Scintille vent’anni dopo: intervista a Davide Rosenholz
20 anni fa, nel maggio del 1996, usciva Scintille, l’esaltante album d’esordio dei Soon. Troppo facile e troppo semplicistico dire che i nostri seguivano, senza sforzo, le orme del movimento Brit-Pop che, proprio in quel periodo, toccava vette clamorose in UK. Odette Di Maio guidava una formazione solidissima, capace di mescolare amabilmente carte shoegaze e power-pop, senze dimenticare una punta di nostalgia e malinconia acustica, spesso presente nella scrittura della cantante di Torre Del Greco, che con la sua voce deliziosa completava un quadro sonoro in cui la melodia era regina incontrastata. Scintille fu mirabile esempio di quanto detto: album in cui perderci il cuore era tremendamente facile. Ecco perché, a distanza di vent’anni, ci sentiamo preda della sindrome del primo bacio, quello che notoriamente non si scorda mai: il bacio dei Soon non ce lo siamo affatto scordato e vogliamo celebrare questo compleanno con una doppia chiacchierata (stesse domande ad entrambi) con due dei protagonisti di quella band, ovvero Odette Di Maio e il chitarrista Davide Rosenholz.
Dopo Odette, ora è il turno di Davide…
Ciao Davide, come stai? Da dove ci scrivi?
Ciao Ricky! Come va? Quanti anni sono passati eh? tu sei stato uno dei fan più fedeli e simpatici, senza di te, il tuo entusiasmo e la tua passione, non saremo potuti esistere, ti voglio bene! Scrivo da Milano
Scintille 20 anni dopo: ci avresti mai creduto che, dopo tutto questo tempo, quelle famose scintille non si sono ancora spente, visto quanti ricordano con affetto quel disco e, magari, sperano sempre in una reunion?
Tanti anni, vero…ho visto su Facebook che c’è un sacco di gente che ci ricorda ancora con affetto ed entusiasmo…non eravamo poi così male…hehe. Allora per quanto riguarda la reunion io l’ho sognata 3 anni fa, ho proprio sognato che suonavamo i vecchi brani in un concerto al Factory, che era tipo il nostro ventennale, il mattino dopo ho chiamato subito Odette e poi ci siamo visti tutti da Caprini, il nostro manager di sempre, per cercare di capire come fare a impostare qualche concerto…eravamo tutti molto esaltati e ti dirò che l’idea di risuonare i vecchi pezzi dal vivo mi esalta parecchio tutt’ora! Però poi mettere in pratica la reunion è stato ed è molto difficile, Francesco Calì, l’altro chitarrista, è in Inghilterra. Il batterista originale Enrico Quinto è purtroppo deceduto giovanissimo qualche anno fa…povero Enrico che sfortunato! Davide De Polo lo avevamo un po’ perso di vista e quindi rimanevamo io, Odette e il batterista che aveva sostituito Enrico nell’ultimo periodo, Milly Fanzaga. Bisognava trovare un chitarrista all’altezza di Calì con lo stesso suono ed intenzione, impresa molto difficile, sai noi funzionavamo tutti insieme…l’intenzione, il suono, la chimica che c’era tra di noi…inoltre poi aggiungi che abbiamo tutti superato i 40 anni con le varie problematiche di figli, famiglia e lavoro diventa tutto più difficile…sinceramente in questo momento la reunion la vedo molto difficile sinceramente.
C’è qualche episodio nelle registrazioni di quell’album che ricordi ancora con piacere?
