Egokid + Diva @ Ohibò, Milano

Venerdì 9 novembre c’erano ben 5 concerti potenzialmente interessanti in giro per Milano, e la prima data del nuovo corso degli Egokid ha rivaleggiato con Andrea Laszlo De Simone, i Peter Kernel, i Calibro 35 e, perché no, Cesare Cremonini. Era, però, troppo forte la curiosità di assistere live al rinnovamento in corso della band guidata da Piergiorgio Pardo e Diego Palazzo, nonché di vedere dal vivo finalmente i Diva, posti come opening act, così mi sono recato volentieri all’Ohibò.

Il pubblico tarda ad arrivare, così i Diva devono aspettare quasi mezz’ora rispetto all’orario stabilito, ma, una volta che Davide Golin e il suo compagno di band sono sul palco, c’è una discreta presenza di persone in sala. Seguo il progetto da diversi anni e sono stato contento di aver finalmente goduto di un lavoro sulla lunga distanza, uscito pochi mesi fa, e non vedevo l’ora di lasciarmi andare al canto e al ballo sulla performance dal vivo di canzoni coinvolgenti e accattivanti, dal punto di vista melodico, ritmico, vocale e dei testi. Le mie aspettative sono state ampiamente rispettate, e se il musicista che accompagnava Davide è stato bravissimo nel destreggiarsi tra tastiere, drum kit e cori, il leader ha messo in mostra una capacità da frontman davvero unica e irresistibile. Abbigliato secondo la stesa eccentricità vintage della musica che propone, Golin non è stato fermo un secondo, e le sue movenze sono state a dir poco trascinanti, sia dal palco, che quando erano eseguite in mezzo al pubblico. Un set elettrizzante che ha creato subito l’atmosfera giusta e che consiglio a chiunque apprezzi divertirsi con leggerezza ma anche la giusta dose di arguzia.

Il tempo di consumare un drink per riprendersi e allo stesso tempo prepararsi al main act, che gli Egokid sono sul palco e iniziano la loro settantina di minuti di pop di grande qualità con un suono che non è mai stato così dance. Pier, Diego e i loro sodali, tra i quali c’è ora un nuovo bassista, sono sempre stati un progetto squisitamente pop, ma hanno spesso avuto un suono in cui le chitarre avevano un ruolo molto importante, mentre ora, da quello che si è potuto ascoltare in questa prima di una serie di date che precedono di qualche mese l’uscita del disco nuovo, la componente elettronica ha preso decisamente il sopravvento. Le chitarre ci sono ancora, ma servono, essenzialmente, a dare colore a un suono che guarda principalmente alla pista da ballo di club per ultratrentenni. Il nuovo stile, infatti, è sì ballabile, ma non certo tamarro, e nemmeno scatenato: è un suono vellutato, sinuoso, che avvolge con grazia e raffinatezza, e che vuol far ballare l’ascoltatore mentre lo coccola. Anche qui, l’abbigliamento dei due leader, che consiste in completi a tinta unita con colori pastello, è perfettamente coordinato con ciò che viene suonato.

Le canzoni del disco nuovo, che nessuno conosce a parte i due singoli usciti in digitale e stasera venduti su un 7”, hanno conquistato istantaneamente una sala che, a quel punto, era decisamente affollata. Del resto, il suono sopra descritto è perfettamente azzeccato allo stile compositivo della band, e i nuovi pezzi appaiono molto a fuoco anche nelle melodie e nei testi. Il titolo dell’album sarà Disco Disagio, e proprio la title track, insieme a un altro brano che avrebbe tutto per diventare un tormentone estivo, sono i due episodi che hanno impressionato maggiormente in questa sorta di primo ascolto live. Non c’è stato, comunque, un solo momento debole in tutto il set, e ciò comprende anche le canzoni vecchie, quasi tutte tratte da Ecce Homo, che sono state suonate con questo nuovi stile, e che sono uscite benissimo. Questo dimostra che, con questo rinnovamento, gli Egokid non si sono di certo snaturati, ma che hanno scelto semplicemente la veste più adatta alla propria identità artistica.

Disco Disagio diventa già un’uscita attesissima dopo questa serata, e sono certo che tutti i presenti, tra i quali c’erano Rachele Bastreghi e Francesco Bianconi (per chi non lo sapesse, Diego Palazzo fa parte da anni della formazione live dei Baustelle), non vedano l’ora di poterlo ascoltare.

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