.

  1. Di cosa parla Senza Te e in che modo è stata la colonna sonora perfetta per chiudere il 2020 (in fondo, anno di grandi assenze)?

Essendo stato quest’anno caratterizzato da grandi assenze e di conseguenza da maggiore solitudine è stato naturale e frequente entrare in loop di pensieri paranoici. Ci è spesso capitato di pensare: ‘Cosa faremmo senza l’elemento più importante della nostra vita?’ Da questo interrogativo è scaturito di getto il testo.

Indubbiamente una colonna sonora per chiudere il 2020 distanti da chi amiamo di più!

  1. Si può essere pop e allo stesso tempo tristi?

Si può essere tristi e allo stesso tempo pop, non sono sicuro dell’inverso, è la nostra scommessa. Vorrei precisare che il nostro tono prevalente non è la tristezza, noi cerchiamo di descrivere situazioni reali, i sentimenti speriamo di suscitarli negli ascoltatori.

  1. Come si formano i Frammenti, e che cos’è successo dal 2016?

La storia è la più tradizionale storia di una band: il liceo. Durante gli anni del liceo succedono talmente tante cose e tutte molto veloci. Durante la giornata di autonomia culturale (autogestione nobilitata), GinToni inizia casualmente a suonare con Flebokid; tempo tre ore e parte la chat su Facebook con questi tre messaggi:

Marty Cettoclash (quello il nome d’arte di Antonio all’epoca): Buondì, a me servirebbe un bassista per un gruppo , tu sei disponibile?

Alex: Che genere fate? 🙂

Marty Cettoclash: Boh, componiamo canzoni noi dunque il genere si inventa.

Non si sa bene perché, ma l’attrazione fu fatale. Si susseguirono vari esperimenti fino a che l’inizio dell’università fece sciogliere questo progetto punk futuristico. L’estate successiva la voglia di fare musica riprese e, dopo aver sentito suonare Serafino ad una festa di fine anno, i due si convinsero che si trattava della persona giusta per delle percussioni non convenzionali. Mancava ancora qualcosa. Le composizioni erano buone, ma troppo legate ai singoli strumenti. Serviva qualcuno che potesse dare spazio al suono: Francesco. Conosciuto da Serafino sul treno per Venezia, Francesco dovette presto sottoporsi a un’altra prova, quella per far parte di un’innominata band. Luogo di verifica: retrobottega della gelateria di GinToni; risultato: Frammenti.

Da quel momento in avanti ne sono successe parecchie: un ep segreto, un album, diversi singoli, concorsi sparsi per l’Italia, viaggi in macchina schiacciati con gli strumenti, in camper verso le selezioni di Amici, tanti concerti, aperture a Eugenio in via di gioia e Management del dolore post operatorio, birre, incidenti ma soprattutto tanta, tanta musica fino agli ultimi singoli usciti con Matilde dischi.

  1. Quali sono le vostre influenze musicali? Qualcosa che non ci aspetteremmo?

Le nostre influenze musicali sono molteplici e penso si senta nella costruzione dei brani. Soul, pop, elettronica, canautorato, rock. Forse l’unico artista che ascoltiamo tutti e quattro è Cosmo, ma sul nostro olimpo stanno sicuramente Beach boys, Radiohead, Arctic Monkeys, Jannacci, Doors, Nicholas Jaar, Battisti, Marvin Gaye, Subsonica e molti molti altri.

  1. La domanda che non vi ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?

Quanto siete boni?

Non è tanto la bontà quanto l’umiltà.

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