Noisebreakers: quando il suono fa storia

La coppia Vince Pastano e Tony Farina (che di certo non hanno bisogno di presentazione) rispolverano grandi suoni, grandi classici ma soprattutto grandi intenzioni con un progetto di inediti che prima di tutto va sentito rigorosamente dal vivo. E questo blues, che dopo il disco “Malcarna” (eponimo lavoro di un altro dei loro percorsi b-side), si fa più ruvido, scarno, decisamente figlio di un’America che fa rinsavire grandi firme che vanno dai Deep Purple ad Alice Cooper, dove la psichedelia rock diviene il vero metro “pop” di tutta l’opera. Oggi i due si firmano Noisebreakers e questo disco (anch’esso eponimo) è disponibile solo in vinile o tramite la pagina bandcamp. Un rock suonato (manco a dirlo), un rock verace, un rock da pareti invalicabili di ampli… questo rock è qualcosa che alle nuove generazione avrà molto da insegnare. Maneskin compresi…

Dai Malacarna ai Noisebreakers. Due b-side diversi e apparentemente inconciliabili tra loro. Come i primi diventano i secondi?

Entrambi i progetti hanno in comune il linguaggio del blues sia in termini musicali che nelle tematiche testuali. Potrei definire i Noisebreakers come la versione scarna o ‘meno strutturata’ di Malacarna ed infatti nascono dall’idea di riprodurre più facilmente live ciò che è nel disco.

Sei i Malcarna indagavano la morte e le sue cerimonie popolari, i secondi tornano alle origini di un rock ruvido, suonato, maledetto. Ho come l’impressione che in entrambi i casi ci sia della sacra liberazione, come un mettersi a nudo senza filtri… vero?

Le tematiche sono per entrambi quelle tipiche della tradizione blues, ma mentre in Malacarna c’è una derivazione sacra e profana qui si racconta piuttosto un amore non corrisposto o alla deriva, sempre immerso in un misticismo visionario. Il cuore è sempre nudo nel raccontarsi ..

La psichedelia, il rock alla Alice Cooper, un richiamo ai Deep Purple, le tonalità scure alla Cohen ma anche lo storytelling alla Dylan. E tanto altro… esiste una direzione che sia quella principale?

Probabilmente, come già detto, è proprio il blues a direzionare i brani verso un comune denominatore. C’è evidentemente una predominanza di brani hard rock ma l’originalità di questo album consiste proprio nelle sfumature di altri stili che, contaminandolo lo rendendo originale.

E poi arriva una perla visionaria come “Dead Calm Sea”… di sicuro non è il brano più antico ma decisamente il più “strano” da trovare in questo disco. Perché questa scelta?

Avevamo bisogno di inframmezzare e rigenerare l’ascolto del disco con qualcosa che appartenesse alla nostra cultura cinematica. In realtà molti album degli anni ’70 a cui siamo affezionati, contengono brani strumentali di altro genere rispetto a quello della band, basta pensare a ‘Laguna Sunrise’ dei Black Sabbath in Vol.4.

E a chiusa raccontateci di un video ufficiale. Arriverà? Noi siamo fermi al video dei Malacarna… cosa avete in serbo?

Non ci abbiamo ancora pensato perché siamo molto concentrati sui live. Ci son già state diciassette date molto energiche e per arrivare a tale risultato abbiamo provato tantissimo; credo che il miglior video per questo progetto sia il live stesso.

2 Comments

  • Felice ha detto:

    Ho visto due concerti dei Noisebreakers con dei miei amici e siamo stati folgorati..tanta energia e musica fantastica. Li rivedremo sicuramente. Se devo dare un voto.10 pieno.

  • Elisa ha detto:

    Quello dei Noisebreakers è un album fantastico a cui si aggiungo i loro concerti che sono strepitosi…cosa dire?! 10+

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