There Will Be Blood-Without

GENERE: hard blues.

PROTAGONISTI: Riccardo Giacomin e Davide Paccioretti (due chitarre) + Mattia Castiglioni (una batteria).

SEGNI PARTICOLARI: sembra che chiunque possa suonare il blues e sembra sia alla portata di tutti. Non è vero. Pochi in Italia sanno ricreare, ampliare e rivoltare uno stile troppo spesso abusato. Negli ultimi anni ci sono stati diversi gruppi che hanno cercato di rivisitarlo, ognuno seguendo il suo percorso partendo dai Bud Spencer Blues Explosion ai The Cyborgs fino ad arrivare all’altro estremo dei Bachi da Pietra. Stili diversi, modi diversi per rivoltare un terreno comune.
Sul piatto i TWBB mettono: chitarre lancinanti, stridori, urla, sospiri e una ritmica che martella e una storia che parla di redenzione e di peccato. Il primo album (sempre per Ghost) ‘Wherever You Go’, granitico e solido esordio che li portò a dividere il palco anche con il grande Angelo “Leadbelly” Rossi, storico bluesman nostrano, fu un fulmine per gli amanti del genere. Era un concept sulla redenzione, come il protagonista del film da cui trae il nome la band, un non eroe perso e in cerca di riscatto. Questa era solo un’™avvisaglia perché già nel seguente EP il mondo sonoro era cambiato. ‘One To Nothing’ era quasi un esperimento, sia strumentale che tecnologico (l’™EP è stato registrato tra Italia e Australia con due terzi della band nel vecchio e un terzo nel nuovo continente). Ora i tre varesotti hanno riprodotto un nuovo immaginario più ampio: spazi aperti, il selvaggio west, il noir e l’horror tutto si intreccia con la sofferenza di chi vuole essere libero ed esserlo ad ogni costo.

INGREDIENTI: La partenza è con il fulmine ‘Ain’t no places,No matter‘ che con il potente riff non lascia tregua. Le ombre dell’™unknown si aggirano tra le pieghe del brano e si avviluppano in ‘Twister‘ dall’incidere ipnotico. Il destino del misterioso protagonista deve tornare nelle sue mani ma per questo si deve soffrire: la libertà ha un prezzo e si paga tutto nelle sferzate sofferenti di ‘Kneel to your slave‘, ma il cordone va tagliato, sia scavando pietre, che vendendo l’™anima con ‘Souls cart‘. Qui i TWBB alzano il tiro, non si può uscire indenni dalla raffica di note di questo brano. Le occasioni per scappare ci sono anche se richiedono una certa dose di coraggio. I suoni si fanno sempre più ruvidi, quasi hard (‘Truck‘, ‘Swamp‘ o ‘Moonshine‘) fino alla ottima ‘Back no more‘, con una sofferta armonica che fa il paio con la tensione mai doma del pezzo tutto muscoli e demonio. Il finale ‘˜a cappella’ sembra placare la bufera. La conclusiva ‘Last March‘ strumentale ci apre una strada diversa che porta nel deserto che, come si sa, non è mai troppo tranquillo e quieto come sembra in apparenza.

DENSITA’ DI QUALITA’: Registrato alla Sauna Recording Studi di Varano Borghi (VA), come l’ultimo ‘Quintale’ dei Bachi da Pietra, i TWBB non hanno paura del confronto con gli altri ‘˜mostri’ del blues. La sorpresa, rispetto agli altri lavori, è il totale coinvolgimento che riescono a veicolare. I brani, messi in fila uno dopo l’altro, danno un quadro preciso di quello che voleva essere trasmesso ma nel contempo ognuno potrebbe essere preso singolarmente proprio come uno di quei quadri collage di foto diverse.
La varietà dei generi usati, sempre rimanendo negli stilemi blues, è totale e viene da domandarsi come potrà essere il prossimo capitolo ma vista la sete dei tre varesotti non potrà che essere ancora più sorprendente.

VELOCITA’: corri! non c’è tempo da perdere!

IL TESTO: “I never knew why I couldn’t die but it’s something/ really useful when you’re crossing the fire/ now you kneel down to your own slave I’m calling/ everyone to gather around/ the days of your reign are over now and remember/ that it’s all because my love for that woman” da ‘Back no more

LA DICHIARAZIONE: “I pezzi nascono tutti da uno scheletro ‘œblues’, solitamente iniziamo da un riff di chitarra che poi sviluppiamo suonando tutti insieme, se il pezzo gira riusciamo a trovare le parti principali in pochissimo tempo e in modo del tutto naturale.” da un’intervista a DemonCleanerZine

UN ASSAGGIO Ain’t No Places, No Matter

 

IL SITO: twbblood.blogspot.it

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