Thegiornalisti – Vecchio
GENERE: indie rock and roll
PROTAGONISTI: Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella, Marco Primavera
SEGNI PARTICOLARI: Sarà che da quel giorno in cui la penna Bic stampata su Vol.1 ha catturato la mia attenzione, ho captato qualcosa di speciale in loro. Sarà che raramente ho provato brividi al primo ascolto di un gruppo italiano negli ultimi anni. Sarà che amo il rock and roll. Sarà che i colpi di fulmine accadono veramente a volte. Sarà che vi ho rotto le palle con questo elenco. Ma mi trovo in difficoltà a parlare di una musica che alimenta le emozioni quando meno te lo aspetti. Potrei raccontare molti aneddoti legati a ‘Vecchio’. Vi dirò solamente che questi ragazzi amano divertirsi con la musica e si divertono amando la musica.
INGREDIENTI: Chitarra basso batteria. La chiave del successo del primo album sta qui. Tuttavia è evidente la crescita del trio romano in un solo anno dall’esordio. I tre attuano una piccola rivoluzione del suono aggiungendo in misura massiccia le tastiere come colonna portante ed eliminano le schitarrate e i richiami a Morricone, concentrandosi maggiormente ad attualizzare il meglio della musica italiana degli anni 60 e 70, senza dimenticare le sonorità beatlesiane. Rispetto a ‘Vol.1’, io paragono ‘Vecchio’ ad una mostra fotografica di scatti d’autore in bianco nero che descrivono la nostra vita di umani, esaltandone la bellezza e la purezza, pur con tutte le difficoltà dei nostri giorni. Qui si parla di Italia, la bella Italia, e ci dà speranza anche in uno dei periodi più bassi della nostra storia. E’ un album che parla di vita, di risate e divertimento accompagnati da un buon vino, del tempo che passa ma che viene gustato in ogni istante nella sua essenza. Roger Daltrey gridava al mondo: “I hope I die before I get old”. I Thegiornalisti invece ci trasmettono tranquillità nell’accettare gli anni che passano inesorabili, apprezzando quello che ci regalano, per esempio l’esperienza e la saggezza. Non è un disco per tutti, questo è certo. Ma sono sicuro che per molti diventerà uno dei migliori 3 album italiani del 2012.
DENSITA’ DI QUALITA’: è un lavoro completo e ben bilanciato nei suoi ingredienti, come nelle migliori ricette di cucina o nei più gustosi cocktail creati dal vostro barman di fiducia. Si parte subito con il pezzo più alcolico di tutti, ‘La Tua Pelle E’ Una Bottiglia Che Parla E Se Non Parla Vado Fuori Di Me‘, rock and roll in crescendo e potenziale tormentone indie dell’anno. In un bar fumoso del centro, tra bottiglie di whisky vuote, percepiamo la visione distorta di una passione vissuta nel peccato. Proprio il rapporto sentimentale viene snocciolato in tutti i suoi aspetti. Si racconta il tradimento, il senso agrodolce di una storia a distanza e la fine tragica di un amore. C’è spazio anche per la descrizione di viaggio ‘on the road’ con una sconosciuta ma anche il delirio rock di una serata con veri amici ballando fino all’alba. Personalmente ritengo che il trio portante del disco si trova non a caso nel cuore della tracklist. Il punk rock di ‘Cinema‘ tra Libertines e Clash si trasformerà facilmente in pogo già dalle prime date del nuovo tour. ‘Vecchio‘ oltre ad essere il titolo del disco racchiude dentro di se il pensiero e il messaggio del trio romano. ‘I Gatti‘ di certo è la canzone perfetta per un duetto con Dario Brunori. Si conclude alla grande con ‘Nato Con Te‘, candidata numero uno per diventare la nuova ‘Io Non Esisto’ per i fan.
VELOCITA’: media, tra accelerazioni improvvise di puro rock and roll senza freni e rallentamenti con intense ballate romantiche.
IL TESTO: “E non mi importa proprio niente se un serpente mi morderà dopo questa sera, magari perdo solo un dente se qualcuno un pugno mi dà , dopo questa sera mi sembra di esser nato con te“.
LA DICHIARAZIONE: “Cinema, è il soprannome di un signore, un artista di serie c che si barcamena tra comparsine pubblicitarie e film che al massimo vanno in onda su rete oro dopo la mezzanotte; assiduo scommettitore, sfortunato o incapace giocatore. Io lo conosco, condivido con lui la frustrazione di coltivare o quanto meno tentare di coltivare una vita “artistica” con scarsi risultati, e poco riconoscimento. Gli ho confidato che a volte si starebbe meglio da morti, senza gioie né dolori; un artista morto vale di più. Forse, forse“. Dichiarazione spontanea del cantante Tommaso Paradiso.
IL SITO: ‘Thegiornalisti.it‘

