Interview: Baruffa

Baruffa, il nome di una band o anche il nome di un bar di Rovigo, una storia da raccontare, o meglio urlare, mentre si canta in una vecchia Punto. I Baruffa sono una band, nuova firma della nuova Matilde Dischi, che hanno di recente pubblicato il loro singolo di debutto Rovigo che ci ha fatto un po’ tornare voglia di essere dei ragazzini dagli ideali forti e le autogestioni facili. Ne abbiamo parlato con loro in questa intervista.

Rovigo è una canzone triste? Si può ballare sulle canzoni tristi? Qualche esempio?
No, non è assolutamente una canzone triste. È una canzone nostalgica, in cui la nostalgia è per un periodo che ci piace molto ricordare ma che non riteniamo essere migliore di quello che stiamo vivendo. Sì, si può ballare sulle canzoni tristi, quando il testo tocca qualche tormento personale e il ritmo è incalzante. Ci viene in mente Dancing with myself di Billy Idol.

Presentate il vostro progetto a chi non vi conosce?
Scriviamo canzoni cercando di raccontare quello che viviamo (direttamente o indirettamente), che vorremmo vivere e che abbiamo vissuto. Per quanto riguarda la musica ci piace unire i suoni elettronici dei sintetizzatori a quelli più rock delle chitarre, del basso e della batteria.

Perché è così facile identificarsi nelle storie d’amore liceali? Forse in fondo sono tutte uguali?
Perché tutti abbiamo bisogno di avere nostalgia di un periodo sognante, irrazionale. Quindi, quasi automaticamente, pensiamo a quel momento in cui, per la prima volta, è nata l’esigenza di sperare di passare la vita con un’altra persona. Le storie d’amore liceali sono tutte uguali perché tutti quanti, chi più e chi meno, abbiamo sognato e voluto la stessa cosa.

Qual è la vostra formazione musicale? Ascoltate qualcosa che non ci aspetteremmo?
Abbiamo quattro formazioni abbastanza diverse. Io (Lele) ho ascoltato molto il cantautorato italiano (soprattutto Zucchero, Rino Gaetano, Guccini, Vasco Rossi) e il grunge, in particolar modo i Pearl Jam. Enrico ha iniziato con l’hard rock (Acdc, Iron Maiden, Guns n roses) fino ad arrivare all’underground italiano, Verdena e Subsonica su tutti. Marco è cresciuto ascoltando i Genesis e adora il Jazz e i generi derivati; per citare due tra i suoi artisti preferiti: Mike Stern e Raphael Gualazzi. Luca da ragazzino ascoltava tanto la musica anni ’70, soprattutto i Pink Floyd, poi ha scoperto anche lui il mondo underground, approfondendo molto gli Afterhours.

Come siete entrati in contatto con Davide Maggioni di Matilde Dischi? Abbiamo iniziato a collaborare con Davide a settembre del 2016, quando ci è stato presentato da Cristian Gallana. Nel 2018 ha creato Matilde dischi e ci ha inseriti.

Com’è mangiare focaccia e benzina di prima mattina?
È come avere l’interrogazione di Latino e non aver aperto il libro il giorno prima.

Cosa c’è nel futuro dei Baruffa? Altri singoli, il primo album e tanti concerti.

La domanda che non vi ho fatto ma che avrei dovuto farvi? Ci aspettavamo una domanda sulla nostra prorompente bellezza fisica, ma comprendiamo la soggezione.

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