MARCO DELLA GATTA: “Tu non conosci il Sud”, la poesia diventa suono

La parola possiede già della musica nel suo DNA, almeno questo è rintracciabile in tante composizioni poetica tout court. Marco Della Gatta sembra sottolinearlo grandemente in questo prezioso disco dal titolo “Tu non conosci il Sud” dentro cui il suono arreda e in qualche modo cambia “faccia” alle scritture di Vittorio Bodini, Vittorio Pagano, Girolamo Comi e Salvatore Toma. Scrittori e poeti che diventano materia di melodie e canzone dentro un lavoro in cui pianoforte, sax, clarinetto e contrabbasso non sono banali soluzioni d’arredo ma sofisticati modi di eleganza e delicatezza nell’arduo compito di custodire con rispetto quei versi, donandogli ritmo, respiri e zone d’ombra. Il jazz è il dizionario capitale di quest’opera che offre quindi anche ampio spazio all’improvvisazione mentre la metrica conserva il rigore della forma poetica e da qui non si prescinde: emerge così un Salento ancestrale, fatto di luce e inquietudine, Barocco e silenzi, dove la voce del nostro finisce per essere anch’essa strumento tra gli strumenti. Ancora una volta letteratura e musica assieme: diviene quasi ovvio considerlo comunque questo terreno di traduzione e nuova rilettura.

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