Manuele Albanese: in anteprima il video di “Biglie”
Quanti rimandi, quanti ricordi ma soprattutto quanta grande musica dentro i retaggi che vedo splendenti in questo primo disco di Manuele Albanese. Per la Red Blake Studio, con la regia di Marco Ghiotto, oggi la title track, “Biglie”, si arricchisce di un video ufficiale che vi presentiamo in anteprima: sembra un ritorno nel tempo antico della fanciullezza, quando, ancora da grandi, urge il bisogno di restare ancorati alle libere ingenuità del nostro modo di esistere (a colori). L’amore ne fa da collante, le storie finiscono, poi si rimescolano, poi ci indicano vie di nuove rivoluzioni…
«“Biglie” è il sogno di un’estate in super8, tra suggestioni bossanova ed echi battistiani. Dimentica playstation e cellulare, sdraiati sulla sabbia e lancia anche tu una biglia». M. Albanese
Leggerezza ed energia vitale… questo brano ma anche tutto il disco si fa forte di questo messaggio?
L’album sposa la leggerezza nel senso esistenziale, non quindi una leggerezza superficiale bensì un approccio intimo, giocoso, spesso malinconico ai fatti della vita, ai ricordi, agli amori. Il video quindi doveva comunicare tutto questo, senza una storia precisa, ma con suggestioni quasi come un libro di memorie proiettate verso un tempo senza tempo
Presentiamo un video dentro cui si fa sfoggio di una bellezza che oserei definire fanciullesca. Le attrici, tu sulla sabbia, le biglie… come a dire: si deve conservare il bambino che è in noi?
Il video inizia con un secchiello e una paletta e termina con me nello stesso posto. Un cerchio che si chiude e allo stesso tempo rimane aperto. Esattamente come l’album che ha in “Biglie” la sua chiusura ma nell’ultimo verso richiama proprio il primo brano, creando una circolarità. Spensieratezza e tempo che passa, l’età delle prime estati al mare, amori passati o solo desiderati. E soprattutto la scelta naturale di non prendersi mai troppo sul serio perché tutto è così veloce, mutevole, passeggero, e le onde del mare e le biglie sulla sabbia sono simboli di quello che ci fa divertire e riflettere allo stesso tempo.
Il disco è denso di citazioni, questo brano in particolare. Battisti è un punto fermo per te?
Assolutamente si. Nel video è pure citata la copertina di “Una donna per amico” ma in generale Battisti è una profonda ispirazione, così come il cantautorato italiano anni ’70 e poi il Battiato anni ’80 e quel gusto pop appiccicoso e l’uso delle parole non consueto.

Tanto spazio ha il suono… che non è solo soluzione estetica di arrangiamento ma ha anche un peso narrativo o sbaglio?
Si, soprattutto nella parte orchestrale, nell’uso della sezione fiati e dei cori. Volevo che il disco potesse comunicare in maniera cinematica e dicesse col suono le stesse cose che dice coi testi. Il brano rappresenta i titoli di coda dell’LP, quindi la coda strumentale non poteva non esserci.
Le biglie per te che allegoria rappresentano? Che si nasconde davvero dietro di loro?
Le biglie, lucide e leggere, corrono sulla sabbia come sogni tra le dita di un bambino. Non sono solo un gioco: sono il piccolo universo domestico in cui, senza saperlo, impariamo l’incertezza, la competizione, il desiderio di arrivare lontano. La traiettoria della biglia, che una mano guida ma che mille imprevisti deviano, è l’immagine stessa della vita: una corsa gioiosa e disperata in cui l’obiettivo sfugge, cambia, si reinventa.
A chiusa del disco come a chiusa di questa intervista: per Manuele Albanese, l’amore è solo quello che si vive con l’incanto e l’incoscienza anche di abbandonarsi a giochi e gesti semplici (anche e soprattutto da adulti)?
Nietzsche diceva che l’uomo saggio è il bambino che gioca, a qualsiasi età. Io credo che l’amore, la musica, la leggerezza di un’estate, siano parti di un puzzle molto più grande ma siano fondamentali aspetti caratteriali che questa società sta perdendo. Dobbiamo reimparare ad essere semplici, ad essere leggeri, ad essere bambini.



