Adriano Viterbini @Palazzo Pepoli, Bologna
“Invidio molto chi suona solo con una band per tutta la vita. A me non riesce, mi sento completo facendo più cose, mi sento in movimento”.
Questo è quanto dichiarato da Adriano Viterbini in una recente intervista, rilasciata proprio a noi di Indie –Roccia.it.
E’ vero, Adriano oltre ad essere il chitarrista dei Bud Spencer Blues Explosion, è un artista a 360 gradi, dotato di un dinamismo creativo fuori dal comune. Prova ne è il suo percorso musicale, che lo ha visto impegnato in progetti collaterali e numerose collaborazioni.
Film O Sound, suo secondo disco da solista (Bomba Dischi/Goodfellas, 2015) è un viaggio personale che Adriano compie nel profondo pianeta blues (l’artista non ha mai nascosto il suo amore per questo genere), ricco di incontri (numerose sono le collaborazioni), e di influenze (l’avvolgente blues di mischia al rock più acido, e in alcuni episodi addirittura a caldi ritmi tribali).
“Musica dal mondo” o “World music”: le etichette poco contano in questo caso.
Dall’uscita del disco, l’artista romano ha girato l’Italia in lungo e in largo, e le occasioni di vederlo a Bologna non sono mancate (l’ultima volta al Locomotiv Club, insieme a Ramon Carabello e Piero Monterisi fu un live lunghissimo e avvincente).
Oggi, la location è del tutto particolare, Adriano Viterbini si esibisce a Palazzo Pepoli, al Museo della storia di Bologna. L’evento si inserisce nell’ambito della più ampia rassegna Art Rock Museum – Suoni nuovi a Palazzo Pepoli.
Lo spazio dedicato al live è davvero gremito di spettatori di ogni età, e questo mi fa riflettere sul fatto che Adriano può vantare il merito di aver avvicinato i più giovani (tra i presenti non mancava adolescenti) ad un genere per pochi.
La performance ha inizio pochi minuti dopo le 20, immersi nell’arte e nella storia, va in scena lo spettacolo di Adriano Viterbini, in tutta la sua semplicità: sgabello e chitarra, nella loro essenzialità, riusciranno a creare un’atmosfera intima e coinvolgente.

La prima parte del live è dedicata ai pezzi di Film O Sound.
Sleepwalk è una carezza al cuore, la lenta Malika una dolce ninna nanna blues. Si acquista velocità con Tunga magni, in cui le prime file fanno fatica a rimanere sedute. Muovere il piede, seguendo il suo ritmo, diventa un gesto spontaneo e fisiologico.
La chitarra di Adriano, a tratti lenta, in altri più aggressiva, è sempre capace di ipnotizzare e sedurre il pubblico.
Conclusa la parte inziale del live, a fare compagnia ad Adriano è Faris Amine, artista Tuareg che ha collaborato con i Tinariwen e Terakaft, che suona alcuni brani del suo disco. Soffia un vento caldo, si calpesta sabbia bollente con Illiwityan Daugh Tinariwen (tratta proprio dal disco di Faris).
Stasera si viaggia tra l’America e l’Africa, tra scenari urbani e aridi deserti.
Si chiude con Tubi innocenti, e se fino a quel momento il live era stato sempre molto composto ed equilibrato, con questo pezzo finale si ha una vera e propria esplosione di energia: Adriano non riesce a rimanere adagiato sul suo sgabello, e alzandosi in piedi, scatena la sua chitarra frenetica in preda all’agitazione.
Non troppo tempo fa, qualcuno mi disse: “Quando un chitarrista si ritrova da solo su un palco ad imbracciare la sua chitarra, quest’ultima non può essere considerata un semplice strumento, ma diventa un’appendice”. E’ proprio così. Adriano Viterbini è nato per suonare, e sentirlo dal vivo è sempre un’emozione nuova e diversa, avvincente e straordinaria.



