We Are Not Pop Music, Dade city days, BeStrass @Dynamo, Bologna

All’interno del minifestival Birraggi, evento coinvolgente alcuni birrifici artigianali locali proposto dalla velo stazione Dynamo di Bologna, se ne inserisce uno ulteriore, tutto musicale, organizzato da FOG (movimento underground di ricerca e sperimentazione musicale attivo da più di un anno a Bologna).

Sì, avete capito bene: due eventi ed un unico contesto, che stasera diventa una sorta di “isola felice” per gli amanti della birra e della musica di qualità.

A suonare sono tre gruppi, tutti residenti nel capoluogo emiliano: We Are Not Pop Music, Dade City Days, BeStrass.

E così, all’esterno del locale si può fare un giro per gli stand dei vari birrifici mentre all’interno si può assistere ai live.

Proprio a causa di questa combinazione di eventi (quello musicale e quello birraio), numerosi sono i presenti, e ciò mi porta a sperare che simili serate vengano organizzate con più frequenza; che magari questa sia la prima edizione di un minifestival che potrebbe ripetersi annualmente. Ma queste sono solo mie valutazioni personali e mie speranze, parliamo di musica, senza perderci in chiacchiere. Anzi, no, concedetemi ancora qualche riga: eventi simili dovrebbero trovare maggiormente spazio, anche perché la musica indipendente si regge e vive anche grazie a simili situazioni: spesso il pubblico viene a conoscenza di gruppi non appartenenti al circuito mainstream proprio in occasioni come queste (e, dunque, ben vengano!).

 

Ad aprire la serata sono i We Are Not Pop Music, che recentemente hanno pubblicato il loro primo EP Dark Age (2016, autoproduzione).

La loro musica è un mix di postpunk con influenze shoegaze e tratti noise; un sound cupo, nervoso che dal vivo sprigiona una elevata tensione elettrica.

 

Le ombre oscure si dissolvono lentamente, senza abbandonarci del tutto, ma assumendo sembianze più evanescenti con i Dade City Days, gruppo che si esibisce successivamente.

Li avevamo lasciati questo inverno al Mikasa e, da allora, sono stati impegnati a calcare i palchi di diverse città italiane per il tour di VHS (Swiss dark nights, 2016), anche se non sono mancate tappe estere.

Tra atmosfere rarefatte ed altre al limite con la psichedelia, il trio riesce a trascinare il suo pubblico in uno stato alienante di pura esaltazione sensoriale, sia nei pezzi caratterizzati da ritmi veloci e decisi (Jukai, Slow motion), sia durante le ballatone elettriche (Lunapark).

 

Pochi minuti dopo, siamo immersi da un’aura nebulosa con i BeStrass. Il gruppo, uscito con il loro EP di debutto The Seasons (autoproduzione, 2016), crea un ambiente surreale e, per circa mezzora, ci si dimentica di trovarsi davvero in questa dimensione. Un fumo fitto e grigio prende vita per diffondersi in tutto lo spazio circostante, mentre ogni colpo di batteria, ogni accordo di chitarra e basso penetra dentro. I brani di The Seasons giungono diretti, e la sensazione è quella di vivere un sogno inquieto, grazie al cantato crepuscolare e ai riff di chitarra caldi e profondi che generano un’inedita atmosfera onirica.

 

Una serata musicalmente intensa, di cui se ne sente spesso la necessità ed il bisogno, se non altro per appagare la fame di musica live di qualità.

 

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