Il Rumore Della Tregua – Una Trincea Nel Mare
GENERE: songwriting, rock.
PROTAGONISTI: Federico Anelli: voce, chitarra acustica; Andrea Schiocchet: batteria, cori; Marco “Magister” Torresan: chitarra; Marco Cullorà: basso; Lorenzo Monesi: fiati, percussioni.
SEGNI PARTICOLARI: primo album per questa formazione proveniente dall’hinterland nord di Milano
INGREDIENTI: l’intenzione del disco, a giudicare dall’ascolto, è quella di unire insieme la rotondità retrò del classico stroytelling da canzone italiana, un suono elettrico, tagliente e cupo che potrebbe ricordare i Valentina Dorme e un utilizzo morriconiano della tromba. Le melodie non sono molto aperte però risultano di facile ascolto; il timbro vocale è stentoreo ma allo stesso tempo scorre via con leggerezza; i testi si basano su storie di fantasia ma viene da chiedersi se esse non siano delle allegorie di situazioni invece reali.
DENSITÀ DI QUALITÀ: è quindi evidente che la band punta a un risultato che sia prima di tutto equilibrato, con i diversi riferimenti che non si prevaricano l’un l’altro ma che compongano un insieme organico e coerente. La missione è perfettamente compiuta: Il Rumore Della Tregua non hanno paura di mostrare le proprie influenze, ma allo stesso tempo mostrano già gusto e perizia nel lavorarle. Dal primo all’ultimo secondo del disco, l’ascoltatore è portato a immergersi completamente in questa compenetrazione tra le atmosfere dark-rock moderne e il classicismo cantautorale italiano, con la tromba a fare da improbabile quanto efficace collante. Un elemento importante è la mancanza di staticità degli arrangiamenti, con le soluzioni ritmiche e i giri di chitarra, tastiera e tromba che, in modo sempre funzionale al contesto, avvolgono l’ascoltatore nel mondo creato dallo scheletro delle canzoni. In definitiva, questo è un disco riuscitissimo, che magari non mette voglia di essere ascoltato tutti i giorni, ma che ha tutte le potenzialità per essere ricordato da chi vorrà dargli una possibilità e che non perde il proprio potere avvolgente e intrigante anche dopo diversi passaggi.
VELOCITÀ: tranquilla ma non lenta.
IL TESTO: “Il capitano cuore di bue ha occhi bruciati da minatore, ma coltiva due baffi di seta, due baffi da re. Dice provateci voi a scavare una trincea nel mare, qui il nemico è la stessa placenta, il nemico sei te” da Cuore Di Bue, tra i momenti più suggestivi del disco, anche grazie a un accompagnamento musicale particolarmente indovinato.
LA DICHIARAZIONE: ”Il Rumore Della Tregua lucra senza ritegno sulle tue malinconie”.



