Zen Circus – Nati Per Subire
GENERE: punk-rock, folk-rock
PROTAGONISTI: Andrea Appino (voce, chitarra), Karim QQru (batteria) , Ufo (basso) ed una lunga lista di collaborazioni: Ministri, Giorgio Canali, Dente, Enrico Gabrielli, Alessandro Fiori, Nicola Manzan, Il Pan Del Diavolo, Tommaso Novi dei Gatti Mèzzi e Francesco Motta dei Criminal Jokers.
SEGNI PARTICOLARI: I terribili toscanacci erano attesi alla prova del nove dopo “ Andate tutti affanculo” del 2009 che aveva sancito il definitivo passaggio ai testi in italiano e, conseguentemente, il raggiungimento di una fama significativa nel panorama indie nazionale. Superato il centinaio di live in giro per il Belpaese, saltato il tradizionale appuntamento a Villa Inferno, i tempi erano maturi per un degno sequel. Nasce così ‘Nati per subire’, undici tracce pronte a stupire e a proseguire quella disamina del contesto sociale attuale che non ha stufato solo gli interpreti del disco. La dimostrazione che arriva da questo lavoro degli Zen Circus è che, quando si ha qualcosa da dire e le capacità di farlo, la struttura classica chitarra-basso-batteria rimane la più efficace, diretta, immediata.
INGREDIENTI: Senza abusare di citazionismo (ormai tipico di chi cerca di raccontare i giorni nostri) e con una ricca dose di rabbia, sarcasmo ed ironia, il disco parla di persone e quotidianità, di Dio e democrazia senza alcuna velleità affabulatoria. L’avvio è sancito da ‘ll paese che sembra una scarpa’ (piccola cit. per gli Skiantos), melodico collage di istantanee sull’Italia e sorta di indice per tutte le tematiche che arriveranno nei pezzi successivi, senza lasciare spazio a nessun tipo di equivoco. Segue ‘L’amorale’, a mio avviso il pezzo più bello del disco, dove Appino e soci (ai cori i Ministri), attraverso un abile gioco di parole, attaccano e riassumono alla perfezione il bigottismo chiesaiolo tutto italiano. Ascoltando il trittico ‘Nati per subire’, ’ Atto secondo’ (sembra un pezzo firmato dal mio conterraneo Ivan Graziani) e ‘I qualunquisti’ (quest’ultima gode di un’ottima parte di basso) certi personaggi, certe banalità 2.0 e certa superficialità, riesci ad immaginartele e a ritrovarle senza guardare troppo lontano.
‘La democrazia semplicemente non funziona’ , piacevole ballata da accendini accesi che vede la partecipazione di Canali e il suo marchio di fabbrica (“fatevi fottere”), racconta di come, talvolta, prendiamo per giuste a prescindere cose che, non sempre, dimostrano di esserlo.
Virtuoso saliscendi di ritmo e velocità, ‘Il mattino ha l’oro in bocca’ è il pezzo che si lascia apprezzare maggiormente dal punto di vista strumentale rispetto al testo che tesse la stessa tela dei precedenti. Una piacevole alternanza di rapidità e arie maestose in cui dominano echi inaspettati. Ascoltando ‘Milanesi al mare’ ci si chiede cos’abbiano gli Zen Circus contro Milano? Si ha come l’impressione che la città meneghina venga elevata a capitale di quei qualunquisti di cui si parla in precedenza. Forse fa un po’ cliché ma provate ad ascoltare, riflettete su certe immagini da spiaggia ed il muro di cinta tra banalità e verità inizierà pericolosamente vacillare. Nel disco precedente si parlava di ragazza eroina ed ecco ‘Ragazzo eroe’, nel classico folk-rock che, fin dai tempi della collaborazione con Brian Ritchie, meglio rappresenta la compagine pisana
DENSITA’ DI QUALITA’: Dunque la prova è, senza dubbio, superata senza la minima sbavatura. Sentiamoci tranquillamente liberi di inserire gli Zen Circus nel gruppo delle band più rappresentative della scena indipendente italiana e andiamo tutti a vederli dal vivo, il loro habitat naturale, dove riescono ad aggiungere (come se ce ne fosse bisogno) qualcosa in più a lavori sempre di altissimo livello. Siamo ‘Nati per subire’ e, se a salvarci saranno produzioni artistiche di questo livello, siamo molto felici di farlo.
VELOCITA’: scorre liscio che è un piacere.
IL TESTO: “Come partigiani nascosti sopra i monti, ma i nostri fucili son casse di Moretti” da ‘Il mattino ha l’oro in bocca’.
LA DICHIARAZIONE: ”Nati per subire è chi la sua storia non la scrive” così Ufo nell’intervista post presentazione a Radio Sherwood.
IL SITO: ‘zencircus.it’.


