La Compagnia Scapestrati: tra sogni e ricordi di suoni presenti e lontani
Eccola di ritorno La compagnia Scapestrati, torna sulle scene dalle rive indomite dell’Isola d’Elba… che loro sembrano estivi come l’immagini che ci torna indietro quando sentiamo nominare certe località. Una compagnia, un collettivo, suoni di chitarre lontane che giocano di riverberi ma anche di compressioni che sembrano severe, tutto che veleggia dentro nebulose che sanno di patina antica, di nostalgia, di onde marine che cullano ricordi… e sono paesaggi e personaggi dentro le canzoni che scrive Francesco Porro… e questo “Sognoricordo” mi sembra un bel modo di ingannare la realtà tornando, da bimbi neanche troppo maturi, a ricordarci tempi belli andati e presenti…
Inevitabile non tornare alla mente a questo suono denso di terra, di belle sensazioni popolari… ci sono gli uomini dietro e non le macchine. Vero?
Si, ci sono uomini conosciuti o immaginati, osservati, abbracciati, vite straordinarie ma non necessariamente fortunate, vite che vanno raccontate.
Che sia anche un manifesto contro il tempo digitale che stiamo vivendo? Come a dire: il nostro contributo di resistenza umana…
Non è un manifesto contro questo tempo, sono solo canzoni, la complessità dell’essere umano è al centro e la vita quotidiana è uno spettacolo che non dovremmo mai perderci.
Il titolo somiglia al suono che viene restituito dal disco. Sogni e ricordi… che rapporto avete con queste due sfaccettature della vita?
Avere dei sogni è il motore che muove idee e prova a realizzarle, i sogni sono essenziali anche se inarrivabili, ricordare significa “richiamare nel cuore” e in queste canzoni abbiamo raccontato delle persone conosciute o immaginate che volevamo, attraverso la musica e le parole, avere più vicino.
Il disco si chiude con un brano che esce in modo particolare dal “sogno” ed entra nel modo “kombat”: come mai? Come tornare alla realtà ma restando pur sempre li a giocare?
Il pezzo che chiude l’album, “La Casa di Andrea”, è una canzone che rappresenta La Compagnia Scapestrati nella sua dimensione di festa, se capiterete ad un nostro concerto vedrete che ci sarà da divertirsi. “La casa di Andrea” è una casa che aggiunge il “diritto di sognare”, come scriveva Eduardo Galeano, a tutti gli altri diritti dell’uomo, è giusto che il disco finisca così, con gli ottoni della Magicaboola brass Band che suonano e Andrea, vecchio pittore astrattista vissuto tra Parigi e l’Isola d’Elba, che alla fine di una cena con tanto vino rosso e carne intona “Dans le café de Paris!” Con noi piccola banda di allora giovincelli che suonavamo fino a rompere tutte le corde della chitarra.
Un po’ come questa copertina: il mondo dei grandi sembra buffo e a dir poco goliardico… basta il “come” guardarlo a cambiarne la faccia… o no?
Ci sono cose nel mondo che non basta guardarle da un’altra prospettiva per cambiarle ma sicuramente quello che abbiamo intorno può essere percepito in modo diverso a seconda della nostra sensibilità. La faccia al centro della copertina, opera d’arte di Morgana Cavicchioli, è un viso che nasce da molti dei personaggi presenti nelle canzoni: la barba appartiene al brano “Verdi pomodori” e al suo protagonista, la Pipa a Giulio di “Piazza Duomo”, gli occhiali sono sia di Lucio che di Andrea, la Luna che è rappresentata in alto sulla copertina appartiene a tutti ed è raccontata nella canzone “Eclissi della Luna”.
Dal vivo:tutto questo che suona e che si canta, è la musica di Francesco Porro o la musica di una compagnia intera?
La Compagnia Scapestrati si muove in cinque elementi, aggiungendo di tanto in tanto qualche collaborazione anche dal vivo. L’11 Luglio avremo un concerto in un luogo molto bello e particolare vicino a Portoferraio all’Isola d’Elba (in località Schiopparello), il 21 Luglio suoneremo in piazza a Capoliveri mentre il primo di Agosto saremo al Festival della baldanza vicino Lucca, comunque troverete delle informazioni più dettagliate sui nostri canali social (Instagram e facebook).