Di episodi carini ce ne sono tanti, ma ho veramente un vaghissimo ricordo, mi perdonerai spero. Mi ricordo la prima volta che abbiamo visto la produttrice di Scintille, Anjali Dutt, che aveva collaborato con gli Oasis e i MBV tra gli altri e che ci era stata proposta dalla casa discografica per cercare di mantenere quel nostro suono Brit molto chitarroso che ci contraddistingueva. Si presenta a noi: avevo delle aspettative pazzesche…anche a livello visivo.. invece arriva questa anglo-indiana piccolina e dimessa…uno scricciolino.. poi è stata molto brava ma io mi aspettavo una tipa grandiosa super trendy…non so se mi sono spiegato bene…cmq. Un altro episodio carino è questo. Stavamo giocando a bigliardo nella sala relax del condulmer, lo studio dove eravamo vicino a Treviso…improvvisamente arriva una tipa molto gnocca con le tettone e ci saluta…era la mitica Sabrina Salerno, eravamo tutti molto esaltati…cmq l’esperienza in studio è stata fantastica anche se molto faticosa, io ho sempre preferito il live però…
Come nascevano i brani dei Soon?
I brani nascevano in modo diverso, sicuramente c’era un grande lavoro di gruppo sempre, alcuni brani che erano già formati e scritti da Odette venivano portati in saletta e arrangiati da tutti e ognuno ci metteva del suo. Mi sembra che Il Fiume e Dormi, per esempio, erano canzoni già di Ody che poi sono state arrangiate da tutti, altri pezzi invece venivano fuori da dei riff che portava Francesco e che portavo io o la stessa Odette, anche il Depo (il bassista) proponeva dei giri su cui poi improvvisavamo e pian piano veniva fuori il pezzo, Odette improvvisava in inglese e poi dopo con Enrico (il batterista) formava i testi in italiano, lei era abituata a cantare in inglese, le veniva spontaneo cosi. C’è sempre stato un apporto di tutti quanti, chi più chi meno però ognuno contribuiva alla costruzione di un brano…ovviamente la cantate e le melodie hanno sempre un’importanza di un certo tipo però nel nostro caso anche la ricerca dei suoni di chitarre e dei vari intrecci tra strumenti era importante, ci trascorrevamo molto tempo su…non solo sulla melodia
Ma sai che ‘Settimane‘, a distanza di vent’anni, resta ancora un mirabile esempio di guitar-pop cristallino? Canzone perfetta a dire poco. C’è una storia dietro a quel brano?
Mi sembra che Settimane nasca da un arpeggio di Francesco (detto Carluccio) però forse prima c’era un giro di basso del Depo, non mi ricordo esattamente, il tipico esempio di lavoro di gruppo comunque…sinceramente prova a chiedere a Odette se c’è qualche storia dietro che io non mi ricordo…
Hai un brano dell’album che preferisci?
Beh, intanto ti dico che Scintille resta un album decisamente superiore a Spirale, secondo me la qualità delle canzoni è maggiore: su Spirale, opinione strettamente personale, abbiamo affrettato troppo i tempi…è una lunga storia questa…cmq ci sono dei bei brani tipo Inverno, Jingle, Libera Dentro che mi piacciono…però secondo, me con il senno di poi, l’abbiamo buttato lì troppo in fretta…invece i brani del 3° disco (mai uscito) sono molto migliori! Chiedi ad Odette che forse ha delle registrazioni. Nell’esordio uno dei miei brani preferiti è Disordine, insieme a Larva ovviamente 🙂 (ndr: Davide sa quanto adoro quel pezzo!). Comunque tutto il primo disco mi piace parecchio, anche In Nessun Posto è vero…
Mi sono sempre chiesto quante fossero (se ce n’erano ovviamente) le canzoni che non sono finite sull’album (che magari vi dispiaceva pure non aver inserito)?
Abbiamo fatto tutto così in fretta che non mi ricordo nessun brano importante non finito sugli album, anzi per il 2°, come ti dicevo, abbiamo anche buttato giù delle canzoni un po’ alla cazzo perchè avevamo una scadenza quindi ci siamo messi a comporre velocemente i brani…ma penso che si senta…sono i brani del 3° album che non sono mai stati pubblicati che è un peccato: con un buon produttore avremmo fatto un ottimo disco io credo..
Il sound dei Soon è sempre stato così “sonico” o negli esordi eravate orientati a cose diverse?
