Roccia Ruvida: Marco Elba

Certamente è sempre comodo sventagliare l’etimologia corretta delle parole. “Originale” deriva da “origini” e di certo una cosa che nasce ha delle origini. Facile così… anche la copia della Gioconda ha delle origini in quanto copia che prima non esisteva… se poi da qui vogliamo affogarci dentro i dettagli dei significati, metteremmo in scena quel teatrino tutto italiano che sempre fa cadere in piedi. Punto a capo: Marco Elba giovanissimo artista savonese sforna un primo lavoro dal titolo “Frammenti” dentro cui c’è di tutto, da scale arabe a pop main stream dai suoni urban. E ci sono idee interessanti… scampoli per niente trascurabili di forte personalità. Certo ancora in erba… e si cade signori, tutti si cade sulla domanda di Spotify. L’industria discografica non penso proprio faccia cifre da record… i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sono quelli che prima erano ricchissimi.

Si mescolano così tanto le carte che alla fine questo disco sembra tutto e il contrario di tutto. Ma poi alla fine ogni faccia aderisce a modelli già visti. Ma basta questa varianza per sentirsi originali?
Il concetto di “originale” è molto più complesso di quanto si possa pensare. Essere originale è sempre stato uno dei principi cardine della mia musica. Ma non dimentichiamoci che il termine “originale” deriva da “origine”, il dare origine a qualcosa. Io metto tutto me stesso nel cercare sempre chiavi nuove per rendere la mia musica unica e soprattutto autentica. Sperimento ogni giorno, provo, cancello e riprovo ancora. È vero che le note sono sempre quelle, ma credo che ci sia sempre margine per dare il proprio contributo, in un modo o nell’altro. Oggi, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, penso che a livello sonoro sia difficile trovare qualcosa di rivoluzionario. Credo invece che si possa fare molto con l’approccio, con l’accostamento inaspettato di elementi appartenenti a stili musicali differenti. La contaminazione può essere una strada molto interessante da percorrere, ed è proprio quella che ho scelto per “Frammenti”. In ogni caso, per tornare al concetto di “origine”, con questo album, se non altro ho dato ufficialmente origine al mio percorso.

Geniale il senso di “Hit invernale”. Cosa non si fa per trovare un poco di attenzione, vero? Parlare degli “ultimi” è una regola politicamente approvata…
A me onestamente del politicamente corretto interessa poco o niente. Dico semplicemente ciò che mi sento di dire, ovviamente nei limiti della decenza, con educazione e senza mancare di rispetto a nessuno. Tiro fuori quello che ho dentro. Non è da me dire qualcosa che mi hanno messo in bocca altri. “Hit invernale” nasce dall’autentico amore per l’inverno e da una riflessione riguardo l’ormai sovraffollata piazza delle canzoni estive. L’estate è celebrata in lungo e in largo tutti gli anni, mentre dell’inverno non ne parla mai nessuno: e allora ne ho parlato io! Che poi io adoro l’estate, sono pure nato ad Agosto…

Parli di “Batman” come della costrizione di indossare maschere per vivere in società. Ma l’artista non fa questo? In fondo le canzoni e la loro vita mediatica, non è un circo di finzioni?
Non solo. Per quanto mi riguarda l’artista deve trovare il giusto compromesso tra il mercato e la propria essenza. Io non canterei mai un brano che non mi rappresenta fino in fondo o che non mi piace. È innegabile che per fare e vivere di questo mestiere si debbano tenere in forte considerazione tanti fattori, come le tendenze, le dinamiche economiche e tanto altro. Ma non bisogna mai perdere di vista la propria autenticità. L’artista esprime se stesso. Se viene a mancare quest’aspetto e diventa tutto funzione, viene meno il concetto stesso di arte.

E poi la domanda canonica che anche in questa stagione non deve mai mancare. Quanto hai lavorato, speso, perduto in termini di tempo personale e tantissimo altro? E poi alla fine un click gratuito e ascoltiamo tutto il tuo lavoro GRATIS dalla rete. Che controsenso ha? Ecco altre finzioni…
Il digitale ha indubbiamente portato cambiamenti fantastici. Fruire musica oggi è incredibilmente semplice e accessibile. Purtroppo però, come ogni cosa, tutti questi cambiamenti hanno portato anche lati negativi. Guadagnare con la musica a livelli medio-bassi oggi è molto più difficile, perché c’è appunto una concorrenza enorme e chiunque può ascoltare gratis tutto ciò che vuole con un click. Tuttavia è anche vero che ad alti livelli gli introiti economici sono cresciuti esponenzialmente, e il mercato discografico negli ultimi anni è arrivato a fatturare cifre da record, eccezion fatta per il periodo Covid. Penso quindi che le risorse per supportare gli artisti ci siano, e ci siano anche grazie a tutte queste nuove piattaforme. Vanno solo distribuite in modo corretto. Se cosi non sarà, allora avrò un motivo in più per puntare ad essere il numero uno!

Come sempre abbassiamo l’ascia di guerra. Grazie per aver accettato il gioco di domande velenose. Però tornerei sul tema affrontato all’inizio. “Frammenti” è un vero mosaico non solo di messaggi quanto anche di stili. Eppure tutto sembra omogeneo, sembra farina di uno stesso sacco. Brani distanti che però si ricongiungono. Ci hai mai pensato? Come sei riuscito in questo?
Per ricollegarmi a quanto detto prima, penso che la chiave per essere riuscito in tutto ciò sia stato semplicemente essere me stesso, essere autentico. L’autenticità alla fine paga, perché si percepisce e alla fine un senso lo da sempre dato che parte da qualcosa di vero. Tutti questi brani, che spaziano dal pop alla trap all’EDM, attraversando mood e continenti, sono facce della stessa medaglia, declinazioni della mia musica e della mia persona. Sono davvero felicissimo che tutto ciò si sia percepito! E grazie a voi per le domande, è stato davvero un piacere!

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