Interview: Emanuele Lapiana (N.A.N.O.)

Ve li ricordate i c|o|d? Bene, se la risposta è “si” siamo già sulla buona strada. Nel caso fosse “no” allora o siete troppo giovani oppure vi manca un grosso pezzo della storia dell’indie italiano e dovete di corsa recuperare il sound perduto. In un caso o nell’altro Emanuele Lapiana, leader della formazione trentina e attivo da un bel po’ sotto il nome d’arte di N.A.N.O., ha deciso di “pensarci lui”, facendo la gioia sia dei neofiti sia di chi è cresciuto “lavorando duro come un replicante in una piccola bottega di periferia” (citazione di uno storico brano dei c|o|d). La ristampa dell’album più intenso e introvabile del suo gruppo è diventata realtà: una raccolta fondi perfettamente riuscita su Musicraiser (e non ancora finita!!) ha sancito che Preparativi Per La Fine merita una ristampa in piena regola. Vedere che è stato superato addirittura l’importo richiesto non può che essere fonte di soddisfazione per la band ma anche per noi, umili fan, che da sempre partecipiamo emotivamente alle vittorie e alle sconfitte di Lele e compagni. Proprio con il cantautore di Trento abbiamo scambiato due chiacchiere via mail su quello che ci attende dopo questa ristampa, ma, perché no, anche sul suo passato…

Buongiorno Lele,come stai? Da dove ci scrivi?
Ciao Ricky, sto bene e sono a casa mia, a Trento.

Allora, iniziamo a misurare il grado di felicità: il crowdfunfing per la ristampa di ‘Preparativi per la fine‘ è praticamente arrivato al 100%. Te lo aspettavi in così poco tempo?
No davvero. Immaginavo fosse un traguardo raggiungibile, ma pensavo che saremmo arrivati come sempre, con l’acqua alla gola. E invece abbiamo appena superato il 100%, ed abbiamo ancora una ventina di giorni a disposizione. La sensazione è davvero dolce e positiva. E’ una cosa energetica. Decisamente.

Nel tuo nuovo spettacolo, di cui poi parleremo, ci racconti di un momento della tua vita in cui la musica non faceva più parte del tuo quotidiano. Ora invece leggiamo un comunicato stampa che ti riguarda in cui oltre alla ristampa si parla di un libro, un tour, un disco nuovo. Questo è il Lele che conosciamo, eppure c’è stato anche “quel” Lele…incredibile. Io ancora non mi capacito a pensarci, pensa te. Come vedi, oggi, quel momento della tua vita?
Smettere di suonare è stato difficile, durissimo. Ma ho voluto farlo in quel periodo, e la mia vita si è arricchita di moltissimi altri input. Ho cominciato ad interessarmi a cose nuove e diverse, e a frequentare mondi, linguaggi ed antropologie differenti.E’ stato difficilissimo, ripeto, mane è valsa la pena; ora ho una gran voglia di suonare, scrivere, sperimentare.

Vogliamo partire da PPLF? Com’è nata l’idea di ristamparlo e di rivolgersi a un crowdfunding?
La ristampa era un’idea che c’era nell’aria da anni. PPLF ci ha visti fare una decina di date tra il 2005 ed il 2006 dove abbiamo venduto praticamente tutte le copie; è una costante nelle richieste tramite i social o alla fine dei concerti dei vari membri storici. Il crowdfunding è un’idea che sfiora la mente di qualsiasi musico di questi tempi. Ci ho studiato sopra qualche mese, mi sono preparato e poi sono partito all’arrembaggio della rete. Inizialmente noi stessi eravamo poco convinti del budget. Sembrava altissimo. Ma poi abbiamo fatto i conti. Per tenere il livello della ristampa alto (vinili “seri”, grafiche e packaging belli e di qualità) erano necessarie certe cifre, punto.

Ci saranno anche 4 inediti: come mai a suo tempo erano rimasti fuori?
A suo tempo fu una scelta estetica che rifarei senz’altro anche oggi. Quei brani sembravano già appartenere ad una fase successiva della band. Sono brani sperimentali rispetto agli altri del disco. Delle vere e proprie b-side. Ascoltandole con attenzione si possono trovare molti ingredienti compositivi caratteristici dei c|o|d dell’epoca, ed intuizioni ritmiche che si ritrovano su altri brani del disco. Erano un po’ i parchi giochi dove abbiamo affinato alcune scelte stilistiche di allora, ma non avevano ancora la “dignità” di brani da disco. Erano b-sides. Appunto. La ristampa speciale ci sembrava il posto e l’occasione giusta per utilizzarle. Ci sembrava obbligatorio dare ai Funders qualcosa di nuovo e nello stesso tempo autentico e coerente con i c|o|d di allora.

In questi anni hai avuto una canzone “preferita” da quel disco o sono cambiate a seconda del tuo umore o delle contingenze?
Lowrenzo è una delle mie canzoni preferite in assoluto. Anche Desolee mi piace molto. In generale penso che PPLF sia uno dei dischi più intensi tra quelli cui ho partecipato, e quindi mi piace tutto molto. Ma senza dubbio Lowrenzo è il mio brano preferito.

