Marlene Kuntz-Nella Tua Luce

GENERE: alt-rock

PROTAGONISTI: Main line – Cristiano Godano (voce, chitarra), Riccardo Tesio (chitarra), Luca Bergia (batteria, cori). Collaboratori – Luca Saporiti (basso), Davide Arneodo (tastiere, violino, percussioni)

SEGNI PARTICOLARI: in questo disco c’è sempre qualcuno o qualcosa che ti aspetta. Qualcosa di più energetico, più penetrante, più maledetto, più durevole, più adulto della recente è e spesso criticata – produzione della band. Tienilo bene a mente quando lo ascolterai, cosicchà© quando succederà sarai il più pronto possibile

INGREDIENTI: il 2007 è stato uno di quegli anni da ricordare. Nella storia dei Marlene ha segnato probabilmente uno spartiacque fra tutto ciò che è stato fatto prima e tutto quello che sarebbe successo poi. I 3 di 3 del nucleo originale della formazione da allora hanno cambiato, una volta per tutte, stile e approccio con produzioni e pubblico. Tutto ciò è accaduto in concomitanza con l’arrivo di Saporiti e Arneodo. I “nuovi” Marlene sono meno noise e purtroppo più pop, meno sorprendenti ma fortunatamente più curati e raffinati. Resta è purtroppo è una dose di autoreferenzialità nei testi e nello stile che, comunque, ha determinato anche le fortune di questa band. Da sempre, nelle canzoni, ai Marlene piace creare il classico punto di svolta. Molti brani sono costruiti con una prima parte, un punto di rottura e una seconda parte. In genere, la prima e la seconda parte appaiono come due canzoni diverse. Inoltre, code e intro sono spesso enfatizzate per spingere l’ascoltatore a calarsi in una dimensione che esuli dalla realtà . I Nostri, ci hanno lavorato per quasi due anni a questo disco che crea intrecci interessanti di confusione e necessità . Non è tutto oro ciò che è luce: pur non presentando eclatanti spunti di novità e freschezza – rispetto al glorioso passato della band – rappresenta un progresso, comunque.

DENSITA’ DI QUALITA’: ‘Solstizio‘ è il primo singolo estratto degli undici brani presenti in scaletta. Si tratta di un omaggio ai fan, fatto coincidere proprio con il giorno del solstizio d’estate. Nel cerchio sfocato della lente che si muove per calibrare il fuoco, l’estate iniziava, la luce del giorno si allungava. E’ un fatto. Godano grida qualcosa dal profondo del suo animo, come quando dagli occhi di un innamorato trabocca il cielo in una lacrima. La bellezza usata come musa e salvezza. Il giorno più luminoso preso come paradigma per far emergere le proprie ombre. Come un moderno Dante Alighieri, in ‘Nella tua luce‘, brano che apre e dà il titolo al nuovo album dei Marlene Kuntz, Cristiano Godano si rivolge alla propria musa ispiratrice, Clizia, che diviene nelle intenzioni la sua Beatrice: cercando la vertigine, il capogiro. E l’ispirazione arriva puntuale già dall’ostinazione del basso e dalle stilettate di chitarra de ‘Il genio (l’importanza di essere Oscar Wilde)‘, in cui la radura che si è creata in ‘Nella tua luce’ appare come squarciata da un grido.

E’ probabile che nel pezzo di maggior bellezza di questo album – ‘Osja, Amore mio‘ – Godano abbia realmente raggiunto l’inclinazione a cui aspira. Quando il poeta Osip Mandel’Å¡tam compose e diffuse il celebre ‘Epigramma di Stalin’, feroce e sarcastica critica al regime comunista dell’epoca, Osip firmò la propria condanna a morte. Ciò che colpisce di questa vicenda è l’amore che Nadežda è Nadja è dimostra al suo amato. La scrittura diviene minaccia e quindi è proibita. CosଠNadja impara a memoria i versi delle poesie di Mandel’Å¡tam per poterle tramandare e dare all’amato Osip un futuro che possa andare oltre la sua vita mortale. Lo sa bene, Nadja. Non ci sarà mai pace per lui su questa terra. La musica cala perfettamente nella situazione con l’iniziale arpeggio, ripetitivo e caustico, che trasporta in un clima di sofferenza. Ma, è mano a mano che la musica procede che si intuisce chi è il reale protagonista della vicenda e dell’album. C’è un distaccamento dall’essere materiale che trasporta l’ascoltatore in un punto non meglio precisato dell’immaginario in cui il nome di Osip e Naja si fondono per divenire Osja. La donna che ama l’essenza del proprio compagno nel suo essere poeta e quindi eletto, diviene lei stessa poesia.

Altro grande pezzo presente è ‘Adele‘. Più orecchiabile di ‘Osja, Amore mio’, ma meno intenso. E’ una denuncia verso l’oppressione che le donne vittime di stalking e abusi subiscono quotidianamente. Ha un approccio molto facile, risulta strana la scelta fatta di non inserirlo fra i primi singoli usciti. D’altro canto però, questa scelta decreterà una vita più lunga all’album nelle classifiche discografiche. Esistono un paio di episodi del disco sui quali si può sorvolare, ma essendo suonato e arrangiato maledettamente bene tutto il lavoro, non si ritiene necessario trovare a tutti i costi un pezzo da classificare come ‘il peggiore’.

VELOCITA’: in un metodico miscuglio di tanto amore e sforzi importanti da parte dalla band, il pretenzioso ricercatore di novità non può fare a meno di sentirsi scivolare via l’album con leggerezza e consenso.

IL TESTO: “Scapperò da ogni trappola / che da un confino all’altro incontrerò / ostinata tua discepola / sempre dentro me ti porterò / custodirò / ohohoho / Osja, amore mio / forse tornerai / e io non ci sarò più / se mi senti dimmi dove sei / sono io Nadia e tu dove sei? / anche se sei qui con me / e so bene che mi perdonerai / questo sfogo che non ti aiuterà / nell’orrore dove sei / Se mi senti dimmi dove sei“ da ‘Osja, Amore mio

LA DICHIARAZIONE: \”Con il precedente Ricoveri Virtuali e Sexy Solitudini abbiamo raggiunto il picco della fase ostile e negativa che ci caratterizzava, i testi all’epoca avevano raggiunto la massima disillusione nei confronti del mondo della musica, internet inutile nascondercelo ha modificato profondamente la realtà e quel disco è stato come una catarsi che era necessaria per tutti noi; per carità quello è stato un lavoro onesto e sincero, ma ora siamo molto felici di entrare in una fase positiva e grintosa.” Da una intervista su ‘onstageweb.it’

UN ASSAGGIO Osja, Amore mio

IL SITO: marlenekuntz.com

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