ThreeLakes – War Tales

GENERE: folk, un po’ soft un po’ rock

PROTAGONISTI: ThreeLakes alias Luca Righi prima scrive poi suona e canta, accompagnato dai Flatland Eagles che sono Andrea Sologni, Raffaele Marchetti, Lorenzo Cattalani, Marco Chiussi e Paolo Polacchini.

SEGNI PARTICOLARI: ‘War Tales’ è stato registrato all’Igloo Factory, dove lavora Andrea Sologni, il bassista dei Gazebo Penguins. Se può colpire a prima vista che un disco folk passi per l’Igloo, durante l’ascolto il marchio di fabbrica si fa comunque riconoscere e l’album non sfigura, per qualità , tra le altre produzioni dello studio di Correggio.

INGREDIENTI: ‘War Tales’ è un’antologia folk di dieci racconti di guerra. In quanto racconti sono calmi e malinconici, ci sono la tristezza di lasciare casa e la fioca speranza di tornare. Ma, in quanto di guerra, quando i racconti s’accendono mostrano tutto il loro calore: nobile esempio di questa combinazione sperimentata da ThreeLakes è la traccia d’apertura ‘Wild Water‘, in equilibrio tra testo quasi ermetico ed espressività strumentale, generosamente offerta dai Flatland Eagles. Il disco oscilla tra questi due poli: la narrazione american-folk con gli strumenti fedeli al genere (chitarra acustica e armonica) e una dimensione rock, che quando non si limita a fare da accompagnamento, si dimostra ritmica e avvolgente.

DENSITA’ DI QUALITA’: la movimentata (una delle poche) ‘The Walk‘ si fa seguire da ‘The Lonesome Death Of Mr. Hank Williams‘: una ballata tradizionale, come non se ne scrivono quasi più. Hank Williams è infatti un musicista la cui musica è stata ormai superata dalla tecnologia, portando egli a spegnersi lentamente.
Non capita a tutti di veder piangere il proprio padre. Allora ‘The Day My Father Cried‘ diventa una canzone emozionante a carattere universale e forse anche autobiografico. Infatti le guerre di ‘War Tales’ si combattono sì in trincea, aspettando che scatti l’H-hour del ‘D-day‘ (bel pezzo), ma sono anche guerre interiori e richieste d’aiuto, come nell’elettrica ‘By My Side‘. Il finale di ‘March‘ potrebbe essere, per la presenza dei cori di Francesca Amati e Capra, un lento degli Of Monster & Men in versione ukulele. Cadenza semplice che fa rimanere in testa i versi I was sure that I won’t to be alone / I was a dark and lost soul. Il trotto di ‘Horses Slowly Ride‘, altra bella presenza nell’album, è l’ultima fiamma di una serata passata davanti al camino ad ascoltare storie. ‘Rose‘ chiude un buon album dove sembra che Threelakes abbia fatto esattamente quello che voleva fare.

VELOCITA’: il disco scorre calmo con qualche rara piacevole accelerazione.

IL TESTO: ‘Mother don’t be sad / one day I’ll come back / Our life now can’t wait‘ da ‘The Day My Father Cried

LA DICHIARAZIONE: ‘Siamo una generazione che protesta per guerre lontane e lascia scomparire i piccoli conflitti quotidiani. Con War Tales volevo fare questo. Volevo essere il nonno che racconta la guerra quotidiana, affascinante nella sua atrocità .‘ dal comunicato stampa dell’album

UN ASSAGGIO ‘Wild Water’

IL SITO: threelakesmusic.com

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