Mi emoziona sapere che, legati alla ristampa, saranno anche eseguiti dei piccoli concerti in cui il disco sarà riproposto per intero. Sarà una bella emozione, per chi sarà presente, ma tutto sommato anche per voi: l’affetto per quel disco lo toccherete davvero con mano, no?
Abbiamo optato per la formula del concerto segreto perché volevamo intimità. Massimo 50 persone a concerto. Luoghi particolari ed inusuali. Affetto e rispetto. PPLF ha lasciato un segno nelle nostre vite. Ed ora, a molti anni di distanza basta un piccolo cenno e tutto si risveglia. Ero sinceramente convinto che non avrei più fatto concerti con il nome c|o|d. Ma questa è un’occasione speciale. E vista la risposta credo sia stata una scelta giusta.

Giusto poco tempo fa ho assistito alla “data” zero del tuo spettacolo basato su lettura e canzoni. Una serata molto emozionante, perchè, come nel tuo stile, è stata assolutamente sincera e senza filtri. Sopratutto è emerso il magnifico legame con Dennis Pisetta. Già ne parlavamo “in privato”: credo che il tuo vero impegno arriverà quando ti “misurerai” con un pubblico diverso da quello di Trento, che magari non ha così forte e lucido il ricordo di Dennis e li dovrai essere ancora più coinvolgente per farli entrare nell’immaginario della vita di Dennis. Che ne pensi?
Penso che tu abbia ragione. Raccontare di Dennis è importante, non perché era un mio amico, ma per la sua storia di essere umano, per quello che è stato per gli altri durante la sua vita, il suo essere una persona straordinaria. Ho scritto questo spettacolo proprio perché credo che la sua storia possa interessare e piacere a molti, ed è un pretesto perfetto per parlare del cattivo rapporto che abbiamo tutti con l’insuccesso, che è poi del tema principale dello spettacolo.
Lo stiamo mettendo a punto in questi giorni proprio per renderlo “esportabile” (:-O) anche a chi non sa nulla di me né di Dennis. L’ambizione è quella di fare passare alle persone una serata dove si ride e ci si emoziona molto. La razionalizzazione della storia arriva nei giorni successivi.

Ho letto che si parla anche di un libro. Mi puoi dire qualcosa di più?
Si, il libro è il pretesto per portare in giro lo spettacolo..:-))
Si tratta di una raccolta di miei scritti vari,in forma di racconti e di poesie, di canzoni scelte, ed una storia illustrata. Sto lavorandoci insieme a Sonia Lunardelli (che è una bravissima pittrice ed è colei che mi ha messo in testa la Gallina che sarà il trait d’union di tutto lo spettacolo) ed Anna Formilan, che è una bravissima illustratrice ed una delle persone più mirabolanti che io conosca.

C’è un nuovo disco in preparazione, immagino uscirà sotto il nome di N.A.N.O. o userai la sigla c|o|d?
Uscirà come N.A.N.O. Ci sto lavorando molto duramente. Ho scritto una valanga di materiale nuovo, ma ho estrema necessità di sperimentare, e gli esperimenti richiedono tempo, rigore, forma mentis. Gli strumenti cambiano, i percorsi mentali anche e a me piace contaminare il mio pensiero come la mia musica. Così ho studiato ed imparato moltissimo in questi anni su nuove tecniche e tecnologie compositive, ed ora mi sento pronto a chiudere tutti i brani ed andare in studio.Nel frattempo la band è una vera bomba, e non vedo l’ora di portarla live per fare alcuni brani inediti, insieme al mio repertorio “classico”, per poi andare in Studio a finalizzare il tutto.
La sigla c|o|d vorrei utilizzarla solo per valorizzare il repertorio che già c’è. Siamo cresciuti, diventati musicisti e uomini diversi. Non trovo sensato attaccarci ad un’etichetta anche se sarebbe più comodo, per certi aspetti..
Mi rendo conto che sembro mio nonno e forse i ragazzi più giovani storceranno il naso, ma l’identità è per me un tema fondamentale. Assomigliare a sé stessi e a nessun altro è un valore. Antico e perduto forse, ma per me importante.

Posso chiederti quali sono stati i tuoi dischi preferiti in questo 2016 appena passato?
Bowie Black Star, Cosmo L’ultima Festa e Frank Ocean Blonde

Bene, grazie ancora caro Lele per la tua gentilezza. Chiudo con una curiosità. Sulla pagina Wikipedia dei C.O.D. si parla di un disco del 1994 chiamato ‘Depero‘ che io non ho mai ascoltato, ma non meriterebbe una ristampa pure quello?
😀
Si, ne abbiamo parlato…ci piacerebbe riunire tutti i lavori “pre Virgin” in una prossima ristampa, ma direi che questo è il momento di PPLF; godiamocelo e vediamo che succede.

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