The Winstons – Smith

Anno: 2019

Genere: non ha molto senso parlare di genere musicale, ma se proprio dobbiamo trovare delle etichette, diciamo pure rock, progressive, pop.

Etichetta: Tarmac/Sony

Protagonisti: i fratelli Winstons sono Enro, Rob, Linnon. Tre musicisti provenienti direttamente dagli anni ’60/’70. Nella realtà di tutti i giorni invece sono Enrico Gabrielli, Roberto Dellera, Lino Gitto. Inutile ricordarvi il loro percorso musicale e i loro gruppi di provenienza.

Ingredienti: i Winstons tornano a tre anni di distanza dal loro debutto (The Winstons, 2016). L’album non si discosta da quello che è stato il suo predecessore. Gli ingredienti sono i medesimi: generi musicali passati che convivono in un unico pezzo, amalgamandosi magistralmente. Strumentazione datata anni ‘60/’70 suona un rock progressive; si trasforma in pura psichedelia; assume toni jazz più sofisticati, mantenendo quasi sempre un’attitudine pop. La formula magica adottata dai tre risulta vincente, riuscendo a creare pezzi fluidi e diretti e l’ascoltatore rimane catturato come in una sorta di occulto sacrilegio. Alla mutevolezza dello stile musicale si affianca quella degli umori e delle atmosfere: c’è la potenza travolgente e i cambi di ritmo improvvisi in Tamarind Smile/Apple Pie e Ghost Town, la malinconia in Around the Boat, l’irriverenza di Sintagma che sembra narrare una filastrocca in una lingua sconosciuta ai più.

Densità di qualità: In fondo lo sapevamo che non sarebbe finita con un unico album, che il progetto fosse destinato a proseguire. E se non lo sapevamo, sicuramente lo speravamo. Cos’è accaduto in questo tempo? Oltre alle numerose performance live, che sicuramente hanno rafforzato l’intesa del trio (forte fin dal principio), non è dato saperlo. Scantinato buio, pavimento appiccicaticcio, intriso di alcol e incrostato di cenere, un aria costantemente satura di fumo delle immancabili sigarette: voglio immaginare così il luogo di incontri in cui i fratelli Winstons hanno maturato l’idea di proseguire il loro viaggio e realizzato Smith. Il punto di partenza e quello di arrivo è lo stesso: la libertà artistica, l’emancipazione da ogni logica e da ogni schema razionale, l’anarchia e il caos. Ok, è più di uno, ma avete capito, no? Quando si riesce a far amare un progetto, un disco, un pezzo, la missione è compiuta. E i Winstons ci sono riusciti.

  • 8.5/10
    Voto - 8.5/10
8.5/10

Giudizio riassuntivo

Libertà artistica, emancipazione da ogni logica e da ogni schema razionale, anarchia e caos

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *