Interview – Marat

Esce venerdì 18 febbraio 2022 1001, il nuovo singolo di Marat che segna il suo ingresso nel roster de Le Siepi Dischi. Un nuovo capitolo per la cantautrice romana, una metafora del numero minimo di personalità che ognuno di noi contiene e che non è possibile riassumere in un aggettivo o giudizio. Il brano è anche parte della colonna sonora della serie “Christian” uscito su Sky il 28 gennaio 2022.

1001 possono essere anche i chilometri di distanza che crea qualcuno con qualcun altro quando lo etichetta in modo permanente e superficiale. Questa canzone è il grido di una Mina che si è stufata di essere quella che viene sempre vista nascondersi dietro una voce bella. Ed è anche la storia di Marat che un minuto sai chi è e quello dopo no. Forse, è anche questo il bello dell’esistenza.

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Noi non abbiamo saputo resistere, e gli abbiamo fatto qualche domanda.

  1. Quali sono le tue influenze musicali? Qualcosa che davvero non ci aspetteremmo mai? 

La domanda a cui faccio in assoluto più fatica a rispondere. So cosa ascolto e provo ad interpretare come questo possa aver inciso sulla mia musica. Credo che Samuele Bersani abbia giocato un ruolo importante insieme a De Andrè, poi sono arrivati Brunori, Dimartino, Carnesi, Colapesce, La Rappresentante di Lista e Giovanni Truppi a chiarirmi tutto. Altra e ultima cosa da dire è che probabilmente mi ha anche molto influenzato l’enorme quantità di rock e di prog che ho ascoltato tra i 14 e i 18 anni (Genesis su tutti).

  1. Quali sono le difficoltà di essere una cantautrice della scena indipendente? 

Ne vedo almeno 4 in 3 parole che sono nella domanda. Essere un cantautore è ormai considerato un hobby per persone stravaganti figo, anzi la cosa più figa di tutte, SOLO se sei famoso. Essere cantautrice? Voi siete fortunate perchè c’avete la figa. La parola scena forse è quella più pericolosa e problematica perchè si ha proprio la sensazione che questa scena non esiste più e chi ci è rimasto a vagare, confuso, fa anche in modo di essere super individualista e non filarsi nessuno. E poi vabbè, indipendente, è quell’aggettivo che non passerà mai di moda per dire che per fare un disco o ti danno i soldi i tuoi oppure ci metti 3 anni solo per metterli da parte e poi essere rifiutato da chiunque, TRANNE in cambio di altri soldi.

Si, direi che sono molto a mio agio in questa dimensione.

  1. Cosa vorresti che ti avessero detto prima e che invece hai scoperto da sola? 

Che bisognava essere o molto ricchi o molto fortunati e ricchi o molto pazienti (tipo 10-20 anni di pazienza) per fare il cantautore in Italia. Mi avrebbero dovuto avvisare che non è considerato un lavoro nemmeno da chi lo fa di lavoro e quindi forse avrei iniziato da prima a rivolgermi più alla musica che alla “scena” della domanda sopra.

  1. Perchè “1001” è un ottimo modo per conoscerti? 

Perchè ti chiarisce che banalizzare e dire che mi conosci mi fa molto incazzare. E poi perchè magari scopri a specchio che anche tu sei un essere complesso, che magari ha si quell’aspetto positivo di cui va super fiero, ma magari anche uno molto negativo di cui non ti sei mai accorto.

  1. Quale domanda avrei assolutamente dovuto farti e non ti ho fatto? Quale invece la risposta? 

Sei soddisfatta del lavoro che hai fatto con il tuo team (musica, produzione, promozione)?

La risposta è: totalmente. Non avrei potuto incontrare persone migliori. I musicisti con cui suono praticamente da sempre hanno portato il loro mondo nello studio di Indigo e grazie alle mani e alle orecchie sapienti di Fabio Rizzo e Donato di Trapani abbiamo fatto un lavoro di suono bellissimo. Arianna Puccio (Art direction), Edoardo Conforti (Foto), Conza Press (Ufficio Stampa) e Le Siepi Dischi (sono una new entry ma già stiamo a pieno regime), hanno fatto si che tutto funzionasse magicamente. Bello, grazie. Ah e grazie della domanda!

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