Interview – Il silenzio delle vergini

Colonne sonore per cyborg senza voce è il disco di debutto de Il silenzio delle vergini, in uscita questo 2017 per (R)esisto. Si naviga in un ambiente sonoro che la band stessa definisce “art rock, forse semplicemente musica”. In effetti, il disco fatica  ad essere relegato in un genere preciso, ma poco importa, anzi. Come sempre, ciò che davvero conta è che la musica riesca a comunicare sul piano emotivo. Abbiamo contattato Armando (il chitarrista) per rivolgergli alcune domande via mail. Buona lettura!

Partiamo dal nome del progetto – Il silenzio delle vergini – che mi incuriosisce molto. Come è nato?

Il Silenzio delle Vergini è un progetto nato nel marzo 2016, quando io e la bassista( Cristina Tirella) dei Tic Tac bianconiglio abbiamo deciso di percorrere nuove soluzioni sonore.
Siamo quindi entrati in sala prove e,  abbiamo tirato fuori le canzoni che potete ascoltate da ”Colonne sonore per cyborg senza voce”. Dopo le registrazioni, ascoltando i pezzi abbiamo deciso di fare un piccolo cammeo delle nostre opere cinematografiche preferite, ovviamente ”Il silenzio degli innocenti” e ”Il giardino delle vergini suicide”, da li il nome.

La musica è una forma d’arte che spesso si combina, influenza e/o viene influenzata a sua volta da altre forme d’arte (la stretta connessione tra cinema e musica, la letteratura, l’uso di visuals e, perchè no, anche i videogames). Colonne sonore per cyborg senza voce si ispira all’opera del mangaka Shotaro Ishimori (Cyborg 009). Vi va di approfondire questo aspetto?

Shotaro Ishinomori è sempre stato un autore interessante, perchè nei suoi manga ci sono moltissime tematiche attuali anche al giorno d’oggi.
Una fra tutte è il rapporto ”uomo-macchina”, così come il tema dell’olocausto nucleare o della complessità psicologica dei suoi personaggi.
In ”Cyborg 009”, tutti questi aspetti vengono analizzati molto bene da Ishinomori, e quindi per queste ragioni questo manga è un capolavoro.
In ”Colonne sonore per cyborg senza voce” abbiamo cercato di creare  un piccolo cammeo anche per quest’opera che adoriamo, pensando più a delle brevi colonne sonore piuttosto che a delle canzone vere e proprie.

Ciascuno di voi proviene da una proprio “percorso musicale”. Come e quanto ha inciso la vostra esperienza pregressa nel progetto de Il silenzio delle vergini?

Tutte le esperienze musicali sono ovviamente interessanti e noi siamo il prodotto di queste. Io ad esempio provengo dal mondo punk, e dal mondo degli ascolti noise, Cristina invece adora Nico così come Rino Gaetano, quindi direi spazia parecchio.

Come nascono i vostri pezzi?

Io direi che i nostri pezzi, che io chiamerei ”Colonne Sonore” nascono da idee che si sviluppano al momento, senza pregiudizi.
Non abbiamo mai fatto canzoni decidendo in maniera preconfezionata il riff o i testi da inserire, tutto nasce da idee libere, magari chissà tipo ” libere associazioni.”

Il vostro sound risulta di difficile etichettatura, dotato di una forte attitudine sperimentale. Un rock che si tinge di sfumature diverse: metal, psichedelia, elettronica, grunge, stoner, post rock. Come definireste la vostra musica?

Art rock, forse o semplicemente musica.

Colonne sonore senza voce, nè titolo. Perchè nessuna parola e nessun titolo?

Perchè siamo già troppo abituati alle parole che infettano il nostro mondo, magari lasciando spazio alla musica si possono lasciar fluire anche le emozioni. Questa società ha bisogno secondo me di emozioni e di un pò di cuore.

Forse è un po’ prematuro chiederlo, ma la domanda sorge spontanea (quantomeno per me): darete una voce e un titolo ai vostri pezzi nel prossimo disco?

Se ci sarà bisogno di parole magari si, il linguaggio verbale è un ottimo veicolo di comunicazione se usato nella maniera opportuna. Nella società in cui viviamo spesso i discorsi sono fini a se stessi e la gente parla solo come effimero esercizio di comunicazione.
Credo sia molto più interessante esplorare territori poco battuti, come il linguaggio dei segni( LIS) o linguaggio simultaneo creato dalle immagini. Questi linguaggi comunicano anche senza parole e a volte sono più diretti, inoltre se la musica è fatta bene è un grande mezzo di comunicazione.

Tre aggettivi per descrivere Colonne sonore per cyborg senza voce.

Dirompente, Aggressivo e melanconico.

Avete in programma live?

Da gennaio ad aprile abbiamo partecipato a 6 live molto intensi e molto particolari, segnalati anche sulla nostra pagina Facebook. Riprenderemo con altra attività live da settembre-ottobre, con tante novità segnalate sulla nostra pagina, che potete trovare cliccando ” Il silenzio delle Vergini”.

Grazie mille e in bocca al lupo ragazzi!

 

 

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