Il Rumore della Tregua – La Guarigione
GENERE: Cantautorato/ folk/ pop-rock
PROTAGONISTI: Federico Anelli (gola, acustica); Andrea Schiocchet (batteria, cori diaframmatici); Marco Torresan (chitarra); Marco Cullorà (basso, aforismi); Lorenzo Monesi (fiati, percussioni).
SEGNI PARTICOLARI: Il Rumore Della Tregua nasce come trio a Milano nel gennaio 2011 e dopo diversi concerti e un ‘Autarchica Demo’ decide di arricchire il proprio suono (e la propria formazione) includendo anche la parte strumentale. Nel 2012 la band, che ora conta anche su fiati e basso, si esibisce su diversi palchi, apre concerti di artisti della scena musicale emergente (come Carnesi e Edda) e suona anche da spalla a The Toys Orchestra. Finalmente a novembre si chiude in studio per registrare il primo EP, ‘La Guarigione’, prodotto insieme a Simone Sproccati ( ndr. ‘Adele e il Mare’).
INGREDIENTI: Un album sicuramente difficile da contestualizzare. Un sound antico, che richiama la grande tradizione cantautoriale italiana (Piero Ciampi, Dalla,De Gregori) incontra il cantautorato d’oltreoceano (l’alt-rock di Nick Cave e dei Sixteen Horsepower) e si mescola ad un sound folk-rock che ricorda molto di più la recente scena indie americana (alla The National). Ma é difficile fare dei paragoni (quasi sempre fuorvianti): il Rumore della Tregua si colloca in un non-luogo (‘il rumore della tregua non é pre, ma soprattutto non é post.‘) dove le parole formano immagini sospese tra lirica e realtà e da dove proviene il nome stesso della band che, come in un ossimoro, evoca qualcosa di indefinibile: é un rumore o la fine di un rumore? Ma ‘La Guarigione’ non vuole essere definita, non cerca il pop ma rimane ferma nella consapevolezza di essere un disco ‘per chi vive fuori dal cerchio di quelli che si dichiarano fuori dal cerchio‘, come proclama il manifesto programmatico che accompagna l’EP. E’ una musica che parte da un’esigenza di sfogo personale, una musica forse nata come cura e che per questo, a volte, perde l’equilibrio nel tentativo di dare voce a troppe inclinazioni. Un buon album di esordio comunque, sincero e curato: 5 brani che sanno bilanciare diversi stili e strumenti, dal fiato alla tromba; da un rock cupo e ruvido ad un folk dolce e ingiallito.
DENSITA’ DI QUALITA’: L’Ep si apre con ‘Haiku‘ (richiamo illustre a Battiato?) forse una delle canzoni più riuscite dell’Ep. In un’atmosfera delicata (ottima l’utilizzo della tromba) la voce profonda di Federico recita solo poche parole che lasciano come un vuoto, o meglio, uno spazio ricco di suggestioni:’con gli occhi rossi e la gonna a scacchi hai chiesto al buio un’altra sigaretta io ho raccolto il tuo respiro che sapeva di vendetta lasciandolo seccare tra le pagine di un libro per non perdere mai più il segno poi ci siamo massacrati in un campo di conigli ‘. Nell’ ‘Odore Dei Cani‘ emerge un folk più duro, datato ’70, in una traccia che si tinge di toni cupi, come la voce del cantante (meno spiegata rispetto agli altri brani). L’ultima traccia ‘Revival‘ é invece quella più sperimentale. Parte con un intro fatto da suoni distorti per poi svilupparsi su un ritmo trascinante di fiati e batteria, sfondo di una storia romantica: ‘mentre Rachele partiva per Sidney tra i laser io e te ballavamo Blue Monday e io ti stringevo al petto e dicevo ci resta soltanto il profumo del vino e io ti guardavo negli occhi e pensavo là fuori é un assedio restiamo ancora un po’ poi quel tuo bacio a una serata revival mentre l’impero crepava in un campo di rose l’autunno precoce svuotava le case‘. ‘Confessa Il Peccato, Harry‘ e ‘La Ballata del Pignoramento‘, sono nel cuore dell’album e si distinguono per testi amari e un suono rock malinconico.
VELOCITA’: 5 canzoni che scorrono lente. Un EP che richiede più di un ascolto per poter essere ben apprezzato: più che una musica da sottofondo, é un libro da leggere e sottolineare.
IL TESTO: “ confessa il peccato harry e aspetta il tempo per la GUARIGIONE fossi stato un poco più furbo anche vivere avrebbe fatto meno male ma poi passano gli anni e il rumore di fondo si perde tra i moti del cuore hai un unico abito ed é la tua pelle il solo che riesci a indossare hai nutrito l’errore e l’errore ha nutrito il disagio che ti ha salvato ” da ‘Confessa Il Peccato, Harry‘.
LA DICHIARAZIONE: “Piero Ciampi era calante, Nick Cave era calante e anche noi non ci sentiamo troppo bene“.
UN ASSAGGIO: ‘Haiku’
IL SITO: facebook.com/ilrumoredellatregua

