Colapesce – Un Meraviglioso Declino

GENERE: cantautorato, indie-pop, melodico

PROTAGONISTI: il siciliano Lorenzo Urciullo, già leader degli Albanopower.

SEGNI PARTICOLARI: si è creata molta attesa attorno al primo lavoro di Colapesce, dopo un EP targato 2010 che aveva lasciato trasparire qualità importanti. Ebbene ora che ‘Un meraviglioso declino’ è finalmente giunto in redazione ed ha appena finito di girare la sensazione è strana, mistura di stupore entusiastico ed amarezza tipica delle occasioni perse. Forse un livello di aspettative alto, forse l’hype creato attorno al progetto ma questo lavoro non convince appieno.

INGREDIENTI: Rilassante apertura, da risveglio tranquillo, con ‘Restiamo in casa’ il cui ritornello improvvisamente intenso sottolinea bene come quella quiete sarà presto turbata e “…si prenderanno anche il silenzio”. ‘Satellite’ prosegue sulla stessa falsa riga, trasferendo la quiete in una spiaggia semideserta. Cambio di tema e di sound per la più amara ‘La zona rossa’, fotografia sbiadita di militanti provenienti da un passato non troppo distante. ‘Un giorno di festa’ è il pezzo più intriso di metafore, il più complesso da comprendere. Torna a far capolino l’amore in ‘Oasi’ e in ‘Le foglie appese’ prima del brusco ritorno all’attualità con ‘Quando tutto diventò blu’ e ‘I barbari’. Sul finale si alza un po’ il ritmo in ‘S’illumina’ verso il pezzo di chiusura, il più bello del disco. ‘Bogotà’ è normale quotidianità, l’arpeggio dolce, il ritornello azzeccato e il basso a riscaldare il tutto. Un ottimo modo per chiudere un disco.

DENSITÀ DI QUALITÀ: Chitarra gentile e linee di basso, intrecci di archi e pianoforte accompagnati dapercussioni mai troppo invadenti disegnano alla perfezione calorosi ambienti facilmente immaginabili per il più azzeccato degli arrangiamenti. Diverso è il discorso per la parte testuale. La complessità della lingua italiana, che spesso e volentieri consente la descrizione minuziosa di ogni dettaglio nella descrizione di un immagine, sembra trarre in inganno l’autore che disperde scenari quotidiani, spesso romantici, con aspri contrasti che hanno probabilmente la funzione di richiamo al declino ma che finiscono per disperdere l’intensità che si era venuta a creare grazie soprattutto al candore vocale che lo caratterizza.

VELOCITÀ: Un lento e romantico cullarsi per 51 minuti

IL TESTO: Io la notte ancora sto sveglio a pensare al tempo che ho perso …E ne accumulo altro…” da ‘Bogotà’.

LA DICHIARAZIONE: alla voce “Influenze” sulla pagina Facebook viene citato questo passaggio di Pirandello: “Una notte di giugno Caddi come una lucciola Sotto un pino solitario In una campagna d’olivi saraceni Affacciata agli orli D’un altopiano D’argilla azzurre Sul mare africano”.

IL SITO: Myspace.com/colapesce.

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