Interview: Le Notti Bianche

In occasione dell’uscita del loro ultimo singolo (il quinto per pubblicazione, il primo con Revubs Dischi), abbiamo fatto due chiacchiere con i campani Le Notti Bianche, che ci hanno raccontato qualcosa in più su “Inverno 3310” e sui loro progetti per il futuro.

Le Notti Bianche, siete un duo e da duo dovrete rispondere alla nostra prima domanda: trovate, l’uno nell’altro, ciò che vi completa, compensando qualitativamente doti e capacità che alle vostre individualità mancherebbero.

Su questa domanda si potrebbe scrivere un libro, ma cercheremo di essere quanto più sintetici. 

Rino senza dubbio è il lato “tecnico” de Le Notti Bianche, Fra quello emozionale. 

Rino è più organizzato, Fra rimanda sempre tutto all’ultimo giorno. 

Rino studia chitarra classica, Fra studia filologia. 

Siamo diversi su tante cose, ma è quello che ci rende unici.

Come vi siete conosciuti, tra l’altro? Da dove nasce il progetto?

Ci siamo conosciuti una notte d’estate e abbiamo scoperto di avere alcune passioni in comune: le pizze, le birre in lattina comprate al discount, i libri e sopratutto la musica. “Le Notti Bianche” è una conseguenza logica e naturale di tutto ciò. 

Tra l’altro, di certo non siete degli sbarbatelli: all’attivo, già cinque singoli (compreso l’ultimo uscito) e numeri interessanti per una realtà emergente. Oggi, sembra che gli artisti preferiscano pubblicazioni numerose di singoli, piuttosto che affrontare l’uscita di un disco; perché, secondo voi?

La musica purtroppo sta diventando sempre più veloce e un disco per una band indipendente richiede troppo lavoro e poco risultato, per questo si preferisce lavorare con i singoli.

Tra l’altro, in un mondo che corre, anche il pubblico riceve musica come un panino in un fast food e diventa difficile riuscire a comprendere il duro lavoro che c’è dietro anche alla pubblicazione di un solo brano di soli 3 minuti.  

Parliamo di “Inverno 3310”, che sullo sfondo si gode la bellezza partenopea di Napoli. Cosa c’è dietro questa canzone? Questo inverno che attanaglia il cuore sembra essere frutto di una metafora dai tanti significati…

“Inverno 3310” è un brano molto riflessivo, scritto in un giorno di pioggia su un treno per Napoli

É una canzone che racchiude la voglia di fermarsi a godere i piccoli attimi di quotidianità in un mondo in cui siamo troppo distratti e veloci. Per questo motivo, a volte, ci sentiamo dei 3310 in un mondo di iPhone

Nel brano fate riferimento anche alle Instagram Stories: voi che rapporto avete con i social?

Sicuramente un rapporto difficile…

Facciamo un gioco, per gli amanti del vintage: associate ad ogni vostro singolo uscito un capo d’abbigliamento, in modo da tirare fuori una passerella di canzoni che possano rivelare l’essenza dello stile “Notti Bianche”!

“Passeggiate”: Polo Lacoste. 

“Erasmus”: Jeans Carrera.

“Astronauti”: Calzini originali di Louis Armstrong. 

“L’ultimo ballo”: Vans rotte.

“Inverno 3310”: Felpa Nike. 

Tre artisti emergenti che vi fanno impazzire.

Calmo, Gabriele Troisi, svegliaginevra.

Diteci “ciao” con un proverbio delle vostre parti.

Prima del proverbio vi ringraziamo per la bellissima intervista.

Dicette o pappice vicino a’ noce, ramm’ o tiemp’ ca te spertose.

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