The Spoiled – Parasite

Genere: post punk, dark wave, industrial, noise.

Protagonisti: Giovanni Santolla.

Segni Particolari: Dopo l’esperienza come bassista della band torinese Read, Set, Fall, alla fine del 2015, Giovanni Santolla decide di dedicarsi al suo progetto The Spoiled, curandone testi e musica. Così, a gennaio del 2016 usciva Ironshell EP per la label francese Manic Depression Records. Un clima teso e cupo caratterizza le cinque tracce dell’EP (quattro più una cover di David BowieWarsawa), lo stesso che si respira in Parasite, disco d’esordio uscito questo giugno per la medesima etichetta.

Ingredienti: L’ inquietudine e l’angoscia sono sensazioni comuni dell’uomo in quanto essere vivente e dunque pensante; sono percezioni dettate da stimoli esterni che riescono a insediarsi all’interno della mente umana, come un tarlo, un parassita: Parasite, disco di debutto di The Spoiled, esprime tutto questo. Chitarre taglienti, linee di basso perforanti, synth distorti, drum machine glaciale e voce baritonale creano un sound aggressivo, violento, a tratti quasi ostile. I toni sono cupi per la maggior parte del tempo, ed evocano scenari distopici in cui regna il caos, trasmettendo all’ascoltatore un senso di alienazione e claustrofobia. Un ascolto tutt’altro che tranquillo. Parasite si caratterizza per le sue sonorità disturbate, in cui domina un sentimento di tormento continuo ed uno stato di tensione costante. Ciò non deve indurre a pensare (temere?) che sia un disco piatto e monocorde. Di fatto, le soluzioni musicali adottate risultano variegate e non banali. Partendo da un approccio dark wave – post punk, i pezzi si “sporcano” di tipici rumorismi industrial (Samael), si lasciano contaminare da chitarre tipicamente shoegaze; e sebbene i ritmi siano sostenuti, talvolta quasi deliranti (vedi in successione Closure, Wish house, Empty Stations) non mancano momenti di più ampio respiro, dove uno scorcio di luce sembra penetrare nell’oscurità, regalando una precaria sensazione di pace (When sheep stop dreaming, I am void).

Densità di qualità: Le ottime impressioni avute con Ironshell Ep hanno trovato conferma con questo nuovo lavoro. The Spoiled non propone niente che non sia stato già sentito. O meglio, probabilmente Parasite, come altri dischi di recente fattura, testimonia l’evoluzione che il post punk sta avendo negli ultimi anni, ovvero quello di un estremismo sonoro portato all’esasperazione mediante il contagio di suoni industriali, ritmi tribali ed una elettronica disturbata e disturbante. Assolutamente consigliato per gli amanti del genere; per chi non ha paura del buio, di trovarsi di fronte ai suoi incubi peggiori a lottare contro i propri demoni interiori.

Velocità: 13 tracce per un totale di 50 minuti (per lo più) frenetici.

Testo: “Sometimes the word you think you know is cruel enough more than your words. Sometimes you wish you were outside but in your cage still no one dies, no one dies” (da Wish house).

La dichiarazione: “Un mosaico di darkwave, noise rock, dark ambient e industrial combinato con un profondo amore per film horror e letteratura decadente. Glaciali drum machine, percussioni tribali, bassi in coro, synth distorti e voci eteree ritraggono un viaggio malinconico claustrofobico attraverso le più profonde e più scure sensazioni dell’essere umano”.

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