Gate 66: un linguaggio macchina dal futuro

Il passato siamo noi o sono gli anni ’90? E questo suono, arriva da loro futuro o dal nostro passato? Giocano con questi intrecci concettuali e stilistici Bruno J e Uomo Stokastico, producers e artigiani del suono digitale che sfornano sotto il moniker Gate 66 un progetto che ad ora si fregia solo di questo EP dal titolo “Linguaggio macchina”: fusion, chillout, Los Angeles e riviere italiane, disco e pop anni ’90… ma loro lo dichiarano apertamente: provengono dal 2096. La mistura che ne esce è una prima manciata di canzoni davvero intriganti, da ballare, ma da lasciar sospese in questo tempo nuovo che è perennemente di passaggio…

I suoni di questo disco ci riportano indietro di qualche generazione. Come li avete scelti?
Come sempre, ravanando tra i banchi di suoni della nostra MPC One, strumento “anziano” che ha un workflow che rende il processo creativo di un brano simile alla creazione di una situazione “live”. Questa groovebox è nata nella sua versione originaria nell’88 grazie alla collaborazione tra Roger Linn – l’inventore della leggendaria Linn Drum machine – e l’AKAI.

Ma avete anche ricercato strumenti di un certo tipo e di un certo tempo?
Si, siamo molto affezionati a Jura, OpX e TubeSynth che sono 3 synths presenti dentro l’MPC One: si tratta di synths di concezione un po’ retrò e che “tirano” verso il passato mentre, paradossalmente, l’MPC One offre tutti gli strumenti e i plug in per creare un suono moderno. D’altro canto, era uno strumento proiettato verso il futuro quando venne concepito all’epoca. Vediamo però che è molto usato ancora da molti altri beatmaker, soprattutto nei live.

Eppure, nonostante alcune scelte retrò, il disco sembra decisamente attuale… secondo voi?
Fatica per noi dire se abbiamo centrato il bersaglio: è un’impressione che deve essere suscitata in un ascoltatore terzo. L’idea era quella: vecchia musica fatta “in una certa maniera” che potesse essere fruibile anche dai giovani alieni del nuovo ventennio. Se ci siamo riusciti, ci fa MOLTO piacere, perché significa che siamo un po’ alieni noi stessi. In generale, per ora ci confermano che la “modernità” è arrivata, e quindi dobbiamo essere contenti.

E quanto ad A.I. è stata usata? E perché un video così che forse rompe anche un certo filone di coerenza con il sound… non trovate?
Come abbiamo avuto modo di chiarire più volte in passato, noi la musica ce la suoniamo e ce la cantiamo ed è sempre stato così sin dal nostro primo singolo uscito ad ottobre 2023. Però noi non siamo schizzinosi e siamo sempre disposti a provare cose nuove per cui, per es. la base di “Dormi Ancora” è AI al 99% AI salvo la voce di Bruno, e qualche taglio qua e là sulla struttura. Questo per “Dormi Ancora” che è un brano nato e morto mille volte. Alla fine, su questo pezzo con cui ci siamo torturati a morte, abbiamo voluto fare la prova finale e vedere cosa ne veniva fuori. Qualcuno storcerà il naso: del resto, rompevano i maroni a chi usava i campionatori nei prima anni 80, figuriamoci ora con l’AI. Se c’è qualcosa da sperimentare, noi lo sperimentiamo, non abbiamo preconcetti. I video invece abbiamo iniziato a farli sin da subito con l’AI, un po’ per questioni di budget un po’ per cifra stilistica. Siamo amanti della fantascienza e dei fumetti, fare video a tema in modo tradizionale sarebbe stato impossibile. “Quando nevica (superdiscomix)” è ispirato a l’Eternauta ed uscito vari mesi prima della serie, Balcanica è ispirato alla graphic novel “Maus” di Art Spiegelman. Con l’Ai puoi percorrere strade altrimenti off limits. Infine, la nostra coerenza è questa: fare un po’ come ci pare purché ci piaccia.

Siamo ormai dei codici secondo voi?
Alla grande e dal 2030 sarà molto peggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *