Shoegaza vol 3 (Klimt 1918 + Yumeia + Tre Flip + Leaving Venice + In Her Eye)@Arci Bellezza, Milano, 24/10/2026
Il terzo sold out di SHOEGAZA scalda il cuore. Non soltanto per la risposta del pubblico, ma per ciò che questa serata rappresenta: tenere accesa l’attenzione sul genocidio in Palestina attraverso la musica, trasformando una passione in un gesto concreto di solidarietà, come sempre il ricavato degli ingressi è destinato a Medici Senza Frontiere, impegnata a garantire assistenza sanitaria alla popolazione palestinese.
Un’iniziativa che dimostra come il rumore delle chitarre possa farsi voce, sostegno e memoria.
Anche questa volta il palco è stato quello della Palestra Visconti del Circolo Arci Bellezza di Milano. L’apertura tocca ai In Her Eye che purtroppo ho incrociato soltanto al penultimo brano del concerto, l’impressione è positiva, ma aspetto di vederli in altre occasioni per esprimere un giudizio più articolato.

La sorpresa più convincente arriva dai Leaving Venice. Il quartetto dreamgaze si distingue per scelte mature, capaci di intrecciare atmosfere sospese, chitarre riverberate e tensioni alt-rock senza scadere nella semplice replica dei codici del genere. Una proposta personale e consapevole, che lascia il segno e incuriosisce sul futuro della band.

Yumeia + Tre Flip convincono sul piano musicale, pur senza raggiungere, almeno in questa occasione, l’impatto dei predecessori. Il loro incontro tra shoegaze e aperture ambient trova una dimensione interessante, anche se il risultato complessivo appare meno incisivo.

A chiudere la serata sono i Klimt 1918, che spostano l’asse verso territori più post-rock che shoegaze, evocando per certi crescendo l’epica strumentale dei Godspeed You! Black Emperor. Il loro set diventa così il rumore necessario per concludere un appuntamento intenso, in cui la densità sonora si intreccia con il peso del presente.

SHOEGAZA non è soltanto un festival: è un promemoria collettivo. Perché la solidarietà non si esaurisca in una serata, perché l’indignazione non diventi assuefazione e perché la Palestina non scompaia dall’orizzonte della nostra attenzione.
Anche quando le luci si spengono, il tema deve restare