Il nostro suono è stato fin dall’inizio abbastanza così, poi lo abbiamo raffinato però devo dire che eravamo tutti sulla stessa linea, ascoltavamo tutti le stesse cose…chi più brit, chi più grunge, chi più wave, però eravamo abbastanza allineati, è stato facile da quel punto di vista, ci siamo trovati, abbiamo iniziato a suonare e dopo brevissimo avevamo 4 o 5 brani, tutti finiti su Scintille e poi quasi subito già il manager, Caprini…pur con le differenze personali, che poi hanno anche portato a litigate e screzi, all’inizio eravamo tutti d’accordo…ci piaceva quasta cosa della voce femminile dolce con sotto un contrasto di base sonica alla MBV…che tutti adoravamo!
I Soon spesso venivano etichettati come “figli del Brit-Pop”. C’era qualcosa che veniva dall’Inghilterra che vi metteva tutti d’accordo? Non dico che fosse influenza per la band, ma che proprio ascoltavate tutti (anche se mi viene da dire che tu ascoltavi anche tante cose “made in USA“)…
Forse MBV, Jesus and Mary Chain e Ride su tutti, poi Stone Roses, Teenage Fanclub, Ned’s Atomic Dustbin…questi sono i gruppi che ascoltavamo più o meno tutti…però anche Nirvana e Pearl Jam…forse però eravamo decisamente più Brit come gusti…cmq seguivamo tutta la scena di musica nuova che veniva dall’inghilterra e dall’America…era musica mai sentita cazzo! Era stupendo! Un momento magico per noi e per la musica!
Ma quante volte vi/ti hanno chiesto se il nome Soon arrivava dal brano dei My Bloody Valentine?
Beh la gente che veniva ad ascoltarci era tutta gente preparata che ascoltava quello che ascoltavamo noi quindi molti sapevano che Soon veniva dai MBV…in molti ce lo chiedevano…erano contenti che non fosse un nome senza un significato dietro…
Ti viene mai un po’ di nostalgia degli anni ’90? Al di là ovviamente del fatto che eravamo più giovani, ma c’è qualcosa che ti manca?
Come ti dicevo prima, gli anni ’90 sono stati un gran momento per la musica…oltre a tutta la scena indie brit e il grunge stava nascendo anche tutto il movimento di musica elettronica ed i rave…c’era fermento, c’erano un sacco di band emergenti molto valide anche in italia…poi ai concerti c’era sempre la stessa gente, era come essere in una grande famiglia che si entusiasmava per le stesse cose.. il tutto senza connotazioni politiche o ideologiche come era successo negli anni 60/70…è stato molto bello…potrei andare avanti di nostalgia ma mi fermo qui :-). Per concludere c’era la sensazione che la musica stava cambiando e che noi stavamo contribuendo nel nostro piccolo a farlo…con le chitarrone soniche e le melodie soavi di Odette…poi non c’erano solo i Soon ovviamente…
Scintille degli anni dei Soon sono ancora accese, penso ai Marlene Kuntz o agli Scisma che sono tornati per qualche data live e hanno pubblicato un Ep: dimmi la verità, c’è mai stata la voglia in questi vent’anni di ritrovarvi insieme a suonare? Il ventennale di Scintille non meriterebbe almeno una serata?
La voglia c’è caro Rik però come ti dicevo sopra la vedo molto dura…peccato…non penso riusciremo a fare qualcosa… ma non si sa mai… speriamo!
Grazie ancora Davide per la tua gentilezza, mi pare giusto chiudere parlando del tuo presente musicale, dopo questo tuffo nel passato. Cosa ci aspetta da Davide Rosenholz nei prossimi mesi?
Io ho lavorato a lungo con la musica, però sono 3 anni che non mi ci dedico più: per 9 anni ho lavorato scoprendo voci per X Factor…ho scoperto Chiara Galiazzo e altri ad esempio…e fatto altre cose…però ormai ho gettato la spugna, mi dedico alla famiglia e la musica la ascolto e basta..
Ciao caro, ti abbraccio!



