Le Luci Della Centrale Elettrica – Canzoni Da Spiaggia Deturpata

GENERE: cantautorato vocabolmente denso.

PROTAGONISTI: Vasco Brondi, 24enne ferrarese all’esordio discografico. Produce Giorgio Canali.

SEGNI PARTICOLARI: album d’esordio, segue un demo auto-prodotto e omonimo che aveva già ricevuto diversi sperticati elogi.

INGREDIENTI: una marea di parole che hanno come sottofondo quasi esclusivamente chitarre, più acustiche che elettriche. E’ evidente la frequentazione con i nomi più celebri del cantautorato italiano più alternativo, su tutti Rino Gaetano e CCCP, entrambi citati nei testi.

DENSITA’ DI QUALITA’: come un fulmine a ciel sereno, Vasco ha fatto irruzione nella stantia scena indipendente italiana che utilizza il nostro idioma, da tempo sostenuta unicamente dai mostri sacri del genere (Afterhours, Subsonica, Baustelle, ecc.). Con un album in cui convergono poesia e pugni nello stomaco ben assestati, questo giovane ragazzo all’apparenza tranquillo riesce, attraverso una decina di brani all’apparenza tutti uguali, a ‘trasportare’ la tradizione cantautorale italiana nel 21° secolo. Lo fa grazie a una proposta estremamente personale, che butta a mare qualsiasi concezione di metrica riempiendo di parole ogni possibile spazio vuoto, con un affollamento di vocaboli per minuto riscontrabile soltanto in alcuni testi rap. Lo fa da solo con la propria chitarra, con arrangiamenti molto scarni ma non per questo anonimi, anzi: sono proprio le soluzioni sonore a fare di quest’album un’uscita di cui continueremo a parlare negli anni, oltre alle immagini liriche che Vasco crea in continuazione, una dopo l’altra, ad ogni strofa (sempre che abbia senso parlare di strofe). E quando, dopo una ventina di ascolti (necessari per metabolizzare al meglio l’opera e per ricordare a memoria ‘sto popò di testi) non si può fare a meno di cantare sopra a queste canzoni, perché così autenticamente e sgradevolmente pulsano di vita, che tutto d’un tratto ci accorgiamo essere anche la nostra.

VELOCITA’: se si considera la ritmica bassa, se la si vede dal punto di vista del succedersi delle parole altissima.

IL TESTO: “E cosa racconteremo / Ai figli che non avremo / Di questi cazzo di anni zero”, da ‘La Lotta Armata Al Bar’, è ormai un tormentone.

LA DICHIARAZIONE: da un’intervista a ‘Indieforbunnies.com’: “La svolta è stata quando ho incontrato Moltheni a Bologna per caso alla Feltrinelli, gli ho propinato un cd e dopo due giorni mi ha detto che gli era piaciuto. Il primo concerto che ho fatto nella mia vita da solo è stato appunto di spalla a Moltheni, quindi mi è andata di lusso. Da lì ho preso anche più coraggio sulle mie stesse canzoni, perché in realtà non c’era molta gente che approvava o dissentiva, rimanevano solo tutti un po’ straniti…”

IL SITO: ‘Lelucidellacentraleelettrica.blogspot.com’; ‘Myspace.com/lelucidellacentraleelettrica’.

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