Plastic Made Sofa-Whining Drums
PROTAGONISTI: Andrea Rota (voce, chitarra acustica), Federico Laini (basso, sitar, seconde voci), Simone Chiarolini (chitarra elettrica), Michele Carrara (batteria) e Mattia Pievani (organi, percussioni e diavolerie).
SEGNI PARTICOLARI: i ragazzi decidono nel 2008, dopo anni di amicizia, di costruire il progetto Plastic Made Sofa arrivando nel 2009 alla pubblicazione di un primo EP e l’anno successivo al debut-album ‘Charlie’s Bondage Club’ via Smoking Kills, ottenendo un discreto successo nella scena indie-rock nostrana, con molti concerti in Italia culminati nell’esibizione Heineken Jammin’ Festival in apertura ai Pearl Jam e uno stimolante tour in California. Negli ultimi mesi la reclusione in studio porta alla registrazione di ‘Whining Drums’ (autoprodotto e uscito questo novembre), che respira di nuove suggestioni ed è accompagnato dal singolo ‘Lizards Of A Wire’.
INGREDIENTI: i Plastic scelgono una via particolare per il loro sophomore, abbandonando quegli appiccicosi riff dell’esordio, conditi di melodie trascinanti spiccatamente british, per dedicarsi a sonorità molto più sperimentali e psichiche. I riferimenti vanno tutti alle caleidoscopiche atmosfere 60’s (‘The Piper At The Gates Of Down’ e ‘White Album’ potrebbero essere gli LP recuperati dal gruppo nell’ultimo periodo), con uno sguardo al desert-rock e una forte contaminazione orientaleggiante e africana, che con sitar e percussioni ci trasportano letteralmente in altri continenti. Non pensate però alla solita psichadelia distorta e rumorifica che sta tornando di moda di sti tempi, pensate piuttosto all’impronta che possa aver avuto questo cambio di stile su una band sempre caratterizzata da grande songwriting e attitudine pop. Ne viene fuori qualcosa di elegantemente progressista pur mantenendo una vena easy-listening (in questo caso più che apprezzata), che ricorda le direzioni più colorate dei Tame Impala (la spaziale ‘Stargazers’ ne è una fantastica citazione).
DENSITA’ DI QUALITA’: ‘Whining Drums’ per Rota e compagni è come un nuovo inizio, un’esperienza surreale in mondi tutti da esplorare, sperando che questo sia solamente il primo di una serie di futuri incontri con queste realtà “diverse”. Il punto è che qui, più dell’esperienza sembra essere la creatività il motore trainante. Così se si potrebbe pensare che questa manciata di pezzi intenda raccontarci di una storia vissuta ci si sbaglia, di grosso; i Plastic Made elaborano la rappresentazione di un sogno e di un viaggio immaginario nelle atmosfere primordiali di terre lontane: i deserti rocciosi che ci compaiono letteralmente davanti agli occhi (‘We’re Just Changing’), le infinite strade sterrate (‘Lizards On a Wire’), i paesaggi del Maghreb (‘Midnight in Remada’) o quelli asiatici (‘Noodles for Breakfast’). Così se anche non ci si è mai stati, in mezz’ora ci si arriva, e quando tutto finisce basta un click per farlo ripartire. Nelle movenze dilatate e nei feedback frequenti di chitarra e basso (in ‘Two Grains in Outer Space’ o nella title-track), nel cullante piano echeggiante di ‘Try to Be a Woman’ si avverte poi quella classe che solo in pochi riescono a dimostrare, oltre che possedere. Melodie, testi, ricerca sonora, impatto diretto ma anche particolari nascosti: ‘Whining Drums’ è uno degli album dalle tonalità più interessanti del 2013. E peccato sia circolato solo nell’ultimo periodo, perché se ne sarebbe tenuto molto conto nelle classifiche di fine anno.
VELOCITA’: 9 tracce in circa 30 minuti, che corrono via come se niente fosse, ma lasciano il segno e la voglia di fare re-play.
IL TESTO: “The Flow will take us far, / a thousand miles from here, / Wind is blowing hard, eating our will“, da ‘Two Grains In Outer Space’.
LA DICHIARAZIONE: “C’è tanta immaginazione, sicuramente. Cerchi di dare un colore a qualcosa che è nella tua fantasia, perché in realtà non l’hai mai visto” afferma Michele in una video-intervista in riferimento alle particolari sonorità su cui l’intero disco è fondato.
UN ASSAGGIO ‘Lizards On a Wire’
IL SITO: Plasticmadesofa.com

