Interview- I Giocattoli

Correva l’anno 2017 e nella bella Palermo a scopo originariamente ludico, sbocciava  una nuova band il cui esordio segnò già il raggiungimento di importanti traguardi. Parliamo de I Giocattoli e i loro due singoli Sulla Neve e Il Ragno (usciti in anticipo rispetto al loro primo album a cui stanno tutt’ora lavorando) che hanno superato le 10 mila visualizzazioni su Youtube in soli tre giorni.

Poca esperienza, ma un ampio bagaglio di cultura musicale si portano dietro i nostri Giocattoli, i quali, attraverso le loro note e i loro dolci suoni ci trasportano in un’altra realtà, creando un’atmosfera squisitamente delicata.

Non vediamo l’ora di divertirci con l’uscita del loro primo album!

Un nome non del tutto indifferente il vostro, per caso indica il gioco e la naturalezza con cui vi siete formati?

Si. Siamo nati in due, soltanto per divertirci. Avevamo delle cover “stupide” da pubblicare. Dovevamo creare una pagina su Facebook per poterle condividere ed abbiamo scelto appositamente nell’immediato “I Giocattoli” senza pensarci due volte!

Suoni smaccatamente indie-pop, chi sono le vostre muse ispiratrici?

I punti di riferimento in comune sono sicuramente: The Cure, Talking Heads, Diaframma, Tenco ed altri grandi del cantautorato italiano.

Sono usciti ancora solo due singoli perché state lavorando al vostro primo progetto, cosa preferite che i vostri fan apprezzino delle vostre canzoni?

La nostra semplicità. La nostra “sincerità” nel comporre.

Citate in “Sulla Neve” la bella e calda Palermo, mi piace quando gli artisti, autori, cantanti considerano la propria città d’origine e la infilano nelle proprie creazioni. Avete un rapporto particolare con Palermo o non centra nulla con quello che siete diventati adesso?

Si. Con Palermo c’è un rapporto di amore ed odio costante. Palermo è una città meravigliosa che nonostante tutto riesce sempre a rimanere piacevolmente nei cuori e nei ricordi delle persone. Offre poco e non è super organizzata. Ma quel poco supera di gran lunga altre grandi città in Italia e fuori. Io ad esempio non mi trasferirei mai di spontanea volontà.

Il testo de “Il Ragno” lo considero delicato e dolce , quanto è importante per voi e in che periodo della vostra vita è stato scritto?

Per noi “Il Ragno” è molto importante. Il nostro obiettivo era proprio quello di trasmettere dolcezza, semplicità e delicatezza. E’ nato in un periodo non bello. In un periodo in cui molti affetti andavano via e la notte regnavano solitudine e pensieri.

Che cosa vi aspettate dalla prossima uscita del vostro album e cosa significherà per voi?Siamo nati da pochissimo ed in pochissimo tempo stiamo riscontrando sempre più consensi, quindi non sappiamo cosa aspettarci dall’uscita dell’album d’esordio. Possiamo solo sperare che piaccia anche più dei primi due singoli. Per noi sarà un passo importante. Un inizio concreto.

La canzone a cui siete maggiormente legati?

Duilio: Exit (Music for a film) dei Radiohead

Ernst: Il Bel Canto dei Ministri

Chiara: Neon Noon dei Kasabian

Davide: Costruire di Niccolò Fabi

Avremo la possibilità di vedervi quest’estate in giro per l’Italia o è ancora troppo presto?

Quest’estate forse solo qualche data in alcuni importanti festival, preferiamo concentrarci sulla realizzazione del disco. Ma per il 2018, con l’uscita dell’album sicuramente avremo parecchie date in giro per l’Italia. Non vediamo l’ora!

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