Interview: Tying Tiffany
Abbiamo raggiunto via mail la padovana Tiffany in occasione del nuovo album “Drop”, un lavoro solitario e notturno, così lo ha descritto il nostro Andrea Lucarini, che ha ottenuto un 8 pieno nella nostra ultima recensione. L’ex suicide girl fa le cose sul serio e ci consegna un disco solido e destinato a restare, dotato delle caratteristiche giuste per conquistare nuove fette di pubblico in Italia e all’estero.
Ho collaborato con vari artisti nel corso degli anni: John Koester, Pete Namlook, Umberto Palazzo, Johan Hinders, Costanza Francavilla etc.. sono assolutamente favorevole!! ho anche due progetti paralleli, “Santasede” con Raymond Dijkstra e “T.T.L” con Lorenzo Montanà. L’album è stato registrato per metà in casa e l’altra metà idee nate durante i viaggi, registravo le tracce su laptop tra un day-off in albergo e giornate passate al mare che sicuramente è stato l’elemento fondamentale per la costruzione generale di questo album.
Drop è inevitabilmente il risultato di varie contaminazioni. Quali atmosfere e quali ascolti musicali ti hanno influenzato ed accompagnato in questo lavoro?
L’ispirazione principale è stata l’ elettronica sperimentale anni 90, chill-out ed acid. Ovviamente cercando di adeguare il tutto ad una forma piu “song” e ad una stesura meno astratta. Sono davvero soddisfatta del risultato, perché era da un paio d’anni che volelvo concretizzare queste sonorità. Ho riascoltato tutta la scena Belga come R&S e Bonzai Records ma anche Instinct ambient Europe e KK records, da cui si passa da suoni più acid e taglienti alle atmosfere più organiche ed impalpabili.
Se dovessi scegliere 3 pezzi di questo disco quali ci segnaleresti? Hanno un significato particolare per te?
Ovviamente ogni brano rappresenta molto per me ed è sempre difficile fare una scelta, ma posso dire che “Spin Around”, “Deep blue river” e “A lone boy”, sono particolarmente significativi, visto che raccontano alcuni momenti ed eventi che sono rimasti impressi come immagini vivide, ed ogni volta mi riportano esattamente all’attimo stesso, ma non voglio raccontare troppo, perché credo che ognuno debba essere libero di portare le proprie emozioni.
Quale è stata la tua reazione dopo che hai scoperto l’invito al prestigioso SXSW?
In realtà è il secondo anno che partecipo al SXSW, ed è sempre un piacere suonare li, è un ottima occasione per incontrare altri musicisti da tutto il mondo e conoscere tutte le novità musicali che vengono proposte, ed esibirsi di fronte ad un pubblico esperto.
Come vivi il maggiore successo ottenuto all’estero rispetto a quello che hai in Italia? Ci pensi spesso?
Credo che influisca il fatto che all’estero ci sono canali più vicini e specifici per le mie sonorità, che in Italia mancano. Fondamentalmente è dovuto alle radici culturali che l’Italia ha sempre sponsorizzato negli ultimi 50 anni, più di supporto al cantautorato di stampo politico o alla canzonetta da radio che ad altre realtà.
Quale è stato per te il miglior disco del 2013?
Non c’è stato un album, mi sono piaciuti particolarmente “Siriusmo – Enthusiast”, “Steve Moore – Pangea Ultima”, “Akkord- Akkord”, “House Of Black Lanterns”, “Soft Metals – Lenses”
Le prossime date del tuo tour in Italia e in Europa?
Abbiamo appena suonato in set elettronico venerdì 23 al Plastic di Milano. Ci sono altre date in arrivo poi in tutta Italia e stiamo lavorando per Asia e Sud America. Le date confermate sono sempre aggiornate su www.tyingtiffany.com
Il pubblico presente ai tuoi concerti è cambiato nel corso della tua carriera? Che rapporto hai con i tuoi fans?
