Frigidaire Tango: un ritorno “mai sentito”
Un nuovo “vecchio” disco per una delle formazioni storiche del post-punk e della new wave italiane. Tornano ancora una volta i Frigidaire Tango e lo fanno con un disco che raccoglie brani incisi e mai pubblicate dal titolo evocativo “Modern Vintage Wave”… inediti che fanno rivivere il sound iconico e quel certo gusto psichedelico che infiammava la controcultura degli anni ’80. Sono passati oltre 15 anni dall’ultima pubblicazione, il disco “L’illusione del volo” per La Tempesta Dischi. Ne sono passati circa 45 dal loro esordio “The Cock” su Young Records del 1981.
“Finalmente sei fuori dal tuo mondo tascabile”: partirei da qui visto che sono brani degli ultimi dieci anni. Canzoni come questa, frasi come questa, oggi che peso hanno e in che modo le riscrivereste)? Se le riscrivereste ovviamente…
Questa in particolare ha “solo” 10 anni, ma il contenuto esprime concetti eterni. Dall’inconsapevolezza dell’esistenza, che è alla fonte delle nostre paure, all’omologazione sociale che rende il nostro mondo e i nostri pensieri così piccoli (tascabili?). Dovremmo tentare ogni tanto di scollegarci, magari per capire meglio chi siamo. (filosofia spicciola ma sempre attuale).
Modernità e passato… dove troviamo l’una e che peso ha la seconda?
La modernità appartiene al tempo presente e rimane tale rivolgendosi al futuro. È la loro continua evoluzione che rende le cose moderne. Il passato, invece, è il terreno fertile da cui trarre i riferimenti storici che diventano radici di cui possiamo fare uso consapevole oppure vincoli da superare. Conoscerlo è fondamentale, perché è la memoria che rende riconoscibile il cambiamento. A dir la verità, avevo scelto questo titolo perché in origine, avendo quasi 30 tracce su cui lavorare, volevamo pubblicare un doppio LP, con una parte dedicata a brani anomali rispetto al nostro sound e quindi più “moderna”. Alla fine, però, per il momento ha prevalso la linea “Vintage”, più omogenea e riconoscibile.
Esiste o esisterà una direzione live di questo disco e del presente dei Frigidaire Tango?
Difficile dirlo. Dopo l’addio di Nigger e la scomparsa di Brenda, nelle ultime date al basso c’era Mirko Crosato (Wax Heroes/No Submission). Né lui né Frank, il tastierista, hanno partecipato alla realizzazione del disco, stiamo verificando la loro disponibilità per i live, ma non sarà una cosa immediata.
Un disco come questo lo userei come manifesto contro le soluzioni “intelligenti” delle macchine moderne. Che rapporto avete dunque con il suono moderno? Siete di quelli che alle macchine automatiche restituiscono anche nuovi orizzonti di produzione?
Noto che la parola moderno torna tra noi con un tono di ironia che posso capire. Ciò non toglie che siamo tutti figli del nostro tempo, Se le soluzioni “facili” delle macchine moderne riescono a scuotere la mia sensibilità ..ben vengano. Può sembrare un paradosso ma in questi ultimi anni ho ascoltato molta musica proveniente da quelle “macchine”, alla fine la qualità è trasversale, in ogni genere c’è musica valida e musica scadente. E’ fisiologico. (Nei brani più “Modern” rimasti fuori c’è un consistente uso di elettronica.) Ritengo comunque che punto di vista filosofico, si possa dire che il secolo scorso ha segnato la fine dell’ultima grande stagione di musica prodotta esclusivamente dall’umano, e infatti, Stewie e Le Baptiste sono molto più a loro agio nella voglia di rivendicare un modo di far musica che ha lasciato un segno così profondo.
Bello il video di “Fears”: e se vi chiedessi quale citazione cinematografica (se c’è) state sfoggiando?
Non c’è un riferimento preciso: cercavo immagini capaci di evocare allo stesso tempo spavento e fascino, per condurre l’ascoltatore in una corsa dentro la paura. Mi viene in mente il “Nosferatu” di Murnau, che trasmette terrore ma anche un irresistibile senso estetico.
Oggi, come 45 anni fa, ritroviamo Giorgio Canali… è un punto fermo per voi? Un tassello che non deve mancare? Che cosa si crea grazie al suo contributo”?
Giorgio Canali è principalmente un amico di vecchia data, un fan della prima ora che ci siamo ritrovati in studio per molteplici progetti. Per “L’illusione del volo” nel 2009, si occupò del missaggio. Questa volta ha lavorato sulla voce, ha un incredibile capacità di equalizzare e adattare al suono timbri diversi di voci. Tutti i dischi che abbiamo registrato sono stati prodotti da noi, ma la supervisione di un musicista/produttore di cui hai rispetto può in certi casi risultare determinante.



