Interview: Benelli

Si chiamano Benelli, se ne deve parlare al singolare. Hanno pubblicato due singoli via Manita Dischi, il primo Rossa e il secondo Firenze (di questo, curiosamente, non è stato fatto un video, ma è stato distribuito un fumetto che racconta il prequel di ciò che viene narrato del brano – folle ma non troppo!). Sono di Grosseto ma ormai fanno parte di una grande famiglia che è la scena bolognese, e non a caso nella loro musica si possono ritrovare i contributi artistici di Hyppo dei Keaton, Carota de Lo Stato Sociale e Cimini. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro!

Presentatevi a chi non vi conosce ancora! Perchè il nome Benelli?
Ciao! Noi suoniamo bene e siamo belli, da qua il nome!

Se bisognasse per forza catalogarvi in un genere, quale sarebbe?
Spop, lo si capisce al primo ascolto.

La ragazza protagonista di Firenze è la stessa di Rossa?
No sono due persone diverse, abbiamo amato e sofferto molto.

Facciamo un incidente in macchina suona un po’ come il finale di Thelma e Louise. Che storia c’è dietro quel verso? Quanto c’è di autobiografico nel brano?
Con la ragazza di cui parla Firenze uno di noi ha davvero fatto un incidente, il che è abbastanza controproducente se cerchi di conquistare qualcuno. La canzone è molto autobiografica.

Com’è nata la vostra collaborazione con nomi del calibro di Cimini, Carota, ma anche con Duilio Scalici? É come se si stesse formando una sorta di scena bolognese (sappiamo che Duilio non è bolognese, ma lo includiamo lo stesso). Chi ne fa parte?
La scena bolognese c’è da molti anni, probabilmente anche grazie all’ambiente Garrincha, ma non solo. Noi conoscevamo già Cimini da un po’, poi tramite lui e tramite Max di Manita abbiamo conosciuto Hyppo, Carota e tante altre persone che lavorano sul nostro progetto.

Progetti futuri?
Un disco, un tour e imparare a suonare il clarinetto.

La domanda che non vi ho fatto ma che assolutamente avrei dovuto farvi?
Come state? Anche per educazione

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