Interview: Arashi

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Arashi, la nuova promessa della scena pop milanese, che ha saputo spogliarsi del superfluo rilasciando uno degli EP più intensi e commoventi che ascolterete quest’anno, Spiagge Adriatiche.

Cominciamo dal tuo nome d’arte, Arashi. Che storia c’è dietro?
Arashi è l’anagramma del mio cognome, dietro il quale si cela la mia identità musicale. Rappresenta le mie radici ma essendo un anagramma è come se fosse l’Upside Down della mia esperienza, lo spirito creativo, l’occhio introspettivo attraverso il quale analizzo e interpreto ciò che mi circonda.

Chi è Arashi invece quando non suona?
Arashi suona sempre, senza musica non sono Arashi. Oltre alla musica vivo a Milano, amo l’arte, leggere, uscire con gli amici e soprattutto amo visitare nuovi luoghi dai quali posso trarre ispirazione. Penso che la ricerca e la dedizione siano fondamentali per la mia creatività.

Riguardo alla tua musica, come ti definiresti?
Mi definisco un cantautore di musica italiana leggera, mi piace che attraverso la mia musica le persone possano decidere di dedicare un momento a loro stesse. È un linguaggio che mi permette di comunicare le mie sensazioni senza spiegarle troppo. A volte ciò che percepisco mi è chiaro solo emozionalmente ed è difficile da esternare: emozioni, pensieri e ricordi si fondono creando un qualcosa che esprimo attraverso la mia musica.

Parliamo del tuo prossimo lavoro. Cosa vuoi raccontare in questo EP?
L’EP Spiagge adriatiche nasce in un momento in cui ho deciso di affrontarmi e analizzare chi sono davvero. È la sintesi di una serie di esperienze di vita che ho vissuto messe a disposizione di chi mi ascolta affinché possano essere interiorizzate e interpretate in maniera personale. Hai presente quando senti che la tua vita è un groviglio di pensieri bloccati in testa che non sai bene da che parte iniziare a sciogliere? Ecco. Questo Ep è il mio tentativo.

Cosa rappresentano per te le “spiagge adriatiche”?
Le spiagge adriatiche sono quel luogo della nostra mente in cui ci si può concedere un momento per trovare noi stessi. La definizione di quel luogo non é uguale per tutti. Il luogo in cui sei serenamente conciliato nella parte più profonda di te, il luogo che ti permette di essere onesto e di capire realmente chi sei e cosa hai bisogno davvero, il luogo che ha il potere di evocare in te immagini e emozioni nella maniera più sincera e onesta. Queste per me sono le spiagge adriatiche

Bonus: una domanda che avresti voluto che ti facessi ma che non ti ho fatto!

DOMANDA BONUS: Il posto in cui più ti riconosci?
Uno dei luoghi che sin da bambino mi ha affascinato è la spiaggia: forse sembrerà scontato parlare ancora di spiagge, visto il tema dell’EP ma è anche la risposta più sincera. Ho tanti ricordi legati al mare, soprattutto legati alla mia infanzia e alla mia adolescenza, che mi rievocano un senso di pace e tranquillità di cui non posso fare a meno.

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