Vorianova: arriverà il nuovo disco
Li conosciamo bene i Vorianova. Inutile ripercorrere la lunga carriera che li ha portati anche al Tenco nel 2021 con la partecipazione al tributo fatto al grande Rino Gaetano. Ma oggi per loro, all’alba di questo settimo nuovo disco di inediti in uscita il prossimo autunno, significa anche impegno civile, sociale, politico… tematiche a loro care sicuramente, com’è caro l’impegno di salvare origini e antiche parole cantando nel dialetto di Isnello, il piccolo borgo in provincia di Palermo che li ospita nel quotidiano. Tornano i VORIANOVA e lo fanno per ora con questo nuovo singolo dal titolo “Ascùtimi”, manifesto contro la censura, lotta “armata” alla libertà di stampa e del sapere… dove il dialetto di un passato antico dialoga con i suoni moderni di un pop che inneggia alle nuove frontiere del futuro… eppure, sempre parlando di forme, tutto scivola come fosse normale… velenoso ogni angolo di queste liriche.
Elettronica ma anche tantissimo gusto mediterraneo. Per voi cos’è la contaminazione?
Per noi siciliani la contaminazione coincide sempre con le nostre radici. Quando qualcosa entra nel tuo vissuto, in modo spontaneo, naturale, perché ci sei dentro fino all’osso, non puoi non assimilarlo e allora la contaminazione è la naturale elaborazione di qualcosa che ti è entrato dentro dalla nascita. Quando un genere, una cultura o anche semplicemente un modo di suonare fanno parte del tuo vivere quotidiano, quel vissuto diventa la tua espressione, la tua identità. In questo la Sicilia, da secoli, è un esempio del convivere pacifico di diverse culture, un esempio di contaminazione che è integrazione. Noi Vorianova abbiamo da sempre sperimentato non la contaminazione ma la fusione del nostro dialetto con le musiche che fanno parte del nostro bagaglio culturale, dalla classica al cantautorato, dal pop all’elettronica. Non abbiamo nessuna paura di bagnarci di nuovi stimoli sonori, non abbiamo paura di provare nuove forme espressive per il dialetto isnellese, i nostri dischi hanno sempre parlato di noi, non abbiamo mai seguito le mode del momento, abbiamo solo dato retta a ciò che ogni volta i testi ci ispiravano e abbiamo trovato la forma espressiva che per noi dava ancora più forza alle parole.
Un imperativo: ASCOLTAMI. Qualcuno disse che la censura passa prima di tutto dal manovrare la capacità di ascolto… come a dire: siamo liberi di parlare ma non di arrivare alle persone. Secondo voi?
Ne siamo convinti anche noi, ecco perché “Ascùtimi” vuole essere un grido disperato ad ascoltare chi parla attraverso la propria storia, a fidarsi di chi non ha nulla da nascondere, di chi agisce con la schiena dritta, di chi è capace di non distogliere lo sguardo anche quando gli viene imposto di farlo. L’Indice Mondiale della Libertà di Stampa 2026, redatto da Reporters sans frontières, ha consegnato un verdetto critico sullo stato del giornalismo nel mondo: per la prima volta nella storia venticinquennale dell’Indice, più della metà dei paesi del mondo rientra nelle categorie “difficile” o “molto grave” per la libertà di stampa. Da questo indice viene fuori un dato molto significativo e cioè che il crescente abuso di leggi sulla sicurezza nazionale, normative antiterrorismo e strumenti per mettere a tacere i giornalisti rappresentano un fenomeno globale, che colpisce non solo i regimi autoritari ma in misura crescente anche le democrazie. Siamo convinti che bisogna lottare per evitare che questa situazione precipiti in un punto senza ritorno. È un dovere morale non rimanere inermi di fronte alle continue aggressioni contro giornalisti che svolgono il proprio lavoro mettendo in primo piano la difesa della libertà di espressione, fondamento di ogni democrazia.
Quanta Sicilia c’è dentro il messaggio di questa canzone? So che ci sono figure centrali che avete in mente… ma non credo che la Sicilia sia centrale… credo che sia un problema di tutta Italia…
“Ascùtimi” è ispirato e dedicato infatti a Salvatore Cusimano, figura storica del giornalismo siciliano, voce autorevole degli anni del Maxiprocesso, inviato speciale e corrispondente delle principali testate della Rai e direttore della sede Rai della Sicilia. Un doveroso e tangibile riconoscimento ad un giornalista di valore, con la schiena sempre dritta, capace di raccontare da sempre i fatti e la storia con attenzione e rettitudine. Ascùtimi vuole raccogliere i volti anche di altri giornalisti italiani ed internazionali, Sigfrido Ranucci, Salvo Palazzolo, Nico Piro senza tralasciare un doveroso omaggio a chi ha pagato con la sua vita, la nostra Ilaria Alpi, Anas Al-Sharif, Anna Politkovskaja e tutti coloro verso i quali sentiamo un profondo senso di gratitudine per averci aperto gli occhi quando tutti hanno deciso di chiuderli davanti a verità scomode, davanti alle torture e sopraffazioni inflitte ai popoli più deboli. Loro è l’impegno, il coraggio e la responsabilità di avere reso le notizie strumenti di comprensione per la collettività, salvaguardando l’indipendenza e la piena libertà di espressione e pensiero.
E quindi una ricetta per venirne fuori?
Il nostro invito è ascoltare la voce di chi si impegna quotidianamente per cambiare le sorti di una società allo sbando. Il nostro invito è cercare sempre di essere curiosi, studiare per capirne di più e liberarsi dalle catene della mala informazione. Il nostro invito è tenere gli occhi sempre aperti, mai abbassare la guardia di fronte a tentativi maldestri di imporre leggi e addirittura cambiare la nostra Costituzione. Il nostro invito è rimanere umani di fronte alle oppressioni, sentirci un’unica razza, non dimenticare mai che siamo un’unica specie che ha intrapreso un lunghissimo viaggio dall’Africa fino a raggiungere ogni singola parte del globo per poi mescolarsi e dare vita a tutto ciò che siamo diventati oggi.
A proposito di ricetta: il nuovo suono dei Vorianova? Avete fatto un qualche cambiamento evidente che ritroveremo nel disco che verrà?
Fondamentalmente questo sarà un disco molto suonato, dove abbiamo scavato nel profondo di ogni singola nota, per cercare di dare forza all’espressività dei testi. Sono tornate le chitarre ed è tornato il pianoforte, in generale gli arrangiamenti hanno adesso una semplicità che permette sia agli strumenti che alla voce di non essere sommersi da stratificazioni sonore e venire fuori in modo più chiaro nella loro particolarità timbrica, senza fronzoli, senza impasti ritmici elettronici, ridando semmai all’elettronica un ruolo di collante tra i suoni acustici che ci è piaciuto molto.



