Alessandro Cerea: tra paesaggi e passaggi di tempo…

Andiamo a Varese per questo esordio dal titolo “Dirupi” che un poco sa di un tempo ormai lontano, un altro poco sembra avventurarsi dentro pattern elettronici dallo sfacciato gusto francese… che tipo di scuola sia quella di Alessandro Cerea non è un punto chiave per la lettura di questo disco che chiede soltanto un abbandono nel suo più totale valore della parola. Scuro, quasi ostico nei ricami noir, quasi apocalittico per certi versi… sono paesaggi e sono fotografie di vita (che portano al mare)… e l’impronta di Giuliano Dottori come direzione artistica si sente e la riconosciamo…

Cosa ha spinto questo disco a venir fuori in questo tempo decisamente dedito al futuro?
I motivi che mi hanno spinto ad uscire con questo disco adesso riguardano soltanto il mio percorso personale, nel senso che alla base non ci sono stati ragionamenti relativi alla sua spendibilità nel panorama discografico attuale. Semplicemente, arrivato a 30 anni ho deciso che era il momento di mettere nero su bianco tutto ciò che ho accumulato negli ultimi 10 anni.

Futuro che in qualche modo utilizzi tecnicamente… e lo fai per tornare al passato per la verità, o sbaglio?
Sicuramente ho ricercato un dialogo con le sonorità che caratterizzano maggiormente la contemporaneità del dibattito musicale, senza però tradire l’approccio “antico”, quindi suonato e prodotto artigianalmente. Abbiamo voluto dedicare uno spazio, seppur calcolato, all’imperfezione per lasciar venir fuori proprio quell’idea di verità che forse era più presente nel passato. Un passato che sinceramente occupa gran parte del mio bagaglio musicale.

Radici di canzoni d’autore? Radici anni ’80? Qualcosa anche prima?
Come accennavo, la canzone d’autore italiana degli anni ’60-’70 è stata da bambino il mio primo incontro musicale, che sicuramente ha segnato in modo indelebile il mio gusto e la mia idea di canzone. Autori come Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Francesco Guccini, Paolo Conte, rappresentano per me un’idea di stile che è la base del mio percorso. Base su cui spero di riuscire a costruire qualcosa di nuovo e personale.

Con Giuliano Dottori: che tipo di legame e lavoro è stato?
Con Giuliano Dottori si è creato un bellissimo rapporto: grazie alla sua esperienza è stato capace di traghettare questo lavoro a compimento come il timoniere di una nave, aiutandomi a tracciare una rotta e superare svariati momenti di dubbi e incertezze. Posso dire di aver imparato molto da lui, per esempio per ciò che concerne la scelta e la selezione del materiale di partenza: a volte non è facile staccarsi da canzoni che sono oggettivamente più deboli di altre.

Un video?
Per ora ho pubblicato video di estratti dei singoli in formato verticale soltanto per le piattaforme social. Spero, in futuro, di riuscire a produrne di integrali in 16:9.

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