L’etichetta risponde: Machete Empire Records

Questa settimana incontriamo la “Machete Empire Records” una realtà cresciuta nei suoi, ancora, pochi anni di vita, tanto da posizionarsi in una posizione di tutto rispetto nel panorama hip-hop italiano.

Questo è quello che ci hanno raccontato (grazie Luca Gricinella) :

1) Come e quando e’ nata la vostra etichetta?
La crew nasce nel settembre 2010 a Olbia, l’etichetta, Machete Empire Records, nasce nella primavera del 2013 a Milano. La prima uscita è stata l’Ep “Rebus” di En?gma. Diciamo che l’etichetta è stata una conseguenza naturale delle nostre attività e identità: specialmente quando si è un folto gruppo, affiatato e creativo, si uniscono le forze e le menti per non dipendere sempre da terzi.

2) Che metro usate per il reclutamento delle band? Vi siete posti dei limiti sui generi da considerare?
Pubblichiamo i progetti artistici prodotti in pieno spirito machetero e per lo più legati all’hip hop. Ma non escludiamo di aprirci ad altri suoni/ritmi. Gli artisti che pubblichiamo con Machete Empire Records, inoltre, non necessariamente devono far parte o entrare a far parte della crew. Teniamo distinti i due ambiti. Con la nascita della nostra agenzia di booking poi il discorso si è ampliato ulteriormente.

3) Curate tutti gli aspetti di un artista/band (live/grafica/registrazioni/produzione…)?
Da quando, a inizio 2014, è nata la WEA – la nostra agenzia di booking, appunto – curiamo anche l’aspetto dei live di quasi tutti gli artisti della crew. Per la grafica, certo: i ragazzi di Machete Art & Films hanno dato e continuano a dare un contributo determinante nella creazione del nostro immaginario, che è un punto fermo della nostra identità. Per le produzioni musicali e le registrazioni ci capita di appoggiarci a realtà esterne. Tutto dipende da progetto a progetto.

4) Che altre etichette internazionali e nazionali apprezzate?
Apprezziamo più singoli artisti e altre crew. Fare un discorso di etichette sarebbe davvero difficile: siamo in tanti, ognuno ha i suoi gusti.

5) Cosa significa essere un’etichetta indipendente? Che differenza c’e’ tra voi e una major?
La nostra è una realtà particolare, nel senso che siamo un gruppo molto unito, degli amici che sono cresciuti per lo più insieme e lavorano insieme. Spesso ci dicono che si coglie questa atmosfera familiare. Dunque questo credo ci differenzi da molti: è lo spirito comunitario dell’hip hop che rivive nella nostra realtà. E diciamo comunitario forti del fatto che abbiamo tanto ottimi rapporti anche con altri artisti e addetti ai lavori del giro hip hop che non fanno parte di Machete. E con una major collaboriamo per avere un apporto su alcuni aspetti su cui è forte.

01 Machete Crew (ph Mirko de Angelis WEB)

la crew

 

6) Economicamente rientrate dei costi di produzione degli album o dovete puntare sulle esibizioni live?
Per fortuna sia le vendite dei nostri dischi sia i live sono andati e stanno andando bene… probabilmente i due aspetti viaggiano di pari passo.

7) In quanti ci lavorate?
In tanti. Siamo un CEO, un addetto all’amministrazione e alle questioni organizzative, un altro al merchandising, un ufficio stampa, vari tour manager, grafici, illustratori, videomaker, e tutti noi quattro membri fondatori della crew Machete come direttori artistici e pronti a integrare qualche aspetto organizzativo, in caso di necessità.

8) Come e’ cambiato il ‘fare il discografico’ da quando avete iniziato?
Abbiamo iniziato da poco, non sapremo cosa dirti se non che oggi la musica cambia in continuazione, a ritmi molto rapidi. Dunque tocca stare attenti e al passo coi tempi per cogliere, decifrare e capire i cambiamenti del “mercato” (delle dinamiche di tutti gli ambiti e le strutture legate alla musica, per intenderci). Sempre senza perdere d’occhio la qualità musicale e i propri obiettivi artistici. Senza snaturarsi, insomma.

9) Il web vi aiuta o vi ostacola?
Il web è uno dei nostri punti di forza. Sui social network abbiamo un seguito notevole e sempre in crescita. Ma poi oggi come potrebbe mai il web ostacolare chi fa musica? Il digitale è solo una risorsa.

10) Come sono i rapporti con i canali ‘tradizionali’ tipo le radio (anche web) o la televisione? Riuscite a far ‘passare’ i vostri artisti?
Sì, abbiamo ottimi rapporti con i media, sia personali sia in tutti quei casi in cui il nostro ufficio stampa ci fa da tramite. In generale sia in tv sia sulle radio abbiamo una buona esposizione, anche considerando che il nostro suono spesso è considerato ancora hardcore (anche giustamente).

11) Cosa ascoltate quando non lo dovete fare per lavoro?
Ascoltiamo di tutto. Da sempre. Sembra una risposta banale ma davvero chi fa musica e lavora nell’ambiente deve/vuole e ha l’esigenza e il piacere di ascoltare di tutto. Per noi parlano le nostre biografie, le nostre produzioni e le nostre collaborazioni comunque: l’hip hop è un contenitore ampio e noi lo abbiamo sempre contaminato con ritmi di ultima generazione ma anche con suoni provenienti invece da generazioni a cui non apparteniamo. E anche in questo caso, essendo in tanti, dovremmo farti una lista lunghissima di generi e nomi.

12) Tre vostre uscite da non perdere nei prossimi mesi.
Intanto siamo ancora sulla scia del “Machete Mixtape Vol III”, uscito a fine settembre: è diventato disco d’oro e, anche visto che racchiude molto il nostro spirito e rappresenta la nostra identità che ti abbiamo raccontato, per noi è da non perdere. Poi abbiamo appena pubblicato il nuovo disco dei Menhir, storico gruppo rap i cui membri sono attivi nell’hip hop da metà anni ottanta. Loro hanno portato il rap in Sardegna e il fatto che si sia creata questa intesa con noi, appartenenti un’altra generazione, è un fatto che ci dà molta soddisfazione. Riguardo alle anticipazioni: tra non molto uscirà il secondo capitolo del “Bloody Vinyl” di Dj Slait ma ci sono vari altri lavori in ballo su cui saprete di più quanto prima. Grazie dell’intervista e stay Machete!

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