The spoiled – When It Rains
E’ un cielo cupo quello sopra la tua testa. E’ pioggia gelida quella che bagna la tua pelle e si mischia alle tue lacrime, celando quel dolore che non vuoi sentire. Piove sul passato e sul presente; piove sui ricordi lieti e su quelli infelici.
When It Rains è il nuovo disco, uscito la scorsa primavera, di The spoiled – il progetto solista di Giovanni Santolla, che tinge di varie gradazioni di nero quelle giornate in cui si fatica a trovare la luce o forse non la si cerca nemmeno.
Ci si muove ancora una volta in ambienti post punk, dark wave, con incursioni industrial, secondo una formula da tempo sperimentata, ma che trova una riuscita più che convincente. Il motivo? E’ semplice, se si considera che ogni pezzo è composto da testi romantici che raccontano quello stato emotivo di chi vede tradite le proprie aspettative, in cui l’idealizzazione si scontra con la cruda realtà dei limiti umani e relazionali.
Questa narrativa poggia su un tessuto sonoro composto da drum machine e sintetizzatori glaciali, da chitarre che suonano a volte come una carezza triste, altre volte come graffi violenti.
Ciò che colpisce è che tutto arriva in modo diretto ed immediato, con brani estremamente efficaci e questo accade sia nei passaggi in cui si manifesta un’attitudine da dancefloor come Not My Cure, sia in quei brani altamente suggestivi, come Fall in Love With A Ghost o Two Souls Apart capaci di evocare amare visioni, o altri altri ancora , come The night you burn, Say Goodbye, che suonano come un doloroso elogio alla memoria.
Ordine e disordine emotivo governano l’intero disco in cui sembrano coesistere due forze contrapposte: c’è la spinta verso l’abisso ma c’è anche un tentativo di riemergere, cercando di guarire dalle ferite ancora sanguinanti. “Take me, I fall apart. Dive, inside my mind. Take me, my black desire. Make me cry, make me bleed ouside” (Watch me bleed). Forse la pioggia riuscirà a lavare queste ferite, ma potrà rimarginarle?



