Interview: Adriano Viterbini

Abbiamo intervistato Adriano Viterbini, a qualche mese dall’uscita di Film|O|Sound, suo secondo disco solista, per parlare del suo personale percorso musicale e del tour promozionale non ancora concluso. Questo secondo lavoro, uscito per Bomba Dischi/Goodfellas, è stato anticipato dal singolo Tubi Innocenti, il cui video è stato realizzato da Dandaddy.

Film O Sound è il tuo secondo lavoro solista e (ancora una volta) dimostri di essere uno dei migliori chitarristi in circolazione. E’ difficile uscire con un disco quasi completamente strumentale?

ADRIANO: «Grazie mille! L’album è arrivato da sé, io non faccio altro che ascoltare la musica che mi piace, impararne il linguaggio quando ci riesco, e trovare una mia strada. Quando registro qualcosa, lo faccio cercando di produrre la  musica che vorrei ascoltare, con il suono giusto e con lo spirito adatto. Non è difficile uscire con un lavoro strumentale, lo faccio perché è quello che avrei voluto fare, e spero che più gente possibile riesca ad ascoltarlo, con la consapevolezza di non aver prodotto un disco pop o in linea con la musica che va’ al momento».

Come sei riuscito a creare questo suono così pulito?

ADRIANO: «Ho utilizzato un amplificatore (Filmosound) costruito insieme a mio padre, dalle caratteristiche trasparenti non colorato, esattamente cio’ che avrei voluto per il mio suono di slide. Marco Fasolo , che ha prodotto l’album ha costruito dei suoni morbidi evocativi».

In questo disco sono presenti numerose collaborazioni, come sono nate?

ADRIANO: «Negli anni ho avuto l’esigenza di esplorare diversi mondi musicali, di imparare, di confrontarmi: non ho fatto altro che suonare con le persone che mi stimolavano, con le quali avrei potuto elaborare altri linguaggi. Ho quindi  voluto unire tutte queste esperienze in un solo disco».

La tua collaborazione con Fabi-Silvestri-Gazzé quanto ti ha arricchito?

ADRIANO: «E’ stata una collaborazione esaltante, condivisa con un team di lavoro professionale , esperienza molto divertente ed emozionante. Quando Niccolò mi chiamò per chiedermi se avessi voluto partecipare al progetto, rimasi estremamente lusingato e grato del fatto che avessero pensato a me come chitarrista».

E’ più semplice collaborare al progetto di altri o portare altri musicisti a lavorare in qualcosa di tuo?

ADRIANO: «Per me è la stessa cosa, ci metto lo stesso identico impegno, salvo che quando suono in prima linea ho il peso del palco. Quando si è protagonisti si sente forte la responsabilità diretta dell’andamento dello show, quando suono per altri artisti so’ di far parte di un team, un motore che per funzionare deve avere tutto a posto».

Nelle tue esibizioni live cerchi di ricreare gli effetti del disco oppure offri qualcosa di diverso?

ADRIANO: «Dal vivo ho con me dei musicisti incredibili, i “Los Indimenticables” ovvero Ramon Caraballo e Piero Monterisi (conosciuti nel tour di FSG) e Francesco Pacenza al basso, musicista straordinario con cui suono da quando ero ragazzo. Cerchiamo di base di riprodurre l’album, aggiungendo qua e la delle spezie che possano creare momenti ancor più emozionanti. Gioco molto con i pieni e i vuoti».

La tua carriera si muove dietro alla tua capacità di ascoltare e approfondire quello che ti circonda. Ad esempio, emerge una tua passione per la musica africana. Da dove nasce?

ADRIANO: «mio padre mi portò un cd di musica africana al ritorno di un viaggio di lavoro, all’inizio non gli diedi molta importanza (sbagliando) poi invece ascoltandolo con attenzione trovai delle cose incredibili, e cominciai ad approfondire questa grande musica, che considero musica del futuro».

In questo periodo sei riuscito a staccare completamente la spina dai Bud Spencer Blues Explosion?

ADRIANO: «Certo, finito il tour del disco BSBE sono partito per gli stati uniti un po’ per viaggiare un po’ per suonare. Un disco ed un tour dei BUD sono momenti molto importanti pieni di energia nei quali do tutto».

E’ utile alternare propri lavori personali a quelli con il gruppo?

ADRIANO: «Non so se sia utile, a me viene naturale, invidio molto chi suona solo con una band per tutta una vita. A me non riesce , mi sento completo facendo più cose, mi sento in movimento».

A quali altri progetti stai lavorando?

ADRIANO: «Ho altre idee che voglio sviluppare e collaborazioni importanti, ma sono una sorpresa».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *