Freakybea: un disco pieno di “Mondi”

Esce “Mondi” e sinceramente dopo diverse anticipazioni, lo stavamo aspettando come si aspettava sempre un bel disco pop quando erano gli anni ’90 o prima ancora. Succede così anche con Freakybea che porta a casa un bellissimo risultato con la produzione di Fausto Marrucci, con il suono che prende forma allo Studio Meda Sound di Lucca a cura di Davide Prew e Pamela Del Sorbo. E poi altre firme per le liriche che fanno da corona alla nostra e cioè Emanuele Modestino, Giacomo Dell’Immagine e Davide Martinelli. Suoni precisi, un pattern monolitico senza per niente svendersi al digitale anzi… tantissima emozione nella scrittura, nel respiro vocale, nei tempi che trasudano contemplazione. Il bel pop d’autore di casa nostra.

La progressione vocale di “Sono tornata” – e nello specifico mi riferisco ai momenti come sulla frase “che tanto tu vivo non sei” – penso sia il vero timbro di fabbrica della tua voce e del tuo modo di pensare alla canzone. Cosa mi dici?
“Sono Tornata” è un po particolare rispetto al resto del mio repertorio. Non penso mai a come deve essere una canzone ma cerco sempre di dare al brano tutto quello di cui necessita e se questo significa “graffiare” per essere incisiva allora ben venga. Fortunatamente tutti gli anni di tecnica vocale e di studio ai quali mi sono sottoposta prendendo la laurea [in musica contemporanea con dottorato in canto moderno ndr], mi permettono di usare la voce a mio piacimento. Sono Tornata racconta, appunto, come si torna da un’esperienza di violenza domestica e deve necessariamente alternare i toni pacati della rinascita alle esplosioni vocali dettate da un fuoco che ancora dentro brucia e fa male. È un brano volutamente “classico” proprio per sottolineare l’immutabilità di una condizione, quella della violenza sulle donne, che non passa purtroppo mai “di moda”.

Un titolo visionario ed emblematico. Cosa ti spinge a questo? Siamo moltitudini diceva Whitman… A tratti visionario, a tratti concreto.
Viviamo in un’epoca nella quale ognuno è rinchiuso nel suo piccolo mondo fatto delle cose che gli stanno a cuore e della paura che gli possano essere tolte da un momento all’altro. Siamo così concentrati su questo che non alziamo mai, o quasi mai, lo sguardo per osservare né il mondo del nostro vicino né tantomeno quello di chi sta a milioni di chilometri di distanza e se per caso ci destiamo un attimo, capita di prendere semplicemente atto e tornare a guardare il nostro. Tante persone ormai sono lobotomizzate dalle mode, dai cliché e si rifugiano nei social, con la speranza di trasformare i fatti di cronaca in qualcosa di irreale come la trama di un film. Hanno paura di ribellarsi alle ingiustizie, seguono semplicemente “il flusso”. E si, può darsi che sia visionaria quando nella title track prego perché le generazioni future possano vedere e vivere in un nuovo mondo fatto di libertà di pensiero ed espressione e non di repressione e divieti. Forse posso passare anche per irriverente quando mi impongo sottolineando quanto siano strette le mani della nostra società sul mio (nostro) collo e quanta paura mi faccia il pensiero di vedere qualcuno costretto a rinunciare alla propria identità per una legge perbenista (per non dire fascista). Arrivano su cavalli bianchi, sguainando la spada e dicendo di volerci proteggere ma purtroppo non sempre chi cavalca un cavallo bianco risulta, poi, essere un principe.

Una produzione che, sei mi permetti, non cerca alcun tipo di trasgressione… vero? Ma sa fare bene, molto bene i compiti a casa… come si dice… che ne pensi?
Potrei rispondere che nel gran calderone italiano della musica stereotipata e asettica di oggi, fatta solo per creare un futile e fugace intrattenimento part time, l’unico modo per farsi notare è non farsi notare facendo i bravi scolaretti ma poi dovrei far finta di non aver scritto l’arrangiamento distorto di “Mai più di così” o il testo di “Settembre” e non risulterei coerente con me stessa.

La produzione di Fausto Marrucci che tipo di orizzonti ti ha restituito e che rivoluzione o che conferma?
Credo fortemente che il gioco di squadra faccia la differenza! Collaboro con Studio Meda Sound ormai da 5 anni e li sento parte della mia famiglia perché so che posso fidarmi della loro maestria e sensibilità. Nello specifico considero Fausto il prolungamento fisico del mio pensiero, ci sappiamo comprendere e soprattutto ci compensiamo. Lavorare con lui mi ha aperto ad un mondo di sonorità che non avevo ancora sperimentato e a me piace molto essere trasversale! Più che una rivoluzione la vedo come una presa di coscienza, più che una conferma mi piace pensare sia una crescita.

E qui citiamo anche la firma delle liriche che porta anche il nome e la collaborazione di Emanuele Modestino, Giacomo Dell’Immagine e Davide Martinelli. Come si fa a collaborare sui testi che una cantautrice sente dentro? Non hai paura di una sorta di “violazione”?
Sono soltanto io l’autrice dei testi, fatta eccezione per “Sono Tornata”. Vivevo un momento molto particolare della mia vita. Per dieci anni sono stata vittima di violenza domestica da parte del mio ex compagno ed avevo appena trovato il coraggio di denunciarlo. Davide Martinelli, che mi conosce bene perché sono stata la sua vocal coach molto a lungo, un giorno arrivò a lezione con una meravigliosa poesia di rinascita e di consapevolezza ispirata alla mia storia e dedicata a me. Questo gesto mi riempì così tanto il cuore che decisi di tornare a scrivere, lo facemmo insieme, venne naturale. Poi avevo bisogno di qualcuno che facesse gli arrangiamenti della parte musicale insieme a me, così chiesi a Giacomo e Emmanuele ma poi ci abbiamo preso gusto e invece di arrangiare 1 brano ne abbiamo fatti 3!

Molta cura anche dentro la produzione dei video… insomma un progetto pop ampiamente curato. Per te dunque cosa significa “pop”?
Cantare è tutto per me, non è solo un lavoro ma, per prima cosa, una passione, una ragione di vita. Per questo mi piace fare le cose al meglio delle mie possibilità, mettendoci sempre tutta me stessa. Sono lieta, quindi, che si noti la cura dei particolari, soprattutto se si tratta di POP ovvero la musica più ascoltata al mondo. Come sappiamo l’abbreviazione “POP” sta per POPOLARE, del popolo, adatta a tutti. Mi piace fare musica che possa arrivare ad ogni genere di persona, nella quale la gente si possa ritrovare. Quando ero piccola mi rispecchiavo nelle canzoni che ascoltavo e poi crescevo e le canzoni da sentire diventavano altre perché la musica ti entra dentro e ha il potere di amplificare quello che provi portandolo fuori da te, a volte per gioire maggiormente, a volte per esorcizzare.

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