Samuele Bersani – Cinema Samuele

ANNO: 2020
GENERE: Cantautorato/pop
ETICHETTA: Sony Music

PROTAGONISTI: Samuele Bersani, in collaborazione con Silvio Masanotti e Pietro Cantarelli nella stesura degli arrangiamenti.

INGREDIENTI: Lo stile del cantautore riminese è ormai un marchio di fabbrica che non ha bisogno di paragoni. Ne consegue un cantautorato pop che unisce e/o alterna grandissima capacità descrittiva ad una forte vena introspettiva. Il risultato è quello di far piombare letteralmente lo spettatore nelle storie raccontate. In “Cinema Samuele” quest’intento è direttamente dichiarato nella metafora cinematografica, tanto che ogni titolo è associato, in copertina, ad una sala da proiezione. Una piacevole novità si respira negli arrangiamenti, che questa volta affiancano all’acustico interessanti spunti elettronici, quasi radioheadiani (Con te, Distopici (ti sto vicino)), oltre alle consuete parti “jazzate” a cui Bersani ci ha da sempre abituati. Il suono che ne deriva è piacevolmente moderno senza il bisogno ossessivo di essere “alla moda”.

DENSITA’ DI QUALITA’: che dopo 7 anni Samuele Bersani si fosse preso tutto il tempo di calibrare suoni e parole, lo si era capito già da Harakiri, primo singolo di questo lavoro, una storia di rinascita accompagnata da un piacevole organo retrò alla Procol Harum. Chi avrebbe mai pensato di ambientare un pensiero suicidario in un cinema porno francese? Chi avrebbe mai parlato di arrendersi “agli sviluppi della trama, alla profondità dei dialoghi” per delinearne un cambio di rotta? Eppure, come accade per molti nomi noti, permaneva la paura che dopo tutta questa attesa, questo fosse solo un episodio riuscito.
Ebbene, questo timore da fan, si dissipa già al pezzo di apertura: Pixel è un manifesto artistico, dove fotografie della realtà circostante sono ad un tratto rotte da un dolore tutto personale. Un crescendo musicale, con gli archi a segnare il passaggio alla fragilità, e il potere di far sembrare a tutti gli ascoltatori che parli proprio di loro.  Da qui, ci si muove su due piani principali: ci sono brani dal piglio più “narrativo” (Harakiri, Le Abbagnale) tra cui si segnala Il tiranno, quasi un gioco di contrasti tra echi noir e il suono simulato di un’arpa in sottofondo, insieme che a tratti richiama le produzioni di Riccardo Sinigallia. Poi il disagio contemporaneo: dalle assuefazioni tecnologiche (sono campione nazionale/di scorrimento verticale/e in un secondo arrivo al mare/ma in un cristallo liquido/non ci si può tuffare da Scorrimento verticale), alla catastrofe di un epoca persa tra il disastro ambientale e l’incomunicabilità (Distopici (ti sto vicino)). Ne L’intervista queste due anime si toccano in perfetto equilibrio, e per 5 minuti di quello che è il pezzo musicalmente più “bersaniano”, a cominciare dalle linee vocali, ci si ritrova nei nascondigli della mente di un intervistatore incatenato alle dinamiche di mercato. In questo insieme, la lotta tra il passato e il presente de Il tuo ricordo verrà probabilmente ricordata (a torto o ragione) come il capolavoro dell’album, perché nella genialità della metafora riesce a veicolare un senso di disarmante e sofferta onestà, senza mai il sospetto che ci sia dell’ esercizio di stile.
A 7 anni dal precedente “Nuvola numero nove”, “Cinema Samuele” è un album magistralmente scritto e sentito. Eppure, non si limita ad essere il buon lavoro di un grande cantautore ed offre moltissimi spunti strumentali, tanto da avere a tratti l’impressione che i brani reggerebbero da sé, pur essendo le parole il loro tratto distintivo. Siamo su livelli altissimi.

  • 8.7/10
    Voto - 8.7/10
8.7/10

Giudizio riassuntivo

Che lo si apprezzi o meno per gusto personale, che si propenda per l’underground o le hit radiofoniche, Samuele Bersani ci regala uno degli episodi più riusciti della sua carriera, confermandosi come un fortissimo punto di riferimento per tutto il cantautorato moderno.

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