Il silenzio delle vergini – Colonne sonore per cyborg senza voce

Genere: strumentale, sperimentale, noise rock, post rock, shoegaze.

Protagonisti: Progetto ideato dal chitarrista Armando Greco (tic tac bianconiglio, lexus), accompagnato da Graziano Bonura al basso e a Fabio Taglioretti alla batteria (questi ultimi membri del gruppo milanese The Eyes). Dopo aver partecipato alla registrazioni del disco, i due decidono di abbandonare la band. Al loro posto, Cristina Tirella al basso (già nei Tic tac bianconiglio) e da Mister X alla batteria.

Segni particolari: Registrato presso i Brace Beltempo Studios di Milano, Colonne sonore per cyborg senza voce è il disco di debutto de Il silenzio delle vergini; un lavoro ispirato al mondo manga e all’opera di Shotaro Ishinomori, Cyborg 009.

Ingredienti: L’album si presta a due chiavi di lettura autonome ma al contempo interdipendenti. La prima chiave è quella “musicale”: Colonne sonore per cyborg senza voce è un disco interamente strumentale, forte e potente, in cui gli strumenti diventano autentiche armi che bombardano l’ascoltatore, il quale diventa protagonista di una una guerra immaginaria, suggerendogli visioni di un mondo futuristico, scenari distopici. I solchi profondi tracciati dal basso, gli squarci improvvisi di una chitarra sinistra, la marcia apocalittica della batteria generano toni ansiogeni, senso di irrequietezza e costante inquietudine: la ricerca di un posto sicuro diventa un miraggio. Un lavoro fortemente sperimentale che esplora i territori più burrascosi, ma capace di navigare anche in acque più calme; agli episodi di cattiveria sonora si alternano episodi dotati di un’attitudine quasi melodica.
Il silenzio delle vergini sperimenta un rock che si tinge di venature variegate: di metallo pesante, di un goth scuro, di una tetra psichedelia, di elettronica, fino a giungere ad un grigio noise e addirittura a tratti post rock. Se questa chiave di lettura “musicale” gode di sua autonomia, l’altra chiave – quella “letteraria – narrativa” – risulta connessa alla prima, e rappresenta un valore aggiunto per l’ascoltatore appassionato di manga. Il disco, infatti, prende spunto dall’opera del mangaka Shotaro Ishimori che racconta la storia di nove ragazzi rapiti da un’organizzazione criminale (Black Ghost) per essere tramutati in cyborg, ciascuno con i propri super poteri. I nove riescono a sfuggire al controllo della Black Ghost ed iniziano una guerra contro quest’ultima. E allora, chi conosce il manga può dilettarsi ad associare immagini a musica, ed “entrare” completamente nel disco.
Densità di qualità: Quando si abbandona la parte lirica a favore di quella strumentale il rischio che si corre è quello di cadere in un deficit comunicativo. Così, quando si rinuncia ad assegnare un titolo ad un pezzo, identificandolo solo con un numero progressivo. La scelta della band è stata esattamente questa: sette colonne sonore senza voce, nè titolo. Una vera e propria spersonalizzazione di un disco che già si presenta dall’ascolto poco agevole, senza alcun bug comunicativo. Un messaggio subliminare? Forse siamo noi stessi cyborg senza voce? L’innesto con una macchina dai sentimenti assopiti, condannati ad una quotidiana guerra contro noi stessi e contro gli altri, alla ricercare di una pace interiore, nell’anima e nel corpo? O forse sono solo mie illazioni. Quel che è certo è che Colonne sonore senza voce è un album potente, consigliato agli amanti del genere, ma non solo.

Velocità: Un disco breve ma intenso, che scorre veloce per un totale di 28 minuti.

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