Giuliano Dottori – Temporali E Rivoluzioni

GENERE: cantautorato pop/rock italiano.

PROTAGONISTI: con Giuliano, che si divide tra voce, chitarre elettriche, pianoforte, drum machine, percussioni e cori, ci sono Marco Ferrara al basso, Mauro Sansone alla batteria ed una personalità di spicco come Giovanni Ferrario che suona vari strumenti a seconda delle canzoni e si occupa della produzione artistica.

SEGNI PARTICOLARI: secondo disco in proprio per il cantautore milanese, che nel frattempo è entrato in pianta stabile negli Amor Fou come chitarrista.

INGREDIENTI: dal punto di vista del suono, il disco è sempre chitarristico come l’esordio, ma al posto degli arrangiamenti in cui spesso gli archi ed i fiati avevano un ruolo importante c’è una maggior presenza di pianoforte e di suoni sintetici, che vanno a colorare i riff prodotti dalle sei corde ed a rendere più dinamica la sezione ritmica. Per quanto riguarda lo stile, Dottori mette decisamente in un angolo le somiglianze con Manuel Agnelli presenti nel debutto e l’unico riferimento evidente, peraltro solo in alcune canzoni, è Moltheni. L’andamento dei brani è piuttosto lineare, ma la scrittura è di quelle che svelano le proprie qualità dopo qualche ascolto, senza essere comunque troppo complicata: bastano due o tre passaggi nel lettore per riuscire a cogliere la proposta dell’autore in tutte le sue caratteristiche. Da notare come quasi mai la voce e la parte strumentale vadano in perfetto sincrono, ma ci sia invece una sorta di piccolo sfasamento proprio nel ritmo, sfasamento che ha il pregio di rendere sempre interessante l’ascolto senza mai dare l’impressione che voce e strumenti procedano in modo slegato tra loro.

DENSITA’ DI QUALITA’: insomma, un bel miglioramento per Dottori, il cui esordio aveva buone canzoni ma era troppo convenzionale e pulito nel suono, e soltanto ascoltandolo dal vivo si apprezzavano in pieno la qualità e genuinità della sua proposta. Le scelta in fase di produzione di cui si è detto sopra riescono a valorizzare in pieno la scrittura ed il timbro vocale dell’autore, che sembra proprio aver trovato la quadratura del suo cerchio. Un po’ di personalità in più, un piccolo innalzamento della qualità compositiva e Giuliano Dottori potrà senz’altro ambire ad un posto di primissimo piano nel panorama cantautorale italiano. Intanto questa è un’ottima base da cui partire, e rappresenta già di per sé un lavoro coinvolgente e che fa venire voglia di essere ascoltato più e più volte.

VELOCITA’: ritmo controllato ma sempre vitale.

IL TESTO: “Altri viaggi e ancora offese, altre chiese incontrerai, una bestemmia da sussurrare: Dio non ho più tempo, Dio non ho più voglia, Dio non ho più voce. Ed un’altra volta cambierò bandiera, tradirò ancora, sputerò il veleno, via”, da ‘La Tua Casa è Piena’, uno dei momenti più trascinanti del disco e perfetta esemplificazione dello stile dei testi, introspettivi ma per nulla contemplativi.

LA DICHIARAZIONE: Giuliano a ‘Rockit’: “Dal mio punto di vista ‘Temporali e Rivoluzioni’ è un titolo che contiene un po’ di ambiguità. Perché il concetto di temporale è qualcosa che arriva ma comunque poi passa. Dopo la tempesta arriva sempre il sereno. Per cui più che il cambiamento volevo fotografare il ‘percorso’ del cambiamento, non il cambiamento a cose fatte. Questa è l’idea che stava dietro.

IL SITO: ‘Giulianodottori.it’ e ‘Myspace.com/giulianodottori’.

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