Re Del Kent – Sottocultura

ANNO: 2020
GENERE: alternative rock, cantautorato rock

PROTAGONISTI: Re del Kent sono una band alternative rock, nascono nel 2019 a Milano, il giorno in cui il mondo celebra Sant’Etelberto, per loro, unico vero re del Kent. Si formano dalle ceneri dei Total Rickall, esperimento che ha portato all’incontro di Dario (voce e chitarra) e Omar (Basso). È proprio con questo progetto che nascono i primi pezzi caratterizzati da forti influenze grunge e alternative che trattano temi sociali e biografici. A fine Febbraio il gruppo assume una forma più completa con l’ingresso di Massimiliano, batterista bergamasco da poco trasferitosi a Milano, e dall’amico Daniele, chitarrista dalle sfumature più metal. Inizia quindi un percorso che li porta ad esibirsi in varie realtà lombarde ed a pensare alla realizzazione del loro primo EP. Nel novembre 2019 viene quindi registrato “24 febbraio“, rilasciato proprio nella data che dà il titolo al lavoro, corrispondente al primo anniversario della band e che trova riscontri positivi dalla critica, tra tutti Rockit. I quattro Re del Kent hanno giusto il tempo di suonare nel release party dell’EP, al Rock’n’Roll di Milano, prima che il progetto venga temporaneamente rallentato dal “lockdown” generale, che non ha fermato comunque la composizione di nuovi brani.

INGREDIENTI: I Re Del Kent, più che delle ceneri dei Total Rickall, sembrano rinascere dalle ceneri della scena alternative rock italiana, quella di quando gli Afterhours passavano su MTV e ci sentivamo davvero fighi ad aver conosciuto i Verdena. I Re Del Kent ci riportano alle feste del liceo, ai concerti dei Ministri alla festa della birra, alla rabbia adolescenziale e allo stare bene, anche solo a sentire quello stock di una chitarra elettrica che viene attaccata all’amplificatore. I Re Del Kent sono malinconia aggressiva che abbiamo provato tutti, e forse credevamo di aver dimanticato.

DENSITA’ DI QUALITA’: Quello dei Re Del Kent è un mondo a sè stante che sopravvive nonostante tutto. In questo più che mai, un disco come Sottocultura ci riporta facilmente ai locali fumosi, a quando potevamo vedere un concerto al giorno nei centri sociali, a quando andava tutto bene, ma pensavamo andasse tutto male.

  • 7/10
    Voto - 7/10
7/10

Giudizio riassuntivo

Quello dei Re Del Kent è un mondo a sè stante che sopravvive nonostante tutto. In questo più che mai, un disco come Sottocultura ci riporta facilmente ai locali fumosi, a quando potevamo vedere un concerto al giorno nei centri sociali, a quando andava tutto bene, ma pensavamo andasse tutto male

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