Sono molto grata di avere dei fans che mi seguono da tempo, in molti fin dall’inizio ed altri acquisiti anno per anno, mi supportano costantemente e cerco di tenermi in contatto stretto, per quanto possibile, rispondendo sempre alle mail e ai messagi sui vari social.
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Interview: Borghese
Massimo Bonfigli
Ho avuto modo di conoscere ed apprezzare musicalmente questo bravissimo cantautore abruzzese, con il quale ho scambiato due parole in occasione della ristampa dell’album di esordio dal titolo “L’educazione delle rockstar”. E’ un personaggio abbastanza particolare, ecco cosa ci ha detto:
Ti dico subito che Borghese non è né un singolo, né una band. E’ una maschera teatrale che suona con un passamontagna, creata ad arte dal sottoscritto; e’ un alter ego sotterraneo che mi rappresenta solo parzialmente e al tempo stesso mi completa. E’ un escamotage espressivo che mi consente di creare un mondo parallelo alla mia vita, che è il mio ma non è il mio, un’esistenza che mi permette di scrivere di storie lontane da me utilizzando la prima persona. E’ un megafono che amplifica pensieri difficilmente esprimibili e una maschera dietro cui nascondersi, scegliendo di essere completamente libero di scrivere qualsiasi cosa senza filtri. E’ il prototipo dell’impiegato con il nodo alla cravatta troppo stretto che grazie alla musica può vivere una dimensione completamente libera e liberata. A questa idea che si avvale di testi e musiche scritte da me, contribuiscono in maniera robusta gli apporti musicali degli altri della band: Giacomo Pasquali (chitarrista e produttore artistico del progetto), Daniele “Verz” Domenicucci (batteria), Gianluca Di Toro (basso). Ecco spiegato il motivo per cui ti dicevo che siamo/sono a metà tra un cantautore e una band.
Il disco di esordio appena ristampato si intitola “L’educazione delle rockstar”e tu sei l’autore sia di tutti i testi che delle musiche, ecco, quali sono i messaggi contenuti tra le righe ed in generale quali sono le sensazioni che vorresti trasmettere ad un potenziale ascoltatore del CD?
Massimo, l’unico sottotesto che compare volutamente in ogni rigo del disco è l’ironia e la provocazione. L’educazione delle Rockstar è un disco che ti piace al primo ascolto, al secondo lo capisci meglio e lo detesti ma ti è già entrato in testa, al terzo sei completamente plagiato e devi ammazzare qualcuno vestito di giallo. Attenzione, il primo disco di Borghese è pericolosissimo….
Parliamo un po’ di “bella ciao” singolo di punta che tra l’altro ha raggiunto un ottimo successo di visualizzazioni su XL. Il titolo è piuttosto “impegnativo” e di conseguenza sui social ho letto qualche polemica a riguardo. Quanta provocazione voluta c’è da parte tua ed invece quanta interpretazione errata c’è da parte delle altre persone sul significato di questo brano?
Nel caso di Bella Ciao la provocazione ha raggiunto livelli tali da rasentare la mascalzonata. Partendo dal presupposto di avere un’offerta politica trasversalmente indegna dell’elettorato italiano, ho riflettuto sul concetto di Liberazione, pensando che per un neo laureato con una vita davanti questo coincida con la fuga dal Paese. Allora ho preso il titolo della canzone che rappresenta per antonomasia e oramai in maniera più retorica che sostanziale la Liberazione, ne ho preso le prime cinque note del ritornello e ho scritto un altro testo in cui un tipo si risveglia la mattina con una tipa (Italia) che mantiene a casa sua, naturalmente metafora della classe politica da cui il paese è afflitto come malattia invece che cura; presa coscienza di ciò la sbatte fuori casa dicendosi “C’è differenza tra una stronza di destra e una stronza di sinistra? La prima dopo l’amore ti fa la pagella e la seconda ti fa la recensione. Questa mattina mi son svegliato, bella ciao, Italia ciao”. Non hai idea delle risate che mi sono fatto scrivendola e immaginando le reazioni. Ha destato effettivamente molte polemiche, soprattutto dal pubblico di repubblica che evidentemente è più legato alla storia ma non alla sostanza del pezzo originale. Magari sono le stesse persone che hanno digerito in fretta e furia Renzi come leader di un partito di sinistra.
