Interview – Dj Aladyn

Esce venerdì 8 gennaio 2020 il nuovo singolo di Dj Aladyn, un brano che nasce con la volontà di raccontare come, in questo caso, anche la figura demoniaca più cattiva dell’Universo, possa, con la dovuta volontà, pazienza, supporto e amore tornare a diventare buona. Un nuovo singolo che nasce con l’intento di sfatare la perenne battaglia tra “bene” e “male”, dove nessuno nasce “buono” o “cattivo”: semplicemente si è amati o meno. Il testo è ispirato a John Milton (Paradise Lost) e a Dante Alighieri (Divina Commedia), per la loro incredibile capacità di narrazione.

Paradise Lost è il frutto della collaborazione tra Dj Aladyn e MEUS, giovane cantautrice di Ravenna, già presente con Colors and Shape e Bad Infections nella colonna sonora di Untradional 2 serie televisiva di Fabio Volo andata in onda su Comedy Central. 

Per l’occasione, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Dj Aladyn, ed ecco cosa ci ha raccontato.

Negli ultimi anni sono tornati di moda i vinili, che negli ultimi due anni sono stati più acquistati dei cd. Come mai secondo te?
Da collezionista di vinili di possono confessare che sono contento che il mercato del cd continua a perdere mentre quello del vinile sta raggiungendo livelli record di vendite. Amo il vinile perché’ hai un riferimento tangibile da odorare, toccare (x chi fa scratch come me lo adori), mi piace perché è un elemento distintivo, dalla collezione di una persona puoi capire a quale genere e cultura appartiene. Per molti i dischi ed i giradischi sono diventati oggetti d’arredo, danno quel tocco di vintage, una copertina di un vinile ti può’ diventare anche un bel quadro, con un supporto digitale perdi questa magia. Con il digitale ho un ascolto nevrastenico, spesso skippo a meta’ canzone, ascolti tantissimi artisti ma non ti affezioni a nulla.

Quando appoggi la puntina sul solco del disco entri nella quarta dimensione.

A chi vuole imparare a suonare coi vinili, cosa consigli di fare?
Comprati 2 giradischi e un mixer, chiuditi in studio/camera e allenati allo sfinimento. Dal lontano 1990 che non ho mai smesso… Soprattutto fallo con passione!

Per gli ignoranti: che cos’è l’arte dello scratch?
Qui parliamo di arte nel suonare il giradischi (Turntablism). E’ una disciplina che arriva dalla cultura Hip-Hop, l’inventore dello scratch fu Grand Wizard Theodore. Difficile da spiegare… lo vedo come un veicolo per comunicare quello che non riesci a trasmettere con le parole, una formula mistica, una preghiera, forse un mantra. Sto ancora cercando di capire perché ha questo effetto su di me.

Come sei entrato in contatto con le figure di John Milton e Dante Alighieri?
É merito di Meus. Mi ha raccontato che dopo aver sentito la base gli è venuto in mente un sogno fatta da bambina: scendeva le scale del condominio dove viveva, il portone era sbarrato all nonna e da un demone. Poi ha pensato alla genesi di dante e al paradiso perduto di Milton, e cosi’ è nato il testo.

Com’è cambiata la scena musicale dal 1990 ad oggi?
La musica è come la legge di Lavoisier: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto di trasforma. Come artista, sono molto legato alla scena rap ed elettronica dei 90, oggi sento molte idee che arrivano da quel periodo. C’è tanta spazzatura ma anche molte cose interessanti, nel mondo del digitale bisogna sapersi muovere come in Matrix  per scovare i tesori nascosti.

La domanda che non ti ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?
E’ vero che sei cintura nera di caricamento lavastoviglie?

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