Il video è davvero particolare e divertente (troverete il link a fine intervista ). Raccontaci un episodio simpatico accaduto durante le registrazioni.
Abbiamo girato il video il 25 di agosto salendo a 1800 metri in cinquanta con le maniche corte. Abbiamo girato il video a 9 gradi con fulmini che scendevano a 50 metri di distanza da noi. Abbiamo noleggiato un carro funebre e girato le scene del playback in un cimitero dove ci hanno chiuso dentro per evitare che scappassimo con il mezzo. Ad un certo punto si è fermata una macchina di pastori e uno ci ha detto in dialetto “Ma state facendo un film o una mattità?” Mentre giravo le scene nell’interno del carro, la gente si fermava, mi guardava con la maschera e si faceva il segno della croce credendo che fossi morto sul serio. Ti basta?
Ho visto che hai partecipato all’ 1MFestival Contest di musica emergente al fine di poter esibirti al Concertone del primo maggio in P.zza San Giovanni a Roma purtroppo senza riuscire a passare il turno ma raggiungendo tuttavia un buon risultato, ecco, quanto conta secondo te per una band una vetrina come quella ma soprattutto mi interessa sapere che opinione ti sei fatto in genere sui contest?
Siamo arrivati intorno al 20esimo posto su oltre 500 band iscritte; arrivando dalla provincia e essendo al primo disco non potevamo contare su un bacino infinito di like che comunque sono stati tanti (1500); pochi però in confronto a band con numeri da sfruttare molto alti. Nonostante questo ci siamo piazzati benissimo, con un voto altissimo della giuria di qualità che però pesava solo la metà del giudizio. Siamo un progetto per pochi… I contest sono un buon modo per sperperare i soldi che ti sei guadagnato e nella maggior parte un mezzo veloce per mangiarti il fegato per quanto sono pilotati e superficiali nei criteri organizzativi. Non tutti, per carità. Ma quasi.
Invece la normale attività “live” come sta andando, ho visto che cominciate ad aprire per band piuttosto importanti, ti ritieni soddisfatto al momento?
Il tour è finito, stiamo scrivendo il nuovo disco che uscirà presumibilmente per l’anno prossimo. E’ andato molto bene, abbiamo fatto circa 40 date in tutta Italia con un crescendo di partecipazione e di soddisfazioni. Abbiamo aperto per band importanti come Le luci della centrale elettrica, Nobraino e Management del dolore post operatorio, abbiamo duellato nel disco con due band che ci piacciono molto come Nadàr Solo e Albedo. Abbiamo organizzato tutto noi e ciò ci è valso l’interessamento di svariate agenzie di booking per il prossimo tour. C’è da essere molto soddisfatti.
Cosa stai ascoltando di bello adesso? C’è qualche gruppo secondo te che merita attenzione particolare?
Non sono un ascoltatore compulsivo, in genere prendo in esame pochi dischi e li ascolto fino a quando non ne capisco la genesi e lo stile compositivo. Se dovessi fare il nome adesso direi Naked and Famous, ci sto sotto.
“La differenza tra una stronza di destra e una stronza di sinistra è che la prima dopo l’amore ti fa la pagella con tutte le amiche, mentre la seconda apre gli appunti di viaggio e ti fà una recensione” sono più o meno le parole contenute nel testo qui sotto, salutiamoci con una battuta e togliendoci una curiosità…….tu come te la sei scelta?
Bionda